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WORRAM STEVENS - LA PORTA DI LUCE

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WORRAM STEVENS


Il boscaiolo


Ricorreva l’anno del Signore 1200:

In un villaggio povero ma felice nacque da una buona famiglia cristiana un bambino dal nome di Stevens, questa famiglia era composta dal padre Roland, boscaiolo e la madre Margaret, giovani entrambi. Il villaggio si trovava a ridosso di un fiume e dominava l’intera vallata, con le montagne che facevano da contorno. Nel villaggio viveva la tranquillità in un’attività fatta di pastorizia, allevamento dei maiali e la vendita della legna. Stevens cresceva fortificato dalla presenza del padre, seguiva la dottrina della fede cristiana e sempre suo padre lo istruiva su tutto quello che bisognava sapere di Dio. La madre buona moglie, accudiva con delicatezza e amore la famiglia, sempre felice e soprattutto sapeva che Iddio li guardava. Stevens nel crescere cominciò ad imitare il padre nel lavoro che svolgeva e nella spiritualità che trasmetteva all’intero villaggio; passarono i giorni e Stevens era sempre più un giovane robusto e bello, con una gran voglia di lavorare con il padre.
S’istruì alla piccola scuola del villaggio e così completò ciò che doveva fare, nell’obbedienza ai genitori e di fronte a Dio. Passarono gli anni e, quando compì sedici anni, andò a lavorare nel grande bosco sulla montagna. Il lavoro cominciò a piacergli subito, tanto che in breve tempo divenne uno di più bravi boscaioli del territorio. Quando rientrava a casa si metteva davanti al focolare e leggeva insieme ai suoi genitori, la Sacra Bibbia: riusciva a leggere così bene che sembrava entrare nei personaggi. I giorni passarono indisturbati e Stevens oramai era un bel ragazzo e i suoi genitori ne andavano fieri, ed anche gli abitanti del piccolo villaggio lo ammiravano, con un poco d’invidia. Arrivò all’età di vent’anni, ed oramai era più sicuro di se stesso, il lavoro proseguiva nella totale tranquillità e felicità: ma il destino aveva segnato Stevens. Un giorno nell’andare al lavoro con il padre accadde un fatto inspiegabile: suo padre lo fermò dicendogli che gli doveva parlare un attimo, gli bastavano pochi minuti per spiegagli una cosa importante, e Stevens aveva l’età per ascoltare.

ROLAND: "Caro figlio ora ascolta tuo padre, so per certo che il Signore mi coglierà presto per dare a te un compito importante che dovrai assolvere, e tua madre ti rimarrà vicino ancora per altri anni. Lo so che stai pensando come faccio a dire queste cose, per il momento non lo posso rivelare ti sarà detto poco prima di morire per ora accetta queste parole e non dire parola con nessuno".

Stevens, non riuscì a dire una sola parola ma annuì di aver capito, e ripresero la strada verso il luogo del lavoro. Passò un anno, una mattina Stevens andò fuori pronto per andare al lavoro e nell’attesa che arrivasse suo padre, aspettò diversi minuti, ma non lo vide arrivare; la cosa gli sembrava strana, avevano fatto colazione insieme come sempre e lui gli aveva detto di attendere che doveva andare un attimo in camera. Attese ancora alcuni minuti, e non vedendolo arrivare si precipitò in casa, andò verso la camera e vide una scena straziante: suo padre stava morendo, accanto a lui c’era sua madre nella disperazione, il suo cuore stava cessando di battere. Suo padre lo chiamò vicino al letto e gli disse: "Tra qualche anno avrai un’apparizione, ma prima di questo dovrai lungo il sentiero che porta alla piccola chiesa, piantare tante croci quante sono le stazioni della Passione di Cristo Gesù. Fatto ciò il Signore si rivelerà a te. Caro figlio mio, devo andare; tua madre già sapeva tutto da tantissimo tempo ma non voleva crederci, ora è giunto il momento".
Roland accarezzò la moglie Margaret, prese la mano di Stevens e chiuse gli occhi, entrambi si chinarono sopra il corpo oramai senza vita, poi s’inginocchiarono e pregarono. Passarono gli anni e Stevens avendo già piantato tutte le croci, nella meraviglia di tutti gli abitanti del villaggio, dicendo loro che quella era stata la volontà del padre prima di morire. A tutti piacque ciò e si congratularono con lui, anche il parroco esternò il proprio compiacimento. Passò un altro breve periodo, durante il quale Stevens si era quasi dimenticato le ultime parole del padre; come sempre andava a lavorare incurante di quel pensiero. Un giorno all’improvviso, si sentì chiamare, si guardò intorno, ma non vide nessuno; la voce lo chiamò di nuovo e lui si rigirò di nuovo e finalmente vide una luce ovale e in questa ecco apparirgli davanti " Gesù".
Sì, Gesù era arrivato come il padre gli aveva detto: lo guardò esterrefatto senza pronunciare neanche una parola, s’inginocchiò ma Gesù gli disse di alzarsi e di ascoltare:

"Stevens ora mi dovrai obbedienza per ciò che ti dico, dovrai fondare un ordine detto dei Passionisti di Gesù, tra queste montagne dovrai costruire un monastero e da qui andare per tutto il mondo; questa è la mia volontà. Ti sarò accanto in questa realizzazione; ora vado ma ricorda": I Passionisti".

Gesù scomparve e Stevens, ancora scioccato, rimase seduto a terra per alcuni minuti, poi si riprese e corse dalla madre raccontandole tutto, ella sorrise e si fece il segno della croce.

Stevens aveva già ventidue anni e cominciò la salita della santità, come gli aveva predetto il padre prima di morire: eresse il primo monastero e poi ne seguirono altri, sua madre al termine del primo monastero, morì lasciandolo al suo destino. Il villaggio si sviluppò in modo modesto, per rimanere nell’umiltà in quel rispetto che Stevens aveva dato al luogo.
Morì a novantasei anni in grazia di Dio, vedendo compiuto ciò che Gesù gli aveva detto di fare.

Questo racconto è descritto nella gloria di Dio e con il suo permesso ti è stato dato per conferma del tuo stato interiore.

Vi è una morale: in Dio tutto si realizza, bisogna lasciarci andare a Lui.


 
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