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UN'ANIMA E LA SUA PICCOLA STORIA - LA PORTA DI LUCE

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UN'ANIMA E LA SUA PICCOLA STORIA


Voglio rappezzare, ricostruire il dovere di uomo di fronte a Dio, se egli ancora pensa che ne valga la pena, ora non valgo nulla. Ho bistrattato la famiglia, mi sono posto una vita piena di macerie, ho distrutto tutto ciò che potevo distruggere.
Molte volte penso: <<Dio se esisti, fammi capire che mi aiuti>>, probabilmente lo fa, sono io che non do importanza a quello che chiedo e questo perché non sono sicuro di me stesso sentendomi meschino di fronte a tutto quello che ho conosciuto e amato.
Come si dice “l’erba del vicino è sempre più verde”, questo era il mio motto; l’invidia, superare gli altri, scontrarsi con un mondo che hai reso nemico nei tuoi confronti, ti sei reso cieco camminando a ridosso di un baratro prossimo a saltarci dentro, senza il tempo di dire addio.
Addio a chi? Nessuno più ti ama. La famiglia non so più che fine abbia fatto, mia figlia Carmelina che tanto amo, dov’è? Mia moglie Ester non so più come sia: oh….si! Era tanto bella ma quando dolore gli ho procurato. Sicuramente si è fatta un’altra famiglia, ed è giusto che sia così.
Questo è un brutto vagare per il mondo, convinto di acquistare ciò che vuoi, conoscere per i tuoi sporchi interessi persone che di umano non hanno nulla, ma bensì, solo crudeltà che macera dentro un cuore oramai diventato una pattumiera di odio, verso qualsiasi persona.
Oh ….si! L’uomo può ricredersi, ha sempre il tempo di ritrovare se stesso, capire che ha sbagliato, questo per la crudeltà: è solo terreno che non porta a nulla e non da nulla.
Ho il viso invecchiato solo per gli errori che ho commesso, il mio cuore ha voglia di battere nella tranquillità e in questo, amare, sognare una vita umana; ecco ciò che desidero e vorrei fare.
Dio mi ascolta, lo so! Non dimentico la fanciullezza in cui gli ero vicino, dove nell’innocenza ti ascoltava, ti guardava perché ancora eri indifeso…..ora non so! Se mi vuole ascoltare, ne avrei tanto bisogno, mi sento solo.
Vorrei arrivare a credere di potermi salvare, anche se sicuramente devo purgare per tutto questo marasma che ho causato……..
Dio ascolta l’anima mia; accogli quest’uomo che ora comprende la tua vera esistenza, un uomo che ha creduto d’essere grande nel mondo, ma la realtà gli ha dimostrato la meschinità della vita intrapresa. Oramai, il guadagno che mi sono costruito con l’odio è svanito nel nulla, quello che cercavo mi ha abbandonato e in aggiunta, ho perso definitivamente la famiglia. Ecco Dio il resoconto della mia vita, un disastro completo.
Ora ti chiedo, se ho ancora meriti; perdonami, offrimi la tua misericordia.
Quel sole che l’anima mia ha sempre cercato è rimasto prigioniero sulla terra. Questo lungo tempo che mi hai concesso oramai è al termine: di possibilità ne ho avute tante ed ora n’è rimasta una “l’ultima”…<<chiederti perdono>>.
Vorrei viaggiare per l’ultima volta con il vero amore, non con l’odio.
Vorrei riabbracciare l’amore che ho perso nei peccati, salire senza più voltarmi indietro per guadagnare la Tua luce, per sempre. Lo so Signore che può essere troppo tardi dirti queste cose, ma so della Tua misericordia che fa miracoli. Credo che è già un miracolo averti ritrovato, ora se vorrai, fai il resto.
Sono contento di averti detto tutto; vorrei, o mio Dio, sapere la tua volontà. Sono qui che aspetto, mi riposo se così si può dire; guardo il cielo attendendo una Tua risposta.

L’orologio scandisce i minuti e le ore avanzano, l’uomo sulla poltrona attende: il silenzio percorre la stanza e l’uomo si appisola stanco di attendere. Un vecchio che il tempo ha reso, ma con una speranza non spenta.
Il tempo risuona nell’orologio, in quei rintocchi che spezzano il silenzio; la poltrona davanti alla finestra sorregge un corpo che si è abbandonato al riposo. Qui il Signore offre la risposta a questo vecchio uomo dai capelli bianchi e con tanto dolore e pentimento.
Il quel riposo, il Signore lo ha prelevato nella Sua misericordia: <<Si! La bontà onnipotente di Dio ha fatto il resto, ciò che l’uomo aveva chiesto. Iddio lo ha prelevato, mandato alla purgazione per poi al termine: verso la luce che tanto desiderava vedere>>. Il Signore ha accolto l’anima, un buon pentimento ha saputo cogliere il momento giusto. La sua vita non aveva costruito ciò che l’uomo onesto deve, ma il Signore gli ha donato la vita passando prima per il Purgatorio per poi salire i gradini del Paradiso.

L’uomo, la sua anima è in Paradiso, il suo corpo riposa in uno dei tanti cimiteri dove qualcuno passando, vede quella tomba spoglia, e nella carità depone un fiore pregando per lui. Ora in cielo, egli comprende l’amore che si deve avere sin dalla nascita per il prossimo.
Vede che nella sua tomba si deposita la carità, e sa che Iddio può operare anche dopo nella misericordia. Il tempo che Lui dona all’uomo: è un tempo dove egli deve raccogliere nel Suo Nome.

L’uomo: ha ricostruito nella luce l’unione con sua moglie, contemplando ciò che ha cercato alla fine della vita…Dio.


 
 
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