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TIMOR DI DIO - LA PORTA DI LUCE

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TIMOR DI DIO

LO SPIRITO SANTO
 


Se il dono della <<Pietà>> ci rende consapevoli dell’amore paterno di Dio, il dono del <<Timore>> ci fa consapevoli della sua grandezza, della sua dignità, della sua sovranità. Dio è buono, ma è anche forte e potente. A lui si devono rispetto e ubbidienza: <<Dio non si può prendere in giro>>, taglia corto san Paolo (Gal 6,7)
Esattamente quello che ci ricorda il dono del <<timor di Dio>> che la Bibbia considera, addirittura, l’inizio della vera sapienza (Sal 111,10).
Guai, infatti, a perdere il rispetto di Dio: chi non rispetta Dio, finisce col calpestare gli uomini. La storia del nostro secolo ce lo conferma urlando dai lager, dai gulag, dalle città distrutte, dai genocidi…..
Il <<timor di Dio>> ha anche un secondo risvolto: ci è donato per ricordarci che non possiamo fare quello che ci piace: non siamo noi i padroni del bene e del male; non ci è permesso far diventare giusto ciò che è ingiusto, lecito ciò che è illecito. Tutte le volte che non rispettiamo i Valori, dimostriamo di non << <<temere>> chi è la  somma e il fondamento dei Valori stessi: Dio, che è il Giusto, il Buono, il Vero, l’Amore….
Finalmente il <<timor di Dio>> mira anche a ricordarci un dovere più umile, se vogliamo, ma molto importante: il dovere di non dire stupidaggini su di Lui. Parlar male di una persona significa non rispettarla, non tenerla in considerazione, non <<temerla>>.
Ciò che purtroppo, avviene sovente  trattandosi di Dio. avviene, ad esempio, quando lo presentiamo come il controllore del biglietto, come il guastafeste, come l’esattore delle imposte, come colui che annusa il male dappertutto, come il farmacista a servizio del nostro mal di denti, come la stampella per la nostra incapacità di camminare da uomini.
Dio non è così! A forza di mancargli di rispetto, l’abbiamo ridotto al silenzio. È ancora attuale ciò che diceva lo scrittore francese François Mauriac << Non giudicate Dio dalle balbuzie dei suoi ministri>>.
Il <<timore>> che dobbiamo a Dio ci impone di sollevare da terra la parola <<Dio>>, macchiata e sconciata com’è, per riderle una buona fama, passando da quelle caricature ad immagini più simpatiche. Più dignitose, più vere. Dunque ci impone di presentare un Dio sereno, un Dio che crede nell’uomo: lo vuole protagonista, non gregario; un Dio disarmato, discreto: bussa e attende; un Dio che non soffre di daltonismo: ha occhi per i colori di tutte le pelli; un Dio che è contro il malumore, un Dio il cui lavoro è amare e perdonare.

Santo Spirito, il dono del timor di Dio è un dono saggio.
Dio è Dio e io sono un uomo.
Dio è il creatore e io la sua creatura.
Dio è la fonte, io l’assetato.
Dio è il mare, io la goccia.
Dio è la corrente, io il filo.
Dio è potente, io debole.
Dio è santo, io peccatore.
Santo Spirito, il dono del timor di Dio è un dono che mette le cose a posto: solo a Dio si deve onorare, solo a Dio si deve gloria!
È bene che sia così, perché là ove un uomo sale in cattedra, mille son fatti zittire.
Santo Spirito, il dono del timor di Dio mi fa intelligente:
mi ricorda che devo inginocchiarmi se voglio innalzarmi.
Il tuo dono mi convince che sono povero: mi spinge ad alzare le mani e pregare; non mai con timore, però, ma con amore: è vero che sono un nulla, ma sono un nulla abbracciato da te che sei tutto.

VIENI SPIRITO SANTO!


Vieni, Spirito Santo!
Tu sei il vivificatore, il consolatore, il fuoco dell’anima, la viva sorgente interiore, l’amore.
Tu sei la vita della nostra vita, tu sei il santificatore che abbiamo ricevuto tante volte nei sacramenti.
Tu sei il tocco di Dio che ha impresso nelle nostre anime il carattere cristiano.
Tu sei la dolcezza e insieme la fortezza della vera vita cristiana.
Tu sei l’Amico per il quale vogliamo avere attenzione interiore, silenzio referenziale, ascoltazione docile, donazione affettuosa, amore forte.

(Paolo VI)


 
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