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SPERANZA - LA PORTA DI LUCE

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SPERANZA


Camminare tra ramoscelli caduti e al suono del loro strepitio,
il mio pensier dice:
"Giammai il peccare porta alla salvezza".
Domani troverò il giorno nuovo? Ora la lanterna della vita m’induce a non poter morire perché devo guardar il nascituro il cui vagito risuona su tutta la terra.

Il ruggito del leone avvisa la foresta che egli è il re,
cosi il divino fanciullo deposto nella mangiatoia annuncia che egli è il salvatore.

Mi guardo attorno,
guardo il cielo,
guardo le mie mani che desiderano toccare e unirsi in preghiera davanti al fanciullo che il divino mistero a deposto tra gli uomini….

Son certo che ogni cuore ha bisogno della sua carezza, del suo sorriso,
ogni cuore vuole ascoltare i battiti santi del cielo.

Cielo che sopra di me stazioni,
oltre il mio vedere,
oltre ciò che ammiro: guardandoti so per certo che oltre…..oltre tutto è amore!

Cammino tra questo sentiero che si nasconde tra le sterpaglie della vita,
calpesto il rinsecchire dei ramoscelli caduti dai rami di questo grigio inverno:
il mio cuore cerca il calore del bambinello, la luce che illumini la sua nebbia che la reso peccatore.

Debbo resistere alle intemperie della vita,
debbo cercare la giusta strada che abbia il terreno già consumato di chi fin d’ora a ricercato il salvatore fattosi bambino….
Le orme lasciate nell’atto della preghiera mi danno l’impulso di andare oltre,
di camminare verso il luogo in cui l’anima diventa vittima d’amore.

Vittima, schiava di un amore che non si conclude con la morte, ma prosegue nel regno dell’Infinito dove l’Amore e la Pace sono sovrani.

 
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