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PREPARARSI A PREGARE - LA PORTA DI LUCE

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PREPARARSI A PREGARE


Nella preghiera è Dio che si manifesta, è l’anima che sale, e proprio nella misura in cui prega, in cui entra in rapporto vivente con Lui. La preghiera impegna tutta la persona umana. In qualsiasi conversazione, tutte le nostre facoltà ed energie interiori partecipano nel nostro atto: intelletto, memoria, fantasia, volontà e sentimento, il corpo stesso.Così è per la preghiera: non è solo un fatto teologico ed un mistero, ma - come gesto umano, espressione umana - è anche un fatto psicologico, con esigenze concrete che la condizionano ed insieme la rendono varia nei suoi metodi e nelle sue manifestazioni.
ORDINAMENTO ESTERIORE
Il colloquio con Dio è facilitato da
particolari condizioni esterne di tempo, luogo; così come da un comportamento esterno, in armonia con l’azione sacra che stiamo compiendo.

Il tempo

Anche se è valido il "pregare sempre", vi sono periodi, momenti nei quali si deve intensificare la preghiera, si richiede una concentrazione maggiore delle nostre facoltà. E allora bisogna far in modo di scegliere il tempo in cui il tuo spirito è maggiormente sveglio e libero.Ogni cosa ha bisogno del suo tempo e il tempo che dedichiamo a qualcosa è la miglior misurazione dell’interesse che poniamo in essa e la garanzia del nostro possibile progresso. La scusa "non ho tempo", equivale a confessare : "non ci tengo molto". Nulla ci costa tanto che regalare il nostro tempo.Per coltivare la tua intimità con Dio, comincia a
ritagliare un tempo quotidiano. Quanto prima, meglio è. Se attende di non aver nulla da fare per cominciare, sorgeranno continuamente nuovi impegni. Scegli il tempo e poi inizia la tua preghiera. Non cedere alla tentazione che "anche il lavoro è preghiera" Falso! Il lavoro è lavoro, e la preghiera è preghiera. Ciò che avviene è che colui che vive ogni giorno momenti forti di preghiera, tinge di colori di Dio tutta la sua giornata.
È cosa ottima conservare un
ritmo di stabilità nella vita di preghiera (anche se con larghezza di spirito: stacchi, occupazioni, riposi...). Se ci si lascia vincere dalla superficialità e dall’instabilità negli esercizi prestabiliti di preghiera, facilmente si arriva all’abbandono della stessa vita interiore.
Oltre alla preghiera
straordinaria (in momenti di tentazioni, di grazie speciali o fervore), deve essere presente un ritmo ordinario (mattina e sera, prima e dopo i pasti, la domenica, preghiere settimanali, mensili o nei tempi forti...). Andare al lavoro, cambiare occupazione, bussare alla porta, congedarsi da un amico, aspettare il tram, fermarsi al semaforo.... possono diventare "momenti" di preghiera... in attesa di fare di tutta la vita una preghiera.
Restare in compagnia del Signore - consacrargli anche un solo istante - è cosa preziosa, dalle risonanze esterne. La fuga dei minuti, quando trascorrono vicino a Lui, dà ciascuno di essi un valore unico.

Il luogo

Dio è presente ovunque, e dovunque l’uomo può incontrarlo.Ci sono però luoghi più "adatti":- Chiesa, che è la "casa del Padre", consacrata dalla presenza di Gesù nell’Eucarestia;- Focolare familiare, dove deve essere presente il Crocifisso, per le preghiere quotidiane, comuni della famiglia.- Camera, per la preghiera personale;- Natura...: non di rado si incontrano anime sensibili alle bellezze naturali...
Non cadiamo, tuttavia, nella sciocchezza - come avvertiva S. Teresa di Gesù - di credere che si può parlare a Dio soltanto negli "angoli". Molte volte non incontrerai altro luogo per farla che la carrozza del métro o l’imbottigliamento del traffico.Ognuno ha le sue preferenze... Tutto è bene nella misura in cui la cornice della nostra preghiera ci sembra un soggiorno di Dio, in cui noi usciamo da noi stessi, pur restando a casa nostra. Ricordiamo tuttavia che la vita moderna.... sembra aumentare le difficoltà. Molti portano con sé il loro piccolo mondo: a questi il luogo esteriore sarà di poco aiuto, finché non avranno imparato a far silenzio interiormente per ascoltare Dio.

il corpo

La preghiera comporta anche un aspetto di esteriorità: gesti, riti, parole, canto... Il
corpo ha la sua parte nella preghiera, e molto più di quanto solitamente si pensi. L’atteggiamento del corpo aiuta l’anima ed ha le sue radici nel fondo della mente, del cuore, che traduce e manifesta esteriormente.
Un atteggiamento sarà orante: se favorisce riposo e rispetto (una posizione scomoda, serve solo per ... far penitenza..., render nervosi..., non certo rilassarsi...).- Posizione riverente, dignitosa e riposante (in ginocchio, in piedi, seduti...);- I gesti devono esprimere fede e devozione (segno della croce, genuflessione (ben fatte!!), mani giunte...- E’ utile regolare anche la respirazione, in modo che divenga serena, profonda e cosciente.- La pronuncia delle parole e il canto devono essere curati.
È importantissimo curare le proprie preghiere vocali: sono il primo passo della preghiera, sempre alla nostra portata e spesso purtroppo trascurate come secondarie, o buttate lì, in fretta. Meglio un Ave Maria recitata con calma e concentrazione che un Rosario detto di corsa.

PREPARAZIONE

L’esperienza insegna che la preghiera è possibile e fruttuosa solo nella misura in cui è stata preparata convenientemente. Si suole distinguere una preparazione remota ed una prossima.

Preparazione remota:
Essa consiste essenzialmente nella purezza di cuore, coltivata con assiduità durante la giornata. "Il vero amore (di Dio) consiste nello spogliarsi di tutto ciò che non è Dio" (S. Giovanni della Croce). Perché bisogna togliere ciò che è di ostacolo ad una vera amicizia con Dio? Perché la vita di preghiera esige una trasparenza completa, suppone che l’anima sia libera, che nessun velo si inserisca tra l’io e la luce di Dio. Per realizzare una vera e profonda vita di preghiera bisogna essere capaci di preferire Dio a tutto.
La preparazione remota esige anche le
ricerca del silenzio e della solitudine, che sono forme di distacco esterno ed interno dalle cose e dalle persone.Essendo la preghiera cristiana essenzialmente una risposta, l’arte dell’ascolto adempie una funzione di primo ordine, ed il silenzio è perciò una condizione del suo successo. La "Parola" di Dio va udita ed ascoltata nel silenzio: "Il Padre celeste ha detto una sola parola, suo Figlio, e la dice eternamente in un eterno silenzio. Essa si fa sentire nel silenzio dell’anima" (San Giovanni della Croce).
Far silenzio è mettersi nella possibilità di ascoltare sempre meglio il silenzio di Dio. Il silenzio del cuore ci è sempre necessario e dobbiamo stabilirlo sempre ed ovunque (sul lavoro, nella strada, tra le persone, in noi stessi).

Preparazione prossima:
Essa consiste fondamentalmente nel raccoglimento attuale.
L’atto di raccogliersi attua nell’anima il necessario distacco dalle cose, persone, lavoro... che in quel momento occupano le nostre facoltà. sono soggetto delle nostre preoccupazioni... per prendere consapevolezza che Dio ci sta amando, che sta conversando con noi, che ci invita a conversare con Lui. Molte volte non siamo realmente dove ci troviamo, né realmente coscienti di ciò che facciamo! Abbiamo la necessità di ricomporre il puzzle che siamo noi: dobbiamo integrare il corpo e lo spirito, farli ritrovare:
Gesù raccomanda: "Quando vorrai pregare, entra nella tua camera, e chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti esaudirà". Era questo il suo abituale atteggiamento: "Quando ebbe licenziato il popolo, salì sul monte a pregare da solo. Era molto tardi ed Egli era là solo" (Mt 14,23).
"Dal raccoglimento dipende tutto. Nessuna fatica impiegata a questo scopo è sprecata. Anche se tutto il tempo destinato alla preghiera, trascorresse nel cercarlo, sarebbe bene impiegato perché, in sostanza, il raccoglimento è già preghiera. Anzi, nei giorni di inquietudine, di malattia o di grande stanchezza... può essere qualche volta bene accontentarsi di queste "preghiere di raccoglimento" (Guardini, Introduzione alla preghiera).

ATTEGGIAMENTI FONDAMENTALI

1 - Motivarsi.
Al momento di cercare un primo "perché" alla tua preghiera, pensa questo: Debbo pregare perché Gesù pregò; perché ci insegnò a pregare e insistette perché lo facessimo con costanza.
Però c’è un altro "perché", e che non è altro se non il fatto che
"il Signore sta lì e ti chiama". Lui ti amò per primo e ti chiama e sempre bussa alla tua porta. Per poco che ti soffermi su queste riflessioni, vedrai che non ti resta altra soluzione che "rispondergli". E questa risposta - la faccia come la faccia - chiedendo, ringraziando, lodando... - sarà la tua preghiera.
In una parola, prendi la decisione di pregare per vero
"amore"; mai come un obbligo in più. E prendila - come diceva anche Teresa di Gesù - con ferma determinazione di portarla a termine, avvenga ciò che vuole avvenire, succeda ciò che vuol succedere...

2 - Raccogliersi.
Molto aiuta al raccoglimento il porsi alla presenza di Dio. Pregare, in fondo, non è altro che scoprire questa presenza del Signore e porsi di fronte ad essa. Per scoprire questa presenza e sapere che cosa dire, necessitiamo dell'aiuto dello Spirito, dello Spirito di Gesù ("Signore, vieni; Spirito santo vieni!"...)
Egli ci aiuterà a scoprire il significato delle Scrittura, ti aiuterà a chiamare Dio, "Padre!"; aiuterà a scoprire la sua volontà e darà la forza per compierla... In una parola, è Colui che pregherà in te, e tu, attraverso Lui, in Cristo.

3 - Ciò che importa è "amare".
Quando inizi qualsiasi momento di preghiera, formula espressamente il tuo desiderio di porti davanti al tuo Dio, di offrirgli questo tempo; di trattare con Lui. Dì per esempio: "Tu sei qui, o Dio...; Signore, in questo periodo di preghiera voglio ciò che tu vuoi". Sarà sufficiente che rinnovi questa attitudine per tutto questo tempo.In ogni rapporto di amicizia - e la preghiera lo è - ciò che importa è "desiderare di stare con l'amico" Il come scorrerà, poi, questo tempo di presenza "in compagnia", non dipende più da noi. Se durante la preghiera arriva "il fervore", così come se ci sarà la distrazione o l'aridità, si ripeterà con maggior forza: "Signore: voglio ciò che tu vuoi".

4 - Pregare, è cosa di Dio
Dal primo momento bisogna stabilire col Signore un chiaro rapporto di dialogo: "Tu e io...". Tale relazione ravviverà la tua fede e ti eviterà di confondere la preghiera con molte altre cose (soliloquio, introspezione psicologica...).

5 - Che fare?
Ascolta: "Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta". Tutto quello che si è detto finora, non ha altra finalità se non favorire questo "ascolta". La cosa più normale è leggere qualche brano di Scrittura: un salmo, un passaggio evangelico... Immedesimarsi nel personaggio..., far propri i sentimenti di Gesù...Occasionalmente questa Parola di Dio può essere tradotta nei testi di un autore spirituale, del magistero della Chiesa... O molte volte Dio ti parla attraverso qualsiasi avvenimento che succede - o ti succede. Fa' come Maria, che tutto meditava con amore ed umiltà per scoprire la luce dello Spirito che tale messaggio porta in sé.
- Fai silenzio. Cessa di parlare o meditare, affinché possa risuonare in te ciò che hai sentito.
- Contempla - Contemplare è guardare il tutto con "pace", con moltissima pace, e con "amore" (per esempio. Gesù, ponendoti sotto il suo sguardo).

6 - Pregare è "compromettersi"
Il vero amore di Dio deve condurti immediatamente all'amore di ciò che Teresa di Gesù chiamava gli "affari di Dio". Cioè, preghiamo non perché Dio realizzi i nostri piani, ma per conoscere ed essere capaci di realizzare i piani di Dio. Se al termine della preghiera non ne esci un poco più disposto a far sì che - per quanto tu possa - qualcun altro cominci ad essere un po' più "come Dio desidera"..., fidati poco della tua preghiera.

7 - Non chiudere di colpo la porta
Il termine della preghiera di solito è il più disatteso. Tuttavia, nessuno pone fine ad una conversazione alzandosi di colpo e "sbattendo la porta" Per questo, comincia ad accomiatarti dal Signore ringraziandolo, innanzi tutto del fatto stesso che ti ha permesso di stare con Lui!Non perder tempo nel misurare il profitto spirituale che tu puoi aver tratto da questi momenti. L'importante è l'aver "voluto" stare con Dio; tanto più che, persino quei momenti in crediamo aver sprecato tempo, sono tenuti da Dio in gran conto.Come finale, puoi servirti di una preghiera a Maria, per unirci al coro di quei primi cristiani che "perseveravano nella preghiera, uniti a Maria la Madre di Gesù" (Atti degli Apostoli, 2,14).

da "Orar" - El Monte Carmelo - Burgostraduzione e adattamento di P. Claudio



 
 
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