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MIRANDA FIORI - LA PORTA DI LUCE

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MIRANDA FIORI


La Nobildonna delle
TRE TERRE


Fulmini e lampi si scorgono dalla finestra, in una giornata dove il cielo sembra impazzito. Una finestra come tante altre, ma in quel palazzo esse sono speciali: racchiudono una dolcissima storia, finita in un amore senza limite. Il tempo porta indietro la mente, sfogliando un diario ritrovato in soffitta parla di un palazzo signorile, che il tempo ha cancellato ed ha portato ad impoverirsi trasformando in rudere, dove il valore non ha più significato.

PALAZZO DUCALE
DELLE "TRE TERRE"


Residenza di una famiglia ricca, sia di fatto che d’onore, benvoluta dal popolo e dai cortigiani. Una famiglia composta dal duca Ferdinando, dalla moglie Mariele, e dai figli Miranda, Carlo e Giovanni. Lo stemma della famiglia era formato da un Ipogrifo tagliato diagonalmente da una Rosa, e sotto a questa il sole che sorge. Una famiglia che nessuno invidiava, perché i Duchi si facevano voler bene, trattando tutti alla stessa maniera, anzi nella loro possibilità; ricoveravano  i poveri viandanti, che avevano bisogno di ristoro. Ed in quest’aiuto che i Duchi davano, accadde una bellissima storia d’amore, che solo le stelle ora possono raccontare.

Nell’Anno del Signore 1240, in uno dei tanti territori del Parmense, viveva la famiglia Fiori – Duchi di fama e di nome.
Il duca Ferdinando signore delle terre in cui viveva, aveva promesso che con tutto ciò che possedeva avrebbe aiutato i bisognosi. Egli credeva fermamente a Dio: nel suo palazzo vigeva una severa vita cristiana, nel rispetto di tutte le funzioni religiose.
La storia iniziò in un momento molto particolare della famiglia Fiori. Oramai erano diversi anni che i Duchi davano ospitalità ai poveri e non solo: avevano fatto costruire una casa a fianco al palazzo, e con il tempo una chiesa, per dare all’aiuto materiale anche la benedizione di Dio.
Fermiamoci (e non è un caso), all’anno 1240, nel mese di Dicembre: ora il duca Ferdinando esigeva, che, diversamente dagli anni passati; il Natale si festeggiasse con tutte le persone ospiti, incluse le personalità del luogo. Organizzò il tutto, ma, nel momento di mandare gli inviti alle personalità, si arrestò un attimo, chiamò l’intera famiglia e fece una domanda:
"Quest’anno, vorrei (se voi siete d’accordo) passare il Natale con solo le persone che abbiamo ospitato, rimanendo insieme con loro. In questo modo, cercheremo di far loro passare un Natale senza nessuna differenza di ceto e così far sentire che siamo fratelli. Ovviamente mi scuserò con gli amici, dicendo che quest’anno esaudiamo un desiderio del Signore. Cosa né dite? "
Tutti furono d’accordo, addirittura Miranda si mise a piangere dalla commozione (era la più sensibile). E così si arrivò alla vigilia di Natale: i preparativi terminati, e le persone del ricovero emozionate da ciò che stava accadendo. In quel giorno, ci fu però una cosa che diede molto dolore alla famiglia Fiori: tutte le personalità, che fino a quell’anno erano state invitate, mandarono i loro rappresentanti dicendo che si sentivano offesi per la decisione presa.


I rappresentanti per conto delle alte personalità dissero:
"Il popolo deve rimanere fuori della porta; non si può permettere che esso faccia parte della vita, dei ricconi che hanno grandi storie alle spalle e i nomi più prestigiosi del territorio di Parma.
Comprendiamo che sia giusto dare aiuto ai bisognosi, ma non altro".

E con queste parole, chiusero la porta in faccia ai Duchi Fiori, e alla sua famiglia. Al duca Ferdinando la cosa fece male, ma capì che non poteva tirarsi in dietro: amava la solidarietà, aiutare i fratelli; si sentiva in questo un aiuto per Gesù e rispettava il Vangelo che era la sua vita e veniva ancora prima della famiglia. Non disse nulla dell’accaduto a sua moglie, e neppure ai figli; chiuse le buste e si preparò a festeggiare il Natale. Nella notte, tra la vigilia e il Natale, sentirono battere alla porta del palazzo varie volte; il duca e sua moglie si svegliarono, come pure la servitù. Uno dei servitori, che dormiva vicino all’ingresso, andò ad aprire e vide davanti a lui due persone: un uomo e una donna, infreddoliti e coperti con dei rudi mantelli: essi chiedevano ospitalità, anche perché l’uomo disse che sua moglie era incinta, e che lì a poco avrebbe partorito. Il servo li fece entrare e chiamò il duca: tutta la famiglia scese, ed invitò la coppia a mettersi vicino al camino per riscaldarsi e rifocillarsi. Erano giovani e pieni di tenerezza: la servitù e i duchi non vollero sapere chi erano né da dove venivano; l’importante era che ora erano in un rifugio caldo e che lì sarebbe, con molta probabilità nato il loro bambino. Miranda, che era la più grande, appoggiò la mano sulla pancia della donna e sentì muoversi il bambino; in quel preciso momento ebbe la sensazione di ricevere una carezza. I due vennero rifocillati, furono dati loro dei vestiti puliti  e vennero accompagnati non nel rifugio fuori, ma in una delle camere degli ospiti, nella previsione che avrebbero avuto sicuramente bisogno, visto la situazione. Poi tutti si ritirarono nelle loro rispettive camere e, in tranquillità, ripresero a dormire. Nel profondo della notte Miranda si svegliò, dopo aver fatto un bellissimo sogno: abbracciava coccolando, un bellissimo bambino. Passarono i minuti e non riusciva più a riprendere sonno; allora decise di alzarsi e andare a vedere se la Signora avesse avuto bisogno di qualcosa. Scese le scale, si portò verso la stanza della coppia: ma all’improvviso, vide la luce accendersi, lampeggiare ed illuminarsi sempre di più si accostò alla porta semichiusa e guardò, e cosa vide? Un bellissimo bambino in braccio alla sua mamma, e con il papà vicino. Sì! Era nato, era nato un bambino in casa Fiori la notte di Natale. Felice chiamò tutti a venire a vedere, si precipitarono davanti alla porta, guardando ad un evento così meraviglioso: la nascita. La felicità era talmente tanta che il duca Ferdinando chiamò anche le persone che dormivano nel rifugio. Tutti vennero a vedere, e, nella felicità dei due giovani sposi e del loro bambino; pregarono il Signore per ciò che era accaduto, ringraziandolo. Venne dato tutto l’aiuto possibile, e  alla fine la giovane neo-mamma disse, un poco impacciata, rivolgendosi al duca:  "Desidererei, che lo prendesse in braccio Miranda". Miranda lo prese  con grande contentezza: vedeva in quel bambino qualcosa di speciale, ma non capiva cosa. Poi sempre la madre aggiunse: "Duca, desidererei sdebitarmi con lei e la sua famiglia, per ciò che ha fatto e credo che ci sia un solo modo: portare il Natale dal vivo nella sua casa, rappresentandolo con noi, con il mio bambino e con tutte le persone che vivono nella sua casa comprese quelle che ospita".
Il duca non seppe cosa rispendere in quel momento, i suoi figli capirono che in tutto questo vi era qualcosa di bello, e dissero al padre di fare come la donna aveva detto, e così si fece. Prepararono la stalla ben protetta dal freddo e la sistemarono allo stesso modo descritto nel vangelo circa la Natività di Gesù e una volta sistemato il tutto, al duca venne una brillante, se non che (all’apparenza) difficile idea: illuminare quel  presepe vivente in modo che tutti lo potessero vedere. Così cercò di creare una stella cometa per la stalla, che tutti la potessero vedere; chiamò la servitù, cercando di organizzare il lavoro, e tutti si misero alla costruzione della stella. La fecero di legno, grande e bella, ma in quel momento non seppero come fare per dargli luce; pensarono e decisero di mettere nel suo centro un contenitore ad olio, a mo’ di lanterna impregnato di stracci e di dargli fuoco; e così fecero. portarono la stella fissandola sulla stalla e le diedero fuoco all’interno, dove la fiamma era protetta da un contenitore di vetro. La luce che emanava andava oltre le aspettative: la videro oltre i confini del territorio del duca, la videro tutti anche i suoi amici indignati con lui per il mancato invito. Il Signore Iddio in tutto questo, vi mise l’aiuto, senza scomodare nessuno: parlò ai cuori, convincendoli ad andare a vedere ciò che stava accadendo dai Duchi Fiori. Spinti da una forza incontrollabile gli amici indignati si diressero verso la villa; stranamente trovarono i cancelli aperti, e ad accoglierli un uomo vestito da angelo che li invitava alla stalla a vedere ciò che il cielo aveva offerto alla famiglia Fiori. Tutti si diressero là, e da là videro i Duchi in ginocchio davanti al bambino e ai suoi genitori, guardarono i loro figli vicini a quel bambino appena nato e ognuno di loro era vestito di stracci, poveri indumenti ricavati dalla juta. Videro tutte le persone ospiti, rappresentare il Presepio; tutto questo li commosse a tal punto che ognuno di loro offrì qualcosa davanti a quel bambino. La cosa particolare era che anche gli angeli facevano da contorno, veri a tal punto che volavano intorno alla stalla. Questa era la festa, che certamente i Duchi non avrebbero mai pensato di fare per il Natale, e tanto meno di vedere tutti i loro amici in ginocchio davanti a quel bambino, partecipare al Presepio che quella signora aveva voluto realizzare per riconoscenza alla sua famiglia. Tutta la notte si festeggiò la nascita, le persone erano migliaia venute da altre parti, la voce, tramite Dio, chiamò i cuori, e gli angeli fecero il resto. La mattina seguente infreddoliti ma contenti tutti ringraziarono il duca e la sua famiglia per ciò che avevano fatto, gli  dissero che gli angeli erano meravigliosi, e aggiunsero come aveva fatto a crearli così bene, fino a farli volare. Si congedarono in un’atmosfera di spensierata allegria, sperando il prossimo anno di fare la stessa esperienza, ma soprattutto si scusarono di essere stati freddi alla risposta del suo mancato invito. Il duca ringraziò, ma un attimo pensieroso, si chiese:  

 "Io non ho organizzato la  scena degli angeli, nessuna persona ho vestito da angelo e tanto meno sarei stato in grado di farlo volare".
Senza trovare una soluzione a questo pensiero chiuse il cancello e ritornò dai suoi restanti invitati.
Prese il bambino in braccio, e lo baciò dicendo:

"Che il Signore ti benedica, e benedica i tuoi genitori; ho ricevuto il regalo più bello della mia vita".
Il bambino gli sorrise, come pure i genitori; e il duca si sentì tanto commosso che pianse davanti a tutti. Miranda prese la mano di suo padre e se la pose sul cuore guardando il bambino, che a sua volta sorrise anche a lei e parlando al suo cuore disse:
"Miranda, hai chiesto a Gesù di dare un segno alla tua famiglia che ami tanto, e Gesù ti ha accontentato: ora sii felice, in questa casa dimora l’amore e nell’amore il cielo vive. Ciao!"
Miranda pianse, e le sue lacrime caddero sopra le piccole mani del bambino, che lui porse alla mamma e al suo papà, e loro per risposta le diedero un piccolo sacchetto di stoffa dicendole di aprirlo davanti alla sua famiglia solo quando loro se ne fossero andati. E, così fu: dopo alcuni giorni i giovani sposi ripresero il viaggio, rifocillati, e riposati. I Duchi diedero loro quello che serviva durante il viaggio e dopo il viaggio. Senza chiedersi perché i Duchi non vollero mai sapere come si chiamavano, e da dove venivano né dove erano diretti. Era troppo bello così, era un sogno che avevano vissuto. Rientrarono in casa, guardando allontanarsi a piedi quella mamma, quel papà e il loro bambino verso una meta a loro sconosciuta. Quando all’orizzonte sparirono chiusero la tenda e insieme aprirono il sacchetto:

Una croce, una corona del rosario, e una stella.

Si guardarono stupiti e commossi; capirono che ciò che era accaduto solo il cielo poteva averlo fatto. Miranda spiegò quello che Gesù gli aveva detto e così anche il duca Ferdinando ebbe la risposta sugli angeli. Il silenzio s’impossessò di loro, ed essi elevarono una lunga preghiera di ringraziamento al cielo perché i loro cuori avevano risposto alla chiamata di Dio.




Per il bene dell'uomo e nella volontà di Dio:
Ora quella grande casa é lì abbandonata tenendo stretto un bellissimo segreto.
Le tre terre:
ORO - INCENSO - MIRRA

La Divinità che consuma nell'amore.....Dio

CURIOSITA'......

24 grani + la stella = 25 (il giorno di Natale) parte superiore della stella.
La somma totale dei grani, compresa la stella fa 30 (gli anni da cui Gesù iniziò ad
evangelizzare " LA CROCE — LA SUA PAS SIONE "


Concludendo:
A 33 anni Gesù morì, e questo porta a considerare il TRE in questo racconto nel vari aspetti.
 
1. TRE anni: il tempo che dedicò Gesù all’evangelizzazione.
2. L’intestazione del racconto: parla di TRE terre.
3. Le TRE terre, si trasformano.
4. Nei TRE doni.
5. TRE Re Magi offrono a Gesù: Oro, Incenso, e Mirra.
6. L’uomo e la donna diventano TRE, con la nascita del Bambino: Gesù, Giuseppe e Maria.
7. Miranda con i suoi fratelli sono TRE
8. Tutti e Tre diventano servi di Dio.
9. La differenza degli anni dove la storia e sviluppata: 1237-1240 la somma da TRE.
10. Bisogna ricordare: che il TRE è il numero perfetto nella divinità.
11. DIO: formato da TRE parole.
12. Si rappresenta DIO con la forma, del Triangolo — TRE lati.
13. La TRINITA’: Padre, Figlio e Spirito Santo.
14. Sulla croce Gesù è trafitto da TRE Chiodi.

Il tutto si traduce nelle 14 stazioni della Passione di Gesù

 
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