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Michele e “Gesù Bambino” - LA PORTA DI LUCE

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Michele e “Gesù Bambino”

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- "Il mio nome è Michele ed abito in un piccolo paese di montagna.
Sono un bimbo biondo dagli occhi azzurri, viso colorito e il mio vestire è composto da una camicetta con stelline per bottoni e colletto dorato, pantaloncini di velluto rosso  con taschine di pezza bianca, calzettoni ricamati con fettuccine dai bordi rossi e per terminare – scarpette di cuoio con suola di sughero imbottita di lana.

Sono appena andato a fare compere per la mamma ho comprato: del pane e vino ora ti faccio vedere  dove vado spesso, dopo aver aiutato la mamma.
"Discendiamo questo stradello ciottoloso che passa tra alberi di castagno; ti voglio far vedere la mia chiesa. Eccola, guarda quanto è bella, adornata per il Natale. Luci che le fanno da contorno, sacchetti di spezie  attaccate alla facciata e due immensi cipressi che si alzano ai suoi lati.
È bella vero? Toccala e guarda il colore bianco dei suoi muri; la chiesa trasmette calore e gioia all’anima. Vieni la gente ci aspetta per la funzione della Natività, dammi la mano, entriamo".

Narratore:
Il mio cuore sente un calore di beatitudine quando Michele mi porge la manina, lo seguo lungo il corridoio coperto da un tappeto con immagini sulla vita e la morte di Gesù.
Camminiamo verso l’altare dove il parroco assieme a due chierichetti, attende l’entrata della gente per iniziare la messa di Natale.
Lungo il percorso Michele mi fa sostare davanti alla cappella dell’Annunciazione di Maria e mi mostra un bellissimo presepio: ci sono tante luci che gli danno risalto, a tal punto che sembra quasi essere vivo. Michele mi fa notare un particolare: "Non c’è Gesù Bambino nella culla" .
Poi mi sussurra all’orecchio:
- "Ascolta la funzione assieme a me e nella nascita di Gesù prega questa nenia.

"Oh Gesù Bambino:
Cuore puro di Maria Vergine,
dallo Spirito Santo sei venuto
e nel grembo di Maria sei nato:
Guardami, guarda il mondo,
e che la tua nascita sia la salvezza dell’uomo.

Oh Gesù Bambino:
Di fronte alla culla in cui sei deposto,
m’inchino onorandoti
e venerandoti Giuseppe e Maria:
Ti offro il mio cuore,
Ti dono il mio amore".


Nel mezzo della funzione e tenendo sempre per mano Michele, si arriva al momento della nascita di Gesù: Preso da gioia e amore e recitando la nenia datami da Michele per alcuni attimi lascio la mano, ma subito dopo cerco di riprenderla; mi giro, non vedo più il bambino, allora il mio sguardo si porta verso il presepio e, come spinto da qualcuno, guardo direttamente verso la culla: ora è occupata, Gesù è guardato con amore dalla mamma Maria e dal papà Giuseppe.     

Al termine della funzione ritorno a guardare il presepio e improvvisamente Gesù dalla culla mi allunga la manina e salutandomi mi dà la benedizione. Mi guardo attorno se altri hanno visto, ma mi rendo conto che solo io ho ricevuto questa grazia. In pochi istanti tutto svanisce in un’immensa luce che si alza verso il cielo. All’improvviso mi trovo solo e circondato dalle montagne: alzando gli occhi al cielo vedo un azzurro così azzurro che i miei occhi non hanno mai visto, e una grande stella con al suo interno Gesù Bambino nell’atto di benedire il mondo. Egli è circondato da angeli che suonano le trombe e altri che cantano "Alleluia è nato il Signore, pace in terra agli uomini di buona volontà". Tutto questo sotto l’occhio vigile del Padre suo, Dio.


 
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