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MASSIME DI PERFEZIONE.... 18.01.2014 - LA PORTA DI LUCE

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MASSIME DI PERFEZIONE.... 18.01.2014


Se vuoi avanzare nella vita spirituale, cura di avere sempre presente il santo timore di Dio, questa espressione non significa che tu devi avere paura di andare all´inferno. Il timore di Dio significa che tu devi avere paura di pensare, di dire o di fare qualcosa che disturba l’amore che lo Spirito Santo ha suscitato in te perché hai offeso il Signore. Inoltre tieni la tua volontà sotto strettissimo controllo in modo da evitare di andare verso situazioni che ti sollecitano a fare quello che Dio non vuole. Infine tieni saldamente a freno i tuoi sensi senza lasciarti andare alla gioia del materialismo e dell´edonismo. Una volta che hai imparato a stare lontano dal male, lo Spirito Santo ti darà la compunzione del cuore, con questo dono tu potrai stare alla presenza di Dio umile e fiducioso. Comincerai allora ad essere veramente devoto. Tutto quello che il tuo cuore “produce” sarà sempre buono e santo. La tua volontà perderà l´abituale leggerezza nel confronto con il peccato perché vivrai costantemente alla presenza di Dio: Dio mi vede, dirai sempre a te stesso. Colui che cammina alla presenza di Dio, vive nell´attesa di incontrarsi con Lui in un abbraccio di eterno Amore. Il piacere che la vita nel mondo gli offre gli sembra insignificante. Sulla terra vive come un esiliato dalla propria Patria e riflette seriamente sui pericoli che la sua anima incontra ogni giorno. Chi cammina sulla strada della conversione sincera, nutre la sua anima con la lettura biblica. La meditazione nella parola di Dio prepara il suo spirito a ricevere degnamente l´Eucarestia e lo dispone alla preghiera. La preghiera infatti muore quando il desiderio di arrivare alla Patria celeste si raffredda. La Sacra Scrittura dice che in Signore conosce la via che passa per la valle della morte, conosce anche la strada dell´ultima solitudine nella quale nessuno può accompagnarti (Ratzingen). Gesù ha voluto entrare nella tua storia e ti accompagna nel cammino attraverso la valle che conduce alla morte della vita terrena: “gementi e piangenti camminiamo in questa valle di lacrime”. Gesù ha camminato per questa strada prima di re, conosce bene il cammino, è disceso nel regno della morte ed è tornato per accompagnare te. Insieme con Lui non perdi la direzione giusta, non soccombi allo scoraggiamento che le sofferenze ti procurano. Lo Spirito Santo ti ha dato “una speranza nuova, la fede ti dona la certezza di questa speranza”. L´Eucarestia è la fonte e il culmine della tua vita spirituale. Dall´Eucarestia colui che segue Cristo nella sua Parola trova la ragione di compiere le opere di bene. Non mette nessun limite, non guarda chi lo merita e chi non lo merita, semina il bene ovunque si trova e poi lascia fare a Dio. Colui il quale desidera ricevere l’Eucarestia con cuore puro, frequenta periodicamente il Sacramento della riconciliazione. Costui è pienamente cosciente di non essere degno che il Signore, (Santa Teresa lo chiamava: sua Maestà Divina), “entri dentro di me, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato dalla persecuzione delle tentazioni, dei dubbi, e dell’attrazione potente che il peccato esercita sulle passioni della carne. Dall’Eucarestia scaturisce la preghiera personale e la preghiera comunitaria: l´adorazione eucaristica, la via Crucis, la devozione filiale alla Madonna con il Santo Rosario, la gioiosa docilità ai Comandamenti di Dio e alla disposizioni che ci vengono date dalla Chiesa. È molto importante per te avere una direzione spirituale purché venga seguita con fede, con fiducia e con umile docilità. Purtroppo non sempre la funzione del sacerdote viene intesa nel senso giusto. Il sacerdote ha ricevuto la consacrazione dello Spirito Santo per cui ha il compito di agire “in persona Cristi” cioè Cristo agisce per mezzo di lui: “prendete e mangiate, questo è il MIO corpo”. Ogni volta che Gesù diceva a suor Faustina di fare qualcosa, la suora chiedeva il permesso al confessore. Un giorno disse a Gesù: non mi ha dato il permesso. Il Signore le rispose: torna da lui, glielo dirò Io. Tu vai dal medico per guarire da una malattia, vai dall´avvocato per vincere una causa, vai da un uomo o da una donna per ricevere affetto e amicizia. Dal sacerdote devi andare soltanto per ricevere le indicazioni e il sostegno di cui hai bisogno per vivere secondo la fede. Un confratello mi diceva che una sua figlia spirituale aveva un rapporto tumultuoso con il marito e andava dal padre spirituale per ricevere amicizia, affetto e conforto, cioè per ricevere quello che il marito non le dava. Quando ha capito che il sacerdote non aveva nessuna intenzione di darle quello che cercava da lui, è stata assalita da una delusione grande per cui ha cominciato a criticarlo, a insultarlo e a parlare male di lui. Alla fine, per fargli un dispetto, è tornata a commettere i peccati che faceva prima della conversione. Quel confratello mi disse che avendo perso la fiducia che quella donna gli aveva dato, non poteva più aiutarla. Non fece altro che constatare con amarezza il proprio fallimento della sua direzione spirituale. Tutto il lavoro che aveva fatto per aiutare quell´anima era sfumato nella indignazione e nella rabbia di una donna indignata contro di lui. Quel confratello mi diceva anche che non sapeva cosa fare per aiutare quella poverina perché teneva sempre presente quello che Dio disse mediante il Profeta: se il peccatore si converte, i suoi peccati vengono dimenticati perché ha chiesto perdono e si è incamminato sulla via della salvezza. Se il Giusto torna a commettere il peccato, tutto il bene che ha fatto per la sua vita spirituale, tutto il progresso che ha realizzato, viene dimenticato da Dio perché ha cessato di fare il bene ed è tornato al peccato. Ti consiglio di rivolgerti a un padre spirituale soltanto se vuoi essere guidato sulla via della conversione per vivere nella fede una vita di unione di amore con il Signore. Se invece intendi andare da lui per avere conforto e affetto o quant´altro come fece la penitente di quel mio confratello, la tua storia finirà sicuramente in una grande delusione, perché Gesù non opera mai nel sacerdote se questi esercita la sua funzione come uomo uguale agli altri e non come ministro di Cristo.
Don Vincenzo

 
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