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LETTERE AI TESSALONICESI - LA PORTA DI LUCE

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LETTERE AI TESSALONICESI

"PRIMA LETTERA"
CAPITOLI
1 2  3 4 5


"SECONDA LETTERA"
CAPITOLI  
1  2  3

INTRODUZIONE "LETTERE AI TESSALONICESI"

Tessaionica, l’attuale Salonicco, posta sulla  grande via romana Durazzo-Bisanzio, e con porto importante, San Paolo si recò cacciato da Filippi, nel suo secondo viaggio missionario, e trovatavi una sinagoga, in poco tempo vi fondò una Chiesa fiorente (Atti 17, 1). Costretto poi dagli intrighi dei Giudei a lasciare Tessalonica andò a Berea e poi ad Atene. Pieno d’ansietà per i poveri cristiani asciati a Tessalonica nel turbine della persecuzione, due volte tentò di ritornarvi (I Ts. 2, 18), ma invano. Da Atene vi mandò Timoteo  I Ts. 3, 1-12), perché vedesse come andava quella Chiesa e la incoraggiasse (I Ts. 3, 1). Timoteo, compiuta la sua missione, raggiunse Paolo a Corinto (Atti 18, 1) e portò le notizie sospirate. Fu allora che Paolo scrisse la prima lettera che riflette cosi bene l’Apostolo da portarne l’impronta.
Questa lettera, scritta nel 51, sembra cronologicamente il primo scritto del Nuovo Testamento. O1tre il prologo (1, 1-10) e l’epilogo (5, 23-18), contiene una parte storica (2, 1 — 3, 13), in cui San Paolo giustifica la sua condotta verso i Tessalonicesi e li loda d’aver risposto alla sua sollecitudine; e una parte dogmatico-morale (4, 1 —  5, 22) in cui esorta alla virtù, risponde riguardo alla sorte di coloro che muoiono prima della venuta di Cristo, relativamente al giudizio. La questione del ritorno di Cristo portò un po’ di scompiglio. I Tessalonicesi avevano inteso che fosse imminente la fine del mondo, e molti concludevano di non dover più lavorare, ma di aspettare nell’ozio.
Per rimediare ai disordini che da queste idee nascevano nella Chiesa di Tessalonica, e per supplire ad un viaggio che avrebbe voluto fare, Sam Paolo scrive la seconda lettera, pochi mesi dopo la prima, pure da Corinto, forse nei primi mesi del 52.
Anche questa lettera, oltre il prologo (1, 1-12) e l’epilogo (3, 16-17), ha una parte dogmatica (2, 1-17): in cui, parlando della venuta di Cristo, dice che prima deve venire l’Anticristo, e quindi i fedeli non pensino che la venuta sia proprio vicina; ma, essendo incerto il tempo, stiano preparati, costanti nella fede; e una parte morale (3, 1-15): biasima l’ozio, ricordando la legge del lavoro; esorta alla virtù e alla fuga dai disobbedienti.  



RIFLESSIONE "LETTERE"

<< Cristiano, chi sei tu? >>

Tessalonica, capitale della Macedonia da duecento anni, è il luogo di passaggio dove s’incrociano tutte le razze e tutti i culti. Luca, in un racconto colorito (Atti 17, 1-10), ci descrive l’arrivo di Paolo, accompagnato da Sila e Timoteo, la sua predicazione, il suo successo presso alcune << nobili donne >> della città, ma anche presso persone semplici e laboriose. I maneggi del partito giudaico lo costringono ben presto ad allontanarsene. Dopo aver lasciato i suoi compagni a Berea e dopo aver conosciuto l’insuccesso di Atene, predica il Vangelo a Corinto. Quando Timoteo lo raggiunge, è quasi un anno che ha lasciato Tessalonica. Le notizie della sua comunità sono buone e lo liberano dall’angoscia: << Adesso ci sentiamo rivivere, perché voi siete saldi nel Signore >>. Tuttavia Paolo, che ha gettato presso di loro le basi di una vita cristiana autentica, non ha avuto il tempo di fondarli saldamente. Ci si pongono delle questioni, specialmente su ciò che sarà dopo la morte, sul momento soprattutto della venuta definitiva del Signore (la << Parusia »); alcuni la credono imminente e non lavorano più... Paolo decide di scriver loro.
Due lettere traboccanti d’affetto che, mentre fanno conoscere questa giovane comunità felice e fervente, ci dicono cos’e la vita cristiana e c’introducono nel cuore di Paolo, ministro del vangelo. Essere cristiano è accettare di entrare, <<con tutto il proprio disegno umano >>, nel disegno che Dio ha formato nel suo cuore da sempre. Questo disegno egli lo realizza per mezzo di Gesù Cristo di modo che noi siamo in lui santificati, consacrati dallo Spirito.
Da sempre, ciascuno di noi è << eletto », é nel cuore di Dio come un appello. La scelta di Dio nell’amore: ecco l’inizio della nostra vita. Dal principio, egli ci ha scelti per il suo regno e per la sua gloria. Ma poiché noi siamo peccatori, questa scelta diviene un appello alla salvezza.



 
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