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Le mani di Gesù - LA PORTA DI LUCE

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Le mani di Gesù























Il mio essere non esiste di fronte a quest’immagine. Tutto è compreso in questi tratti che la mano ha scolpito nel tempo in cui gli fu ordinato. La mente vorrebbe andare in mille direzioni, ma non può perché è prigioniera della materia che la tiene in catene. Scorrono immagini davanti a me, gli occhi cercano di acquisire miglior visione di quello che gli sta davanti.
Una forza chiama l’uomo per dargli il benvenuto tra le pareti domestiche, luogo in cui non prevale la materia perchè lo spirito si alza per trovare la luce, luce che non è avara ma desidera offrirsi all’uomo che in questo momento staziona davanti al mistero.

Debbo trovare l’armonia, un sussulto prende il mio cuore, strappando la mente al mondo crudele. Giovane età che si aggrappa alla rete metallica fatta di spine, lei cerca di passare oltre per trovare la felicità mai provata prima, vuol cercare quella dimensione che appaghi il suo tormento.

Donde vai uomo di facile tradimento, non accovacciarti in quel talamo che è l’amore ingannevole,
cerca di apparire alla tua anima come l’umile che cerca l’amicizia del Padre che è nei cieli.
Potenza di un Dio unico, dove il richiamo sovrasta la montagna più alta: non andare uomo verso la follia della carne, non seguire le orme del malvagio dove le stesse il fuoco ha tra le dita.
Un tormento di libertà proviene dal profondo di questa immagine;  bisogna risalire alla parola di Gesù quando dalla montagna egli si trasfigurava "
«Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo». Il sole e la luna si fermarono lasciando che l’opera divina trasformasse il Figlio di Dio, trasfigurasse nell’opera divina.

Mettiamoci fuori del mondo ricordandosi di sostare alcuni attimi o minuti davanti al tabernacolo.
Un raggio di luce, perennemente collega il luogo in cui sono depositate le ostie; un solo corpo prevale nell’unica eucaristia nata spiritualmente tra le mani di Gesù.

Il cammino si apre in un istante, lasciandomi intravedere al termine la salvezza.
Odo il frastuono di catene, simbolo della prigione dove la purgazione è in atto.
Odo il frastuono di odiose parole accompagnate da urla irripetibili, l’inferno si sta adoperando a far entrare più anime possibili prima che le sue porte vengano chiuse.

Un cammino profondo non indugia tristezza ma chiarezza all’anima.
Senza pensar alle parole proprie, ogni cosa che dal cielo è depositata; prende la strada del cuore e della mente, dell’uomo desideroso e allo stesso tempo chiamato.

Le mani si allargano per passione e amore, abbracciano ogni forma di dolore e in questa lascia che lo Spirito Santo si muova per la salvezza del genere umano.

OR DI PASSIONE
OR DI DOLORE,
TU GESU’,
SEI NEL MIO CUORE.

OR NELLA LIBERTA’
IN CUI  L’ANIMA MIA SI RENDERA’ CAPACE DI AMARTI:
ALL’ORA TUTTO SARA’ CHIARO.

COGLIERA’ L’ATTIMO IN CUI MANDERAI LO SPIRITO SANTO
PER DONARMI LA GUARIGIONE DAL PECCATO.

NON VI E’ TESORO PIU’ PREZIOSO CHE RICEVERE IL TUO PERDONO.


 
 
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