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La virtù della Fede - LA PORTA DI LUCE

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La virtù della Fede


Significato nella Sacra Scrittura.

La parola fede significa un’adesione dell’intelletto alla verità, fondata sulla confidenza; del resto per credere a qualcuno, bisogna aver fiducia in lui.

Nel Vecchio Testamento la fede è presentata come virtù essenziale da cui dipende la salute e la rovina del popolo.

Nel Nuovo Testamento, la fede è cosa talmente essenziale che credere vale professare il cristianesimo, e non credere vale non essere cristiani. La fede è l’accettazione del Vangelo predicato da Gesù Cristo e dagli Apostoli. Questa fede è un’ adesione alla testimonianza divina, adesione liberà e illuminata.

La fede ci unisce a Dio:  unisce il nostro intelletto alla divina sapienza, la fede è fonte di luce e per l’intelletto, è forza e consolazione per volontà, è principio di meriti per l’anima.

La fede è prima di tutto un atto dell’intelletto. La nostra adesione si realizza solo con la volontà: trattandosi di un atto soprannaturale, deve intervenire la grazia. In questo la fede diventa un atto libero, soprannaturale e meritorio.

Queste verità si concentrano intorno a Dio e a Gesù Cristo: a Dio, uno nella natura e trino nelle persone, nostro primo principio e nostro ultimo fine; a Gesù Cristo, nostro redentore e mediatore, che è Figlio eterno di Dio fatto uomo per salvarci; e quindi all’opera sua redentrice e a tutto ciò che vi si riferisce. Crediamo insomma ciò che un giorno vedremo chiaramente in Paradiso.

Niente è di più stabile dell’adesione della fede: avendo piena fiducia in Dio più che in noi stessi, con tutta l’anima crediamo alla rivelazione e in questo credere la grazia divina ci viene in aiuto per fortificarci.


La fede ci unisce a Dio e ce me fa partecipare il pensiero e la vita; è la conoscenza con cui Dio conosce se stesso parzialmente comunicata all'uomo. Direttamente la fede unisce il nostro intelletto alla divina sapienza; ma non potendosi l'atto di fede fare senza l' intervento della volontà, anche questa ha la sua parte nei preziosi effetti che la fede produce nell'anima. Onde si pub dire che la fede é fonte di luce per l'intelletto, è forza e consolazione per la volontà, é principio di meriti per l'anima tutta.

La fede infatti ci dà convinzioni profonde che invigoriscono in modo singolare la volontà :
• Ci mostra quanto Dio ha fatto e continua a fare per noi, in che modo vive e opera nell' anima nostra per santificarla, come Gesù ci incorpora il sé e ci fa partecipare alla sua vita; onde noi, con lo sguardo fisso sull'autore della nostra fede, il quale al gaudio e alla gloria preferì la croce e l'umiliazione, ci sentiamo animo a portar valorosamente la croce dietro a Gesù.
• Ci mette continuamente dinanzi agli occhi la ricompensa eterna che sarà il frutto dei temporanei patimenti; onde diciamo con San Paolo: l'enso che i patimenti del tempo presente non hanno proporzione con la gloria ventura; ci allettiamo anzi, come lui, in mezzo alle tribolazioni, perché ognuna di esse, pazientemente tollerata, ci frutterà un grado più alto nella visione e nell'amore di Dio.
• Se sentiamo talora la nostra debolezza, la fede ci rammenta che, essendo Dio stesso la nostra forza e il nostro sostegno, nulla abbiamo da temere quand'anche il mondo e il demonio si alleassero contro di noi.
•  La fede è pure fonte di consolazione non solo in mezzo alle tribolazioni e alle umiliazioni ma anche nelle dolorose perdite di parenti e di amici. Noi non siamo di quelli che si contristano senza speranza; sappiamo che la morte non è che un sonno, presto seguito dalla risurrezione, e che scambiamo una dimora provvisoria con una permanente città.
• È finalmente fonte di numerosi meriti l'atto stesso di fede è molto meritorio, perché assoggetta alla divina autorità quanto vi è di meglio in noi, l'intelletto e la volontà. Fede tanto più meritoria in quanto che è oggi esposta a più numerosi assalti, e coloro che apertamente la professano vanno incontro, in certi paesi, a maggiori scherni e persecuzioni.


 
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