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LA PREGHIERA INTERIORE CHE CERCA DIO - LA PORTA DI LUCE

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LA PREGHIERA INTERIORE CHE CERCA DIO

lGesù dice: "Quando pregate, dite: Padre Nostro. Gesù ci mostra così quale sia il cuore della preghiera: un dialogo con Dio, un mettersi in contatto con lui, uno scambio fra due amori, quello che Dio ha per noi, un amore paterno, e quello che noi abbiamo per lui, un amore filiale.Dio-Amore è presente come un fuoco ardente, un sole che non smette di diffondere la sua luce, una fontana sempre zampillante. Andiamogli in contro, abbiamo la grazia che ci ha fatto suoi figli, partecipi della natura divina. Così io, peccatore e creatura limitata, divento capace di unione con Dio Creatore. Io posso entrare, come figlio, nella sua vita fatta di contemplazione e di amore. Nel mio animo vive il cielo intero. L'incontro del nostro amore con Dio-Amore, lo scambio che ne nasce.
Ecco la preghiera: un dialogo d'amicizia dell'uomo con il Dio vivente che dimora in noi. Dialogo che può essere: triste o gioioso, commosso o insensibile, silenzioso o espansivo, attivo o impotente, entusiasta o angosciato, a seconda del nostro temperamento e del peso delle nostre preoccupazioni. Dialogo misterioso perché Dio è puro Spirito. "Dio nessuno l'ha mai visto".
La preghiera è un dialogo misterioso e segreto. Se la presenza di Dio è certezza, se siamo sicuri dell'amore e della gioia che egli prova nel darsi a noi; allora poniamoci una domanda: qual è la nostra parte in questo dialogo che è la preghiera? Che cosa fare per vivere in contatto con questo Dio nascosto? Il Vangelo ci da la risposta a questa domanda dandoci la chiave per la nostra preghiera. Ogni dialogo con Dio si realizza in Cristo. Trovare Gesù è trovare Dio. Pensare a Gesù; andare verso di lui, con tutto quello che noi siamo, le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri successi e i nostri fallimenti; toccarlo con la fede, una fede viva che spera e che ama. Pregare significa cercare lo sguardo di Gesù, rivolgere a lui lo sguardo interiore del nostro animo. Questo sguardo trascina con sé tutto il nostro essere, il nostro corpo, le nostre facoltà e le porta verso Gesù, invisibile ma presente, per unirle a lui in un contatto misterioso, soprannaturale, che dà la vita. Per portarsi e nutrire questo sguardo verso l'invisibile ogni mezzo può essere adatto: gesto, parola, lettura, meditazione, silenzio possono favorire il raccoglimento che ci fa cercare Dio presente in noi.
Fermarsi a metà del cammino sarebbe fallire e fare della preghiera una ricerca personale, mentre invece essa è un contatto con Dio. La perseveranza si basa sulla certezza e che ciò avvenga anche in mezzo a distrazioni e difficoltà. A poco a poco, la nostra intelligenza, che confida in Dio reso possibile dall'amore per lui, sarà trasformata, diventando capace di sentirsi alla sua presenza, di amarlo. La preghiera è un combattimento da cui Dio uscirà vincitore, se gli diamo la fiducia della nostra fede. Questa fiducia nella debolezza e nell'impotenza attira l'azione di Dio.
Lo Spirito Santo, la nostra guida interiore, viene a soccorrerci. La sua azione a poco a poco scende dentro di noi, sui nostri sensi interiori. La preghiera, sostenuta dall'intervento dello Spirito Santo, diventa contemplazione. Forse non ci accorgiamo di nulla, forse abbiamo l'impressione di non fare nulla e di non vedere nulla. Ma noi siamo là, Dio è là. Il contatto è stabilito, la vita eterna ci è concessa.


 
 
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