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LA PIETÀ - LA PORTA DI LUCE

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LA PIETÀ

LO SPIRITO SANTO


Questo dono non è tra quelli elencati dal profeta Isaia. Tuttavia i Settanta (così sono chiamati coloro che hanno tradotto l’Antico Testamento in greco nel II secolo avanti Cristo) e la Volgata (cioè la traduzione della Bibbia dal greco al latino nel quarto secolo dopo Cristo) hanno aggiunto la <<Pietà> per dire quale deve essere il nostro atteggiamento di fronte a Dio.
Difatti, secondo il linguaccia della Bibbia, la parola <<pietà>> non ha il significato che le diamo noi quando diciamo, ad esempio: <<avere pietà di qualcuno>>, ma indica l’attaccamento filiale che dobbiamo avere verso Dio.
Il dono della <<Pietà>>, dunque, è il dono che ci aiuta a  considerare Dio come Padre.
Un aiuto  che ci è sommamente utile!
Credere sul serio che Dio è padre e ci ama, dà forza, dà pace, dà gioia.
Rende vivibile la vita che, altrimenti, in più di un caso sarebbe insopportabile.
Più profonda è la riflessione dello psichiatra Giacomo Dacquino: <<La religiosità matura rappresenta la miglior medicina, il miglior psicofarmaco per l’individuo sia verso se stesso che nel rapporto con gli altri.
È infatti fonte di serenità, di equilibrio, di armonia emotiva>>.
La convinzione che Dio ci è Padre non rende solo vivibile la vita, ma rende accettabile anche la morte. Se, infatti, Dio non ci fosse, <<l’uomo morirebbe come un cavallo>>, nota il nostro poeta Umberto Saba.  
Insomma, il dono della <<Pietà>> porta a fidarci di Dio con lo stesso abbandono di un bambino che si sente sicuro tra le braccia del papà anche quando è sospeso sull’abisso.
Per capire a cosa può portare il dono della <<Pietà>> che ci fa scoprire il volto paterno di Dio in tutti gli avvenimenti quotidiani, sereni e tragici, sentiamo la vibrante testimonianza di uno che ha fatto esperienza profonda di tale dono. Carlo Carretto: <<Se Dio è mio padre, conto qualcosa e trovo in lui la mia vera dignità. Se è mio padre, non continuerò a ripetere fino alla noia "perché….perché…..perché?", ma dirò invece con realismo e fiducia: "Tu sai…..Tu sai…..Tu sai…..".
Se Dio è mio padre, non attribuirò al caso gli eventi della mia giornata, ma li considererò indicazioni del suo amore. Se Dio è mio padre, non diventerò improvvisamente incredulo davanti ad un cataclisma della natura, non riuscendo più a trovare il legame tra l’amore e le avversità.
Dio è Dio ed è signore dell’universo anche se la terra trema ed i fiumi straripano, ed è padre anche se il freddo mi gela le mani ed un incidente mi rende infermo per tutta la vita>>.
Ecco un esempio vertice del potere del dono della <<Pietà>>.

Ho bisogno di penetrare fino in fondo nell’idea che Dio e mio padre.
Padre tenero, padre che si alza sempre prima di tutti, padre che ha scritto sulle palme delle sue mani il nome di ogni uomo che arriva in terra, padre che è come il mare: regge chi gli si abbandona, padre che è l'ultimo a lasciarsi impressionare dalle mie sbandate, padre che asciugherà ogni lacrima.
Santo Spirito, non privarmi mai del dono della pietà! È il tuo dono più dolce: il dono che mi fa sentire figlio, il dono che mi permette di vivere e di poter sopportare di morire. È vero che credere in Dio padre non mi libera dai dolori, non mi libera da certe paure, ma mi libera dalla malattia che distrugge l’uomo dal di dentro: l'angoscia. Non privarmi mai del dono della pietà!


 
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