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LA FEDE È UNIONE D’AMORE - LA PORTA DI LUCE

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LA FEDE È UNIONE D’AMORE


Iddio vuole sposarsi coll’anima in fede e l’anima che deve celebrare questo celeste connubio in fede pura deve camminare, la quale soltanto è mezzo adatto ed unico per quest’unione d’amore.
L’anima, dico, per assorgere alla divina contemplazione, deve essere purificata di tutte le imperfezioni non solo attuali, che si ottiene con la purga sensitiva, ma  sibbene da tutte le imperfezioni abituali, che sono certe affezioni, certe abitudini imperfette che la spugna del senso non è riuscita di estirpare e che rimangono nell’anima come allo stato di radice; e che si ottiene con la purga dello spirito, colla quale Iddio con una luce altissima penetri tutta l’anima, intimamente la trafigga e tutta la rinnovi.
Questa luce altissima, che Iddio fa scendere in dette anime le investe in modo penale e desolante il loro spirito, in modo da cagionare alle anime afflizioni estreme e pene interiori di morte. Esse non sono presentemente in grado di comprendere questa divina operazione , questa altissima luce; e questo avviene ad esse per due ragioni; la prima per parte della stessa luce, la quale è sì eccelsa e sì sublime da sorpassare siffattamente la capacità delle loro anime, da essere causa ad esse piuttosto di tenebre e di tormento, che di luce. La seconda ragione è per la bassezza ed impurità delle stesse anime, per cui non solamente loro diventa oscura quest’altissima luce, ma penosa ed afflittiva, e quindi in luogo di consolarle, l’addolora, riempiendole di pene grandi nell’appetito sensitivo, e di gravi angustie e pene orrende nelle potenze spirituali.
Tutto questo avviene in sul principio, trovando la divina luce indisposte le anime alla divina unione, e quindi investe le anime in modo purgativo, e quando poi questa luce l’ha purgate, le investe allora in modo illuminavo,  innalzandole alla vista ed all’unione perfetta di Dio.

(Epist. I, p. 441)  


 
 
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