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LA FEDE CHE ACCOGLIE DIO E' S'INCARNA PER AMORE - LA PORTA DI LUCE

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LA FEDE CHE ACCOGLIE DIO E' S'INCARNA PER AMORE


O sapienza o potenza di Dio, ci sentiamo di dover esclamare estasiati col tuo Apostolo quando sono incomprensibili i tuoi giudizi ed investigabili le tue vie! Povertà, umiltà, abiezione, disprezzo, circondano il Verbo fatto carne; ma noi, dall'oscurità in cui questo Verbo fatto carne è avvolto, comprendiamo una cosa, udiamo una voce, intravediamo una sublime verità: tutto questo l'hai fatto per amore, e non c'inviti che all'amore, non ci parli che di amore, non ci dai che prove di amore.
Il celeste Bambino soffre e vagisce nel presepe per rendere a noi amabile, meritoria e ricercata la sofferenza: egli manca di tutto, perchè noi apprendiamo da lui la rinunzia dei bene e degli agi terrene; egli si compiacer di umili e poveri adoratori per invogliarci ad amarela povertà e preferire la compagnia dei piccoli e dei semplici a quella dei grandi del mondo.
Questo celeste Bambino tutto mansuetudine e dolcezza vuole infondere nei nostri cuori col suo esempio queste sublimi virtù, affinché nel mondo dilaniato e sconvolto sorga un'era di pace e di amore. Egli fin dalla nascita ci addita la nostra missione, che è quella di disprezzare ciò che il mondo ama e cerca.
Oh! Prostriamoci innanzi al presepe e con il grande s. Girolamo, il santo infiammato di amore di Gesù bambino, offriamolgli tutto il nostro cuore senza riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti che giungono a noi dalla grgotta di Betlemme, che ci predicano essere tutto quaggiù vanità delle vanità, non altro che vanità.


(Epist. IV, pp. 1008-1009)

 
 
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