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L'ora di Gesù: I cinque Apostoli - LA PORTA DI LUCE

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L'ora di Gesù: I cinque Apostoli


Ricordiamoci tutti, siamo “figli di Dio”.
Siamo e solo figli dell’amore, del perdono, della certezza di essere un domani (dalla nostra morte materiale), anime e corpi spirituali che si uniranno nella casa del padre, per vivere per sempre nel suo amore.
Finché siamo in vita dobbiamo cercare senza stancarci Gesù, abbiamo un aiuto materno che è Maria la mamma di Gesù e per adozione la nostra mamma.
Cerchiamo la preghiera lei è un grande aiuto, accorcia i tempi del nostro percorso, più si prega, più si comprende quanto amore Gesù ha per noi.
Ora la nostra fantasia desidera immaginare per essere virtualmente lì da Gesù, in un luogo fuori dalla nostra vita quotidiana. Guardate il cielo, alzate lo sguardo verso l’immaginabile regno divino che ci attende.
Bene! Ora leggete questo breve racconto che di vero ha nel suo profondo.
Immaginate di assistere ad un colloquio tra Gesù e gli apostoli: un in’incontro dove l’immaginazione spinge ad unire fantasia e amore, e in questo a d’invocare: Gesù, Gesù ascolta il mio cuore che tanto ti ama.    

Moreno

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In quell'angolo sperduto, dove la santità si ripercuote nell'amore: là, in questo preciso momento degli uomini parlano tra loro, nell'attesa che il Maestro arrivi a donargli parole rinfrescanti per la loro anima.
L'aria é pulita, tutto è soave, il cielo ha un azzurro che si confonde con il mare, un orizzonte che trae la sua origine dalla bellezza divisoria tra cielo é terra, tra terra e cielo. Aldilà di ogni commento o previsione, vive una semplice domanda: che luogo è questo?   
Non si deve scrutare troppo, bensì ascoltare e vedere se ci è concesso, in questo luogo si è: per ricevere con umiltà, la parola del Maestro. Uomini che con parole scandite parlano lentamente a bassa voce, perché tutto attorno è pace, così deve essere. Il loro colloquio é di natura divina, le loro gesta sono divine, gesta sinuose. Bellezza che avvolge il loro fare, ogni quel tanto si portano a guardare la piccola strada che sta di fronte a loro; da lì il Mastro arriverà!

Amico e fratello: colui che in questo momento ti è vicino (angelo custode), ti dice di ascoltare i brevi colloqui di questi santi uomini.

 Ascolta Marco:
Pensi che la Terra e ciò che contiene, possa sopravvivere ad un tremendo olocausto?

  Vedi Giuda Taddeo:
Non sta a noi capire cosa potrà esserci in quel preciso istante, solo il nostro Signore sa! A noi basta sapere che la sua misericordia prevarrà in quel momento.

  Giovanni che è leggermente indietro dal gruppo, riesce ad ascoltare e così interviene:
Fratelli, penso che la nostra unica preoccupazione sia fatta la totale volontà verso nostro Signore, e in questo, l'uomo riesca a comprendere prima che lasci la terra che "la vita deve fiorire dopo che la morte è avvenuta" deve capirlo prima che sia troppo tardi. Se egli non recupera la fede si troverà a cadere all'interno di quel vortice dove le tenebre rimarranno per sempre in lui e nella sua anima.

  Tommaso sino a quel momento è stato seduto ad ascoltare e a meditare, ma ora deve parlare:
Fratelli ascoltiamo ciò che ha da dire il nostro Maestro, nel frattempo guardiamo la terra e ciò che contiene. Sappiamo che il Padre Eterno mai lascerà che l'uomo si porti verso la sua distruzione, pur lasciandogli la libertà di pensiero. Non scordatevi che anche a noi è stata lasciata la libertà di scegliere quel cammino che Gesù ha indicato. Guardiamo da questo luogo l'intera creazione, ciò che il Padre ha fatto nel suo amore. Trasmettiamo agli uomini i nostri pensieri, le loro preghiere salgono a noi, le loro invocazioni ci chiamano in quell'aiuto che tanto attendono. La nostra santità ci è stata donata per amore, perché abbiamo creduto alla parola e in questa abbiamo cercato di conquistare i cuori degli uomini per amore del nostro Maestro.

  Bartolomeo è arrivato quasi al termine del colloquio e unendosi al gruppo si mette ad ascoltare i santi fratelli. Tommaso ha appena terminato di parlare e Bartolomeo decide di intervenire:
Fratelli, tutti noi siamo consapevoli che il luogo in cui ci troviamo è molto lontano dalla Terra e sappiamo che l'uomo non può calcolarne la distanza, non vi è scienza che lo può fare.
Sappiamo di cosa è composto il nostro spirito.
Sappiamo che possiamo traslocare in tempo reale sulla terra in un istante, con il permesso del Padre eterno.
Sappiamo che la nostra felicità è pari all'amore che questo cielo incorpora.
Sappiamo che il luogo in cui viviamo eternamente ci permette di vedere la Terra, e in questo richiamare i fratelli verso la Parola del Vangelo.

Ognuno di loro durante il tenero e amorevole parlare guardano se arriva il Maestro, sanno che quando sarà tra loro, verserà altro amore nelle loro anime sante.
Essi vedono la Terra pur essendo distante - infinitamente distante, vedono la creazione come fosse un cristallo, una coppa piena d'amore.

Questo piccolo gruppo di uomini santi attendono Gesù, attendono il Maestro.

Il silenzio avvolge quel luogo in un'atmosfera calda d'amore: per il gruppo ora è arrivato il momento di non dire più nulla, ora è solo l'attesa predomina.
Uomini vestiti di luce, il loro corpo è trasparenza dell'anima: un corpo materiale non può sostenere quel luogo finché non sarà santificato nell'ultimo giorno, una luce gradevole e intima che si avvolge come edera attorno ad un fiore unendosi, fondendosi, ma nello stesso restando ciò che è, nel rispetto della creazione.

Gesù sta arrivando, lentamente cammina guardandosi attorno per ammirare l'opera del Padre suo, egli continuamente riceve la gloria della creazione. Ora è davanti al piccolo gruppo, le sante anime, i suoi fratelli, coloro che ha mandato per il mondo. Sante anime che dopo aver depositato sulla terra la Sua parola, sono ritornati a Lui martiri.

Gesù chiede di ascoltarlo:

"Fratelli miei non pensate a cosa il domani riserverà alla terra, non crucciatevi nelle domande. Pensate alla gloria che i cieli contengono e che la riceveranno completa quando ritornerò nella mia amata terra per liberare i fratelli dalla schiavitù del male. Niente sulla terra sarà cancellato. Il Padre mio è misericordia e al momento giusto prevarrà.
Vedete la terra come ora la sto vedendo: "Una creatura sofferente, ammalata ed in parte agonizza". Nulla sarà perso di ciò che è buono, il mio cuore è sulla terra. Fratelli miei, anime del mio cuore: in questo mistero misericordioso in cui vi trovate assieme alle anime che hanno corrisposto al mio amore, vi dico: "Il tempo scorre per l'uomo e come un fuscello egli cresce, lo fa nella debolezza, nella tiepidezza del mio credo. Molti costruiscono la casa sull'arena dove alle prime intemperie tutto frana. Sappiamo entrambi che altri possiedono la verità nel cuore e nell'anima perché la loro casa è stata costruita sulla roccia.
Ascoltiamo le loro preghiere e invocazioni: "Io sono il Cristo Gesù il loro vero e unico amore, che ascolta per richiamarli verso la strada della felicità.

Andiamo anime mie, andiamo al Padre eterno. Là è il vostro giaciglio d'amore, quell'amore che sarà la salvezza della terra".     


 
 
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