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L’epistolario paolino - LA PORTA DI LUCE

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L’epistolario paolino




Gli scritti di S. Paolo


S. Paolo è noto, oltre che per gli Atti degli Apostoli. per i suoi scritti. Essi ci rivelano un uomo davvero eccezionale. S. Paolo ha trasfuso, senza volerlo, la sua forte personalità nelle Lettere che formano il tesoro della Chiesa, la fonte inesauribile della teologia e della morale cristiana.
L'Apostolo non aveva pensato di far lo scrittore. Non pensò mai di fare della letteratura, non volle lasciare esempi di bello stile, e neppure pensò di lasciare al mondo scritti edificanti.
A scrivere fu costretto da ragione pastorali. Aveva fondato la Chiesa di Tessalonica e l'aveva dovuta abbandonare ancora bambina. La persecuzione che aveva cacciato lui, imperversava ancora contro quei suoi teneri figliuoli e impediva a lui di recarsi da loro. E allora? Sarà presente ai suoi figliuoli con la parola scritta!
Il Nuovo testamento è nato così: con la prima lettera occasionale scritta da S. Paolo ai Tessalonicesi.
Per questo le Lettere non hanno la metodicità d'un trattato, né la completezza d'un manuale. Toccano punti particolari, contendendosi di richiamare alla memoria, chiarire, specificare o spiegare argomenti e verità, secondo le circostanze o i bisogni dei destinatari.
Le lettere di S. Paolo devono essere considerate come frammenti della sua predicazione, esposizione di un punto o dell'altro del <<suo vangelo>>, nelle quali si possono trovare le grandi linee della teologia dell'Apostolo.


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Paolo scrive 1 Tessalonicesi nel 50-52. Seguono 1 Corinzi (55 circa), Galati (55), Filippesi (55-56), 2 Corinzi (57), Romani (57-58). Da Roma, nel 60-61, potrebbe avere scritto Efesini, Colossesi e Filemone. Secondo la tradizione 1 Timoteo e Tito risalgono al 65-66;
2 Timoteo al 66-67. La data di 2 Tessalonicesi é discussa. Le nostre Bibbie non usano pero l’ordine cronologico, ma seguono criteri di lunghezza e importanza. Tutte le lettere sono ispirate, ma per gli studiosi solo sette sono di Paolo: Romani, 1 e 2 Corinzi, Galati, 1 Tessalonicesi, Filippesi e Filemone. L’autenticità paolina di Colossesi, Efesini e 2 Tessalonicesi è discussa. Le lettere a Timoteo e a Tito sono considerate non autentiche con maggiore probabilità, Ebrei non é paolina. Si distinguono tre gruppi: le "lettere principali” (Romani, 1 e 2 Corinzi, Galati); le "lettere della  prigionia" (Filippesi, Efesini, Colossesi, Filemone, 2 Timoteo);     le "lettere pastorali” (le due a Timoteo e quella a Tito),   cosi denominiate per il loro contenuto e per i destinatari.





 
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