var _gaq = _gaq || []; _gaq.push(['_setAccount', 'UA-33489517-1']); _gaq.push(['_trackPageview']); (function() { var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true; ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s); })(); >

INTRODUZIONE AI SALMI - LA PORTA DI LUCE

Vai ai contenuti

Menu principale:

INTRODUZIONE AI SALMI


COLLANA BIBBIA PAOLINE a cura di Giuliano Vigini



CARATTERISTICHE GENERALI

I Salmi (Sal) sono il grande libro delle "lodi" di Israele e della preghiera cristiana. Nel canone ebraico della Bibbia, essi introducono la serie degli altri "Scritti", dopo la "Legge" e i "Profeti"; nel canone greco dei Settanta, sono il primo dei "Libri poetici e profetici". "Salmo" deriva dal greco psalmos, termine con cui più frequentemente i Settanta traducono l’ebraico mizmòr, che designa un canto accompagnato dal suono di uno strumento a corde. E per questo che l’intera raccolta, prendendo il nome da uno degli strumenti usati per l’esecuzione musicale dei canti (psaltérion), e chiamata anche con il nome di salterio. Una denominazione che si aggiunge al titolo tradizionale greco (Psalmoi) e latino (Liber psalmorum). Il libro e costituito da 150 salmi. Si tratta di composizioni di diverso contenuto e forma, nelle quali si riflette l’esperienza religiosa individuale e collettiva di un popolo, e la sua evoluzione nei vari contesti storici e cultuali. Tale esperienza prende corpo in una serie di preghiere, che costituiscono l’ossatura dei Salmi e che, al di là delle circostanze e delle motivazioni specifiche che le hanno determinate, rappresentano un unicum ne|l’Antico Testamento per la loro rilevanza spirituale e poetica complessiva. Nei Salmi, infatti, preghiera e poesia sono un unico respiro che sale al Signore come supplica, contemplazione e lode. E in questo respiro c’e tutta la varietà di sentimenti e atteggiamenti con cui l’uomo in preghiera esprime la sua fede e il suo rapporto con il Dio vivente.

STRUTTURA E SVOLGIMENTO

Per quanto riguarda gli autori, i titoli assegnano 73 salmi a Davide, 12 ad Asaf, 11 ai figli di Core, 2 a Salomone e 1 ciascuno a Mose, Idutun, Eman, Etan. I restanti 48 salmi sono anonimi. Fra gli autori spicca il nome di Davide, e la sua preminenza si spiega facilmente con la fama di cui godeva come poeta, musico, organizzatore del culto e del canto liturgico.
I due grandi raggruppamenti dei Salmi sono costituiti dai salmi di supplica (circa la metà, raccolti soprattutto nel primi tre libri) e dai salmi di lode. Questo corrisponde alla polarità e al senso profondo della preghiera salmica, che si riassume appunto nel movimento che dalla tensione della supplica sfocia nell’esultanza della lode. Nel primo gruppo si possono situare anche le lamentazioni, che presentano un evento o una situazione infausta del passato o del presente per preparare, con la vera e propria supplica, il lieto evento atteso per il futuro. Nel secondo gruppo si possono invece situare i numerosi inni (a Dio creatore e salvatore; alla regalità del Signore e i cosiddetti "cantici di Sion"); i salmi di ringraziamento e i salmi di fiducia. Anche altri tipi di salmi — come i salmi regali, sapienziali, liturgici (di pellegrinaggio, requisitoria, ingresso) possono essere inseriti nell’uno o nell’altro dei due grandi gruppi, secondo le caratteristiche e i temi giudicati prevalenti in ciascuno di essi. Nel Nuovo Testamento i Salmi sono il libro dell’Antico Testamento più citato e a cui più frequentemente si allude. Molti di essi vengono interpretati in chiave profetica, secondo una prospettiva cristologica. Davide e Israele, infatti, sono visti come figure di Cristo e della Chiesa. Nella persona del giusto sofferente si annuncia la passione di Cristo e il compiersi del disegno di Dio attraverso la sua morte e risurrezione.

TEMI ESSENZIALI

I Salmi sono un insieme di variegati specchi dell’esperienza di Dio, collocati all’interno di una prospettiva comune. Il primo anello di collegamento tra i vari salmi — indipendente mente dai contenuti e dal genere di appartenenza e costituito dalla supplica: l’aiuto e la salvezza che l’anima invoca da Dio come risposta alla sua promessa di fedeltà per sempre. È  infatti il Dio dell’alleanza l’interlocutore primo dell’uomo che prega nei Salmi, perché e nella promessa dell’alleanza su cui non solo si fonda la sua personale speranza, ma in cui risiede il vincolo di unita e benedizione di tutto un popolo. Quando questa promessa sembra venir meno, si produce, infatti, una lacerazione e una crisi profonda. L’angoscia che attraversa gran parte dei Salmi non deriva solo dalla sofferenza e
dal male; dalla malattia fisica o morale; dagli assalti dei nemici; dal successo e dalla prosperità dell‘empio". Ancora più terribile del dolore e dell’umiliazione e, per il salmista, il sentimento del suo abbandono da parte di Dio. Nella sua anima la morte comincia quando Dio non risponde e sembra "non ricordarsi" più del suo servo fedele e della sua antica promessa. La supplica, allora, diventa una memoria a Dio a "non dimenticare" quel patto di fedeltà, senza il quale la vita si spegne, perché si separa dall’amore stesso che ne era alimento e sostegno. II secondo anello di collegamento è la lode, come termine di un cammino spirituale che fa emergere le ragioni profonde della fede e porta a riconoscere le meraviglie dell’opera di Dio nella creazione, il suo piano di salvezza nella storia, il suo particolare disegno nella vita di ciascuno di noi. La vittoria sulle forze primordiali del cosmo; la liberazione di Israele dalla schiavitù dall’Egitto e il dono della terra promessa; la guarigione, la prosperità e la lunga vita sono alcuni “segni" prodigiosi messi continuamente in luce nei Salmi come manifestazione della potenza di Dio che salva.
Ma questa potenza può sprigionarsi perché, prima d’ogni altra cosa, Dio è amore fedele: l’amore e la fedeltà costituiscono uno dei temi dominanti dei Salmi, perché essi sono come il distintivo dell’agire di Dio nei confronti di quanti lo invocano e soprattutto dei poveri, degli oppressi e degli umili ai quali non solo concede la grazia, ma assicura anche la sua giustizia, condannando e punendo severamente i loro nemici. E per la consapevolezza della presenza costante di quest’amore fedele che la speranza rinasce anche nelle ore più buie e la fiducia diventa l’habitat naturale dell’uomo che si rifugia in Dio. Il percorso che dalla supplica conduce alla lode e però estremamente accidentato. Anzi, si può dire che leggere i Salmi significhi attraversare un campo di battaglia, dove l’unità e la diversità, la conflittualità e la pacificazione sono inseparabili compagne. Nel combattimento che si svolge in campo aperto si fa però strada la sapienza di Dio, che istruisce nella ricerca della verità e guida sulla vita che conduce a lui. Questo percorso inizia la dove s’instaura il timore di Dio, cioè il riconoscimento devoto reso al Signore, re dell’universo e della vita, re d’Israele e delle nazioni: riconoscimento che nelle preghiere di ringraziamento e di lode assume la sua forma espressiva più alta. Poi, la coscienza del peccato, della fragilità e provvisorietà dell’uomo e della sua costitutiva dipendenza da Dio, da cui deriva un completo abbandono nelle mani della sua misericordia. Infine, la fedeltà alla legge del Signore — da studiare, meditare e vivere — come risposta del credente alla fedeltà di Dio. Così si arriva alla fede; piena e alla gioia della comunione di fede. Se Sion (Gerusalemme) e la meta privilegiata dell’incontro e della relazione dell’uomo con Dio, ogni luogo e cuore possono diventare tempio dello Spirito di Dio. Dio, infatti, si fa presente ovunque ci sia un’anima che lo invochi: sempre pronto ad accogliere, a proteggere (scudo, roccia, rupe, baluardo sono termini molto frequenti nei Salmi) e a salvare quanti si affidano a lui.



 
Torna ai contenuti | Torna al menu