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IL POZZO DI NORIMBERTO - LA PORTA DI LUCE

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IL POZZO DI NORIMBERTO


Norimberto era un ragazzo molto vistoso; mostrava tutto di sé, voleva sempre essere al di sopra d’ogni cosa. Nel paese dove abitava, aveva amicizie non molto raccomandabili per cui la gente onesta non lo considerava ma piuttosto era da tenere lontano. Norimberto non s’interessava molto del parere degli altri, pensava a stare bene "lui e la sua pancia" (visto che era ingordo nel mangiare). Nella sua famiglia, oltre i genitori, stancabili lavoratori, aveva due fratelli; egli non si curava di ciò che la famiglia faceva, per lui era importante solo sentirsi dire parole d’elogio. Non faceva compromessi con nessuno, anzi quando era il momento esigeva ciò che gli pareva, perché lo riteneva già suo. Insomma Norimberto, era il pensiero della famiglia; i suoi fratelli erano più piccoli e bisognosi d’attenzione, ma lui non dava nessuna forma d’aiuto. L’età avanzava, ma lui non cambiava, anzi prendeva in giro, palleggiato da un altro gruppo della piazza, le persone che andavano in chiesa, dicendo che perdevano tempo, che erano fandonie, e che il mondo era ben altro. Ma quel mondo che lui non voleva vedere, gli riservò un’avventura non certo piacevole ma dimostrativa.
Un giorno come tanti nella piazza faceva il bullo con alcune giovani, importunandole, e, con il solito gruppo di amici, si mise a rincorrere queste ragazze, senza un attimo di tregua. Nonostante gli insistenti rifiuti la cosa continuò, finché Norimberto si mise in piedi sopra il bordo di un pozzo adiacente alla piazza, per mostrare ancora di più la sua spavalderia. Purtroppo in un attimo di distrazione, a causa della sua spavalderia, cadde all’interno finendo nel fondo del pozzo che, buon per lui, era secco. Cominciò ad urlare aiuto, i suoi amici terrorizzati cercarono qualcuno che potesse dare loro una mano, ma nessuno se ne curava; tutti pensarono che fosse un’altra loro bravata.
Norimberto urlava dalla disperazione, gli amici buttarono giù una torcia, la prese e guardò le pareti del pozzo, nell’eventualità che vi fosse qualche appoggio per salire: ma nulla, tutte le pareti erano lisce. Egli ancora più forte chiese aiuto, gli amici si prodigarono per trovare il modo di tirarlo fuori. Passavano i minuti e Norimberto era sempre di più terrorizzato e oltre tutto cominciava ad essere stanco; all’improvviso pensò alla sua famiglia, a ciò che i suoi genitori gli avevano sempre detto: " Ricorda, mai dimenticare il cielo, non si vive di cattiveria ma solo d’amore. Un giorno ti troverai a decidere per fare una scelta". Si ricordò delle parole che entrando in chiesa, gli dicevano di non calunniare il cielo perché prima o poi, ne avrebbe avuto bisogno. Ora per lui era arrivato il momento, il suo cuore chiamava aiuto. Era disperato; decise di mettersi in ginocchio, e con tutta l’aria che aveva nei polmoni si mise a urlare: "Dio abbi pietà di me peccatore ascolta Dio padre; ho bisogno di te, io Norimberto ti chiedo misericordia per me e i miei amici, tirami fuori da questo pozzo. Dio padre, perdonami".
I suoi amici nel sentirlo, pensarono che stesse delirando e cercarono ancora di più il mezzo per tirarlo fuori, ma non era facile, mentre essi erano intenti nel darsi da fare sentirono Norimberto chiamare Dio con tutta la forza e in più lo sentirono pregare: "Quando mai egli l’ha fatto, sì è proprio impazzito" pensavano e suoi amici.
Norimberto, dopo diversi minuti, si sentì più sicuro di sé la paura era passata e il suo cuore non batteva più all’impazzata. Si sentì smarrire per ciò che gli stava succedendo; quando all’improvviso vide apparirgli davanti una piccola bambina vestita di stelle, che gli disse: "Il cielo ha ascoltato il tuo cuore, e sa che ora sei sincero ed è venuto in tuo soccorso, ma ricorda d’ora in poi non dovrai più tradire, o meglio non riconoscere Dio. Sono la Madonna della Fonte della Misericordia dove ognuno si bagna per risorgere a vita nuova. Iddio ha mandato me sotto spoglie di bambina per raffigurare la fanciullezza, la purezza di cuore e l’innocenza; solo così si entra in paradiso. Ora ritornerai in superficie ma ricorda quello che ti ho detto. Aggiungo solo una cosa a cui tengo molto: quando sarai uscito, dovrai portare più anime possibili a questo pozzo. Sarai, se lo vorrai, un conduttore d’anima verso la misericordia di Dio; ricorda, tutto questo è ciò che Iddio ti chiede".
Norimberto s’inchina ancora di più e accettò: aveva capito la lezione. La Madonna lo benedisse facendo il segno della croce e scomparve in un lampo di luce. Egli si sentì sollevare e portare fuori dal pozzo, adagiato al suolo da una lieve brezza misteriosa. I suoi amici, le persone venute in soccorso, rimasero a bocca aperta e sbiancati in volto.
Norimberto attese che si fossero ripresi, poi spiegò loro ogni cosa. Al termine guardarono dentro il pozzo ed era effettivamente pieno d’acqua fresca. Chi si bagnò chiedendo perdono a Dio con il cuore si sentì libero nell’anima.

Norimberto invecchiò nel compito datogli dalla Madonna, e salendo in cielo vide anime convertirsi tramite il Pozzo della Misericordia del Signore.  


 
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