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Il Papa: «Dio ha sete di noi» - LA PORTA DI LUCE

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Il Papa: «Dio ha sete di noi»


23 novembre 2013
SANTA SEDE

Anno della fede, eredità viva
Si chiude l’Anno della fede, ma continua la sfida di portare il Vangelo fin nelle profondità dell’esistere. È questo il messaggio che i gesti in programma in questi fine settimana, l’ultimo dell’Anno liturgico, lasceranno ai cristiani di tutto il mondo. Occhi puntati, quindi, dai cinque continenti sulla Messa in piazza San Pietro di domenica mattina, 24 novembre alle 10.30, quando papa Francesco chiuderà ufficialmente l’Anno della fede e consegnerà l’esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. Ma non meno importante è l’incontro con i catecumeni,di questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro. Un momento durante il quale Bergoglio avvia verso il Battesimo alcuni adulti con il primo dei riti previsti dal cammino del catecumenato.
L’ultimo gesto significativo, quindi, riconduce alla prima “porta” che immette nell’esperienza di fede: il Battesimo. Non a caso, d’altra parte, il documento d’indizione dell’Anno della fede, il motu proprio firmato da Benedetto XVI l’11 ottobre 2011, si chiama “Porta fidei”. Un “varco” offerto a tutto il mondo, che si è ufficialmente spalancato l’11 ottobre 2012, con la Messa di apertura dell’Anno della fede, nel giorno esatto in cui si ricordavano i 50 anni dall’avvio del Concilio Vaticano II. Un evento avvenuto nel contesto del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione (7-28 ottobre 2012).
Questi ultimi 12 mesi sono stati particolarmente intensi, non solo perché hanno permesso di approfondire il senso del credere oggi, ma anche perché hanno offerto momenti intensi di vita ecclesiale. Si può solo ricordare la rinuncia di Benedetto XVI e l’elezione di Francesco, ma anche gli incontri per l’Anno della fede (ad esempio le Giornate dedicate a diverse realtà della Chiesa) o la Gmg di Rio de Janeiro. Infine il vero “cuore” dell’Anno della fede: l’enciclica di Francesco “Lumen fidei” del 29 giugno 2013. Tutti eventi la cui eredità andrà ben oltre l’Anno che si chiude. (Matteo Liut) Avvenire....

Il Papa ai catecumeni: «Dio ha sete di noi». Papa Francesco ha accolto sulla porta della Basilica di San Pietro trentacinque candidati al catecumenato e ha posto loro le domande tradizionali del rito: "Qual è il tuo nome? Che cosa domandi alla Chiesa di Dio? E la fede che cosa ti dona?". Quindi ha tracciato il segno della croce sulla loro fronte. In totale partecipano al rito - che continua all'interno della Basilica - circa 500 catecumeni provenienti da tutto il mondo, in cammino per ricevere il Sacramento del Battesimo. La celebrazione di oggi è il penultimo appuntamento dell'Anno delle fede, che lo stesso Pontefice concluderà domani in piazza San Pietro.

La fede è un cammino con Gesù... e che dura tutta la vita. Alla fine ci sarà". È quanto ha detto papa Francesco durante il rito nella basilica di San Pietro. "Certo - ha avvertito il Papa -, in alcuni momenti di questo cammino ci sentiamo stanchi e confusi. La fede però ci dà la certezza della presenza costante di Gesù in ogni situazione, anche la più dolorosa o difficile da capire. Siamo chiamati a camminare per entrare sempre di più dentro al mistero dell'amore di Dio, che ci sovrasta e ci permette di vivere con serenità e speranza". Nel corso dell'omelia, il Pontefice ha anche invitato a "mantenere vivo" il desiderio del Dio vivente, "questo anelito ad incontrare il Signore e fare esperienza di Lui, del suo amore, della sua misericordia!".

"Se viene a mancare la sete del Dio vivente - ha detto -, la fede rischia di diventare abitudinaria, rischia di spegnersi, come un fuoco che non viene ravvivato. Rischia di diventare rancida e senza senso". "Cari catecumeni - ha concluso -, oggi voi iniziate il cammino del catecumenato. Vi auguro di percorrerlo con gioia, certi del sostegno di tutta la Chiesa, che guarda a voi con tanta fiducia".



 
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