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Il Cigno del Lago profumato - LA PORTA DI LUCE

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Il Cigno del Lago profumato

MORENO


Vi era a ridosso di una città un bellissimo parco naturale. Questo parco aveva una caratteristica: quando in cielo c’era il sole, risplendeva di luce propria; ma quando le nuvole coprivano il cielo e il
sole non riusciva a penetrare con i suoi raggi sulla Terra, il parco si riempiva di nebbia fino ad essere  quasi invisibile all’uomo.

Un bel giorno da lì passò una bambina che giocava con una pallina facendola rimbalzare a terra; sotto l’occhio vigile della mamma, che rimaneva dietro a breve distanza. La bambina, di nome Charlotte, si fermò di fronte a questo parco e volle andarci a giocare: il tempo era pieno di sole, la giornata calda, tutto era splendido. Così la mamma acconsentì ad andare al’interno: entrambe presero il sentiero principale piastrellato di lastroni, e s’inoltrarono, mentre Charlotte continuava a giocare con la pallina. Man mano camminavano, sentirono sempre di più un intenso profumo; la mamma era sempre più curiosa di vedere da dove provenisse; a lei piacevano molto i fiori, sperava di vederne dei bellissimi, ma un profumo così non lo aveva mai sentito. Il parco era circondato da alte siepi e secolari alberi, quello che stonava era la poca gente che vi s’incontrava nel camminare.   Emise un forte sospiro la mamma, per la meraviglia che si presentava ai suoi occhi: guardò Charlotte e, vedendola distratta impegnata a giocare con la pallina, la chiamò. La bimba si voltò e la  mamma le fece cenno di guardare verso destra, Charlotte si girò e vide, meravigliata un bellissimo lago, piccolissimo lago e al suo interno un bellissimo cigno, bianco come la neve. Charlotte cominciò a correre, e la sua mamma dietro per fermarla, finché la bloccò vicino alla riva, di fronte all’acqua. Tutte e due si guardarono attorno scrutando la meraviglia del piccolissimo lago: era radioso, il sole con i suoi raggi rendeva l’acqua cristallina dando al lago la forma di una fiaccola accesa. La mamma, si avvicinò con prudenza all’acqua e, tenendo per mano Charlotte, mise la mano dentro stranamente sentì l’acqua calda e profumata; guardò davanti a se e vide il cigno avvicinarsi. Tutte e due lo guardarono stupite per la sua bellezza; il cigno arrivato a riva si fermò e si alzò sulle sue zampe per mettersi vicino a Charlotte; lei, con un po’ di paura ma con tanta curiosità, allungò la mano e lo accarezzò. Le sue piume erano soffici e profumate, il suo becco quasi trasparente e il suo corpo sinuoso, quando la bimba lo accarezzava stendeva il collo in avanti per poter meglio ricevere la carezza. La mamma, sempre più incuriosita mise anche lei la mano sul dorso del cigno ma al contatto l’animale prese a volare a mezz’aria spaventato; dopo poco si calmò guardando a distanza e con più attenzione la mamma di Charlotte.
Questa dispiaciuta rimase allibita e trasformata, pensando di avergli fatto male, ma una voce le disse: che non poteva toccare il cigno, e aggiunse di guardargli vicino al becco sotto gli occhi. La mamma guardò e vide delle macchie nere che prima non aveva. Stupita non capiva, prima non aveva nulla, ora quelle macchie. La voce riprese dicendole che il suo tocco era impuro, non era il tocco dell’innocenza, della purezza, e così il cigno aveva ricevuto il peccato, lo sporco delle azioni, dei pensieri dell’uomo.
Charlotte nel mentre aveva ripreso ad accarezzare il cigno, e lui nel suo fare gradiva tali complimenti. La mamma non sapeva più cosa pensare, non capiva se tutto questo era un sogno o realtà: vedeva Charlotte felice giocare con il cigno, finché lui stesso la fece salire sul suo dorso e la portò in acqua. Come rapita da queste immagini; guardò la figlia andare verso il centro del piccolo lago con il cigno che la sosteneva, quando all’improvviso un raggio di luce discese dal cielo e circondò Charlotte, mentre la mamma non riusciva a dir nulla, solo a guardare. Charlotte immersa nella luce e sopra al cigno (ritornato puro dalle macchie), si sollevò in volo trasportata verso la luce. La voce la rassicura dicendole: di non preoccuparsi che la bambina sarebbe ritornata.
Dopo alcuni interminabili minuti, all’improvviso dalla luce si rivide Charlotte ritornare radiosa e felice, il cigno la depose a fianco alla mamma e ritornò verso il piccolo lago, riportandosi al suo centro. La mamma abbracciò Charlotte, felice d’averla lì e, ringraziando il buon Dio, guardarono il lago e la luce che al suo centro lanciava frecce colorate verso il basso. La voce misteriosa si fece risentire nel cuore della mamma confortandola.
- "Tua figlia ha fatto un breve viaggio nel mondo della luce vedendo altri bambini che come lei sono puri "dove il Signore li protegge".
La mamma si rivolse a Charlotte chiedendole cosa aveva visto, e lei rispose:
-"Tanti bambini mi hanno circondata e coccolata con carezze, erano nella luce e li vedevo con i capelli tutti bianchi e vestiti con tuniche; hanno giocato con me facendomi saltare davanti piccole palline di luce che, andandomi vicino, scoppiavano trasformandosi in tante stelline. Ho visto un uomo e una donna che da lontano mi guardavano sorridendo e facendosi il segno della croce. Tutto lì era bello e profumato, mi sembrava di essere sulle nuvole".
La mamma commossa ascoltava guardando la figlia e il cielo, poi lentamente cominciò ad avere sonno come pure la figlia; e sentirono che stavano per accasciarsi sulla fresca erba, ma prima la mamma riuscì a sentire questa frase:
- "Cara figlia di Dio, ascolta la voce della tua coscienza, della tua anima; non devi mai più sporcarti l’anima col peccato se vuoi entrare in Paradiso, è un luogo dove solo i piccoli entrano e i puri di cuore possono entrare. Tua figlia mantienila pura, se vuoi che un domani possa rivedere ciò che ora ha visto. Ritrovarsi qui nella terra della luce è volontà di Dio, ma bisogna rispettare la sua legge amandolo con tutto il cuore, con tutta l’anima, e con tutte le forze; vai, con la benedizione di Dio".
La mamma Caterina si risveglia nel suo letto,  annaspa come presa da paura, poi si tranquillizza. "Era un sogno, era solo un bellissimo sogno" pensa. Sua figlia è lì che sta dormendo, almeno lei non ha subito nulla, ma poi ripensa: Charlotte non poteva subire nulla; è pura alla sua tenera età, io piuttosto ho qualcosa da rimediare di fronte a Dio". Poi si accorge che sul cuscino vi è una piuma candida come la neve. Ora ha capito: il destino ha voluto che fosse sola con sua figlia, e c’è in cielo Dio che la protegge, ma deve mantenere la parola: amare Dio.


IL PARCO…la chiamata.
IL LAGO…..la misericordia.
IL CIGNO….la purezza.


 
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