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Il caveau del medico “BERNARD GINEIL” - LA PORTA DI LUCE

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Il caveau del medico “BERNARD GINEIL”


Medico di frontiera tra la Francia e l’Italia

È sempre esistito nella Francia medievale il dottore di frontiera, ed ora il racconto è di questo dottore, che visse nei tempi nostri, anche se nessuno n’è mai venuto a conoscenza.

Il Dott. Bernard Gineil, visse a ridosso della frontiera Italia - Francia amando il suo mestiere. Lo amava a tal punto che vi si dedicò fino alla morte, avvenuta in circostanze misteriose (ma questa è un’altra storia). Visse in un paesino vicino alla frontiera: il confine passava proprio attaccato alla sua casa, circondata da immense coltivazioni di grano. Egli era sempre pronto ad intervenire ad ogni chiamata, che lo vedeva presente; aveva la possibilità d’intervenire perché era solo in casa, viveva da scapolo, non aveva mai voluto sposarsi, era troppo amante del lavoro.
Perché il caveau?:
Egli aveva fatto costruire sotto casa un rifugio antiatomico, e ora lo usava come primo ricovero urgente, per tutte le persone bisognose di prime cure immediate, in attesa dell’arrivo della croce rossa dell’ospedale della città. Questo rifugio era attrezzatissimo (quasi una sala operatoria), e qui il dottore viveva praticamente, buona parte della sua vita.

LA STORIA…..Inizia con un incidente avvenuto tra due macchine, nell’adiacente statale a pochi chilometri da casa sua. In quell’incidente perse la vita un giovane e un altro grave. Il Dott. Gineil arrivò sul posto, chiamato al telefono da persone del luogo, e diede un’occhiata alle persone coinvolte; due ragazzi tra i 20 e 26 anni; non si perse d’animo e cominciò a medicare. Del ragazzo morto ne prese solo atto, c’è sempre un ma! Lui vedeva oltre la vita stessa, capiva quando una persona aveva già oltrepassata la soglia terrena. Guardò il ragazzo deceduto, e percepì che la sua anima stava distaccandosi dal corpo; allora cominciò a praticargli la respirazione bocca a bocca e a fargli il massaggio cardiaco. Percepì una voce, sicuramente quella del ragazzo che cercava una spiegazione; non sapeva dove era, vedeva il dottore ripiegato su di lui, ma non si rendeva conto della situazione. Il Dott. Ginel provò diverse volte, ma non riuscì a fare nulla. Nel frattempo l’altro giovane si riprese, non era molto grave e riuscì con l’aiuto di altri ad andare a casa del dottore, nell’attesa della croce rossa. Il dottore entrò con il ragazzo nel suo caveau e lo mise a suo agio, guardando con più si premura le ferite mentre gli altri soccorritori erano rimasti sul luogo dell’incidente nell’attesa dei soccorsi, per rimuovere i rottami.
Ad un certo punto il Dott. Gineil sentì di avere in casa l’anima dell’altro ragazzo quello che aveva cercato inutilmente di rianimare. Il dottore capì che l’anima l’aveva seguito e si mise in un angolo in preghiera, visto che l’altro ragazzo stava riposando sotto l’effetto dei tranquillanti. Pregò sentendo l’anima del ragazzo che chiedeva dove era, non c’era stato il distacco netto dalla terra per via della sua non volontà, di aver accettato la morte. Il dottore cominciò a trasmettergli sicurezza e il ragazzo stette in ascolto; passarono diversi minuti poi non sentì più nulla, il dottore gli aveva trovato la strada della luce. Smise di pregare, contento ringraziò il Signore e si promise di far visita alla Madonna di Lourdes. Guardò l’altro ragazzo: si era appena svegliato, e in quel mentre la croce rossa si fermò per prendere il ferito e il deceduto; il dottore dell’ambulanza si congratulò per le prime cure prestate (come sempre), salutando il Dott. Gineil. Prima di lasciarlo gli disse che il corpo del ragazzo morto, stranamente era completamente inondato di profumo, che aveva il viso felice, aggiungendo poi che aveva l’impressione che qualcuno l’avesse accompagnato al trapasso. Si salutarono, il Dott. Gineil contento capì e non si stupì, era certo di ciò che aveva fatto; la sua missione era salvare l’anima di un defunto e la vita di una persona.
Nel caveau di tutto è passato: sia la morte che la vita, ma l’importante è che ogni suo intervento sia andato sempre a buon fine.

IL DOTT. BERNARD GINEIL.

Visse molti anni, ma un bel giorno sparì senza lasciare traccia "morto, fuggito, partito per un’altra località?", non se ne seppe più nulla.
Una cosa era sicura:
Finché è stato lì in quel confine di frontiera, egli soccorse molte persone, per lui non c’era una linea di demarcazione, ma solo persone da salvare.

Anche questo è rimasto un mistero della terra, e deve rimanere perché nella purezza dei fatti deve vivere, senza che le parole lo possano inquinare….. Solo Dio sa…..
La Sua parola …….Equivalente a centomila verità.   



 
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