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I GIOVANI - LA PORTA DI LUCE

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I GIOVANI


Una pastorale giovanile non rinunciataria, appassionata e creativa - le Giornate Mondiali della Gioventù me ne hanno dato la misura! - è capace di fare, con l'aiuto di Dio, cose davvero significative. Se il Rosario viene ben presentato, sono sicuro che i giovani stessi saranno capaci di sorprendere ancora una volta gli adulti, nel far propria questa preghiera e nel recitarla con l'entusiasmo tipico della loro età. (Giovanni Paolo II "Rosarium Virginis Mariae")
Il beato Domenico della Madre di Dio - Il Beato Domenico racconta che quando vedeva che sua madre gli dimostrava qualche atto di amore, gli veniva in mente che la Madonna lo amava più di lei. Da allora iniziò per lui un nuovo amore alla Vergine e alla recita frequente e devota del Rosario. Lo diceva ogni sera, anche dopo la morte della mamma, con gli zii davanti a una bella immagine della Madre del Buon Consiglio. Grazie a questa pratica il suo cuore fu preservato dalla corruzione in mezzo ai pericoli e alle tentazioni della gioventù. Durante il periodo del fidanzamento è preso da trascuratezza nella pietà mettendo a rischio così la salvezza della sua anima. Non lascia, tuttavia, la recita del Rosario, che talvolta sgrana all'ombra d'un albero, lungo la via di casa. È ancora per questa devozione che la Madonna continua a proteggerlo, difenderlo e a farsi garante della sua conversione, prima che egli segua la vita religiosa. Lo dimostra una visione. Mentre è inchiodato a letto "con una febbre che lo riduce agli estremi, vede innumerevoli demoni che stanno per colpirlo e Gesù giudice in atto di pronunciare la sentenza di condanna. Ma proprio nel momento più drammatico, rassicurante compare alla mente di Domenico Maria, prostrata ai piedi del Giudice eterno a chiedere per il colpevole un tempo di penitenza, per la devozione che l'infelice le ha sempre dimostrata, specialmente con la recita del Rosario. Ella si fa anche garante della sua conversione. All'apparire di Maria, i demoni fuggono in un lampo. Domenico si sente pieno di coraggio e di confidenza filiale: invoca Maria prendendo la corona che teneva in tasca, e davanti agli occhi un quadro di lei, che gli pare ora, così bella, così amabile da superare ogni immaginazione e, piangendo confortato, non cessava di guardarla. Anche in seguito praticò costantemente il pio esercizio del Rosario. S'impegnò con voto di promuoverlo per tutta la vita.
Proposito. Mettiamo in pratica le ferventi parole del Papa Giovanni Paolo II nel Messaggio per la gioventù mondiale che si è riunita nelle proprie diocesi nel 2004 e che si riunirà in grandissima folla a Colonia (in Germania) nel 2005: "Il Rosario sia la preghiera quotidiana non soltanto degli adulti, ma anche di voi ragazzi e giovani. Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri (del Rosario), Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio. Non vergognatevi di recitare il Rosario da soli mentre andate a scuola, all'Università o al lavoro, per strada e sui mezzi di trasporto pubblico. Abituatevi a recitarlo tra voi, nei vostri gruppi, movimenti e associazioni. Non esitate a proporre la recita in casa, ai vostri genitori e ai vostri fratelli, poiché esso ravviva e rinsalda i legami tra i membri della famiglia".

 
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