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I FRUTTI DI NEDEN - LA PORTA DI LUCE

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I FRUTTI DI NEDEN


Neden, piccolo bambino che viveva nell’altopiano del Tibet correva spensierato lungo le piccole strade. Povero di famiglia, aveva altri due fratelli più grandi; la famiglia era al servizio del più ricco del paese. Egli viveva fuori dal paese, e dalla sua grande casa guardava tutto ciò che era di sua proprietà. La mamma di Neden faceva la domestica e la cuoca, il padre, il giardiniera e i fratelli curavano le stalle. Neden era molto vivace, gli piaceva giocare ma soprattutto costruire piccoli oggetti con tutto quello che trovava e poi li depositava dentro a contenitori di vetro e chiudendo ci scriveva sopra la data di costruzione e dove aveva preso il materiale.
 Neden era tanto simpatico che piaceva a tutti; ogni persona nel paese che lo avvicinava ne rimaneva divertito, riusciva ad intrattenere una persona per delle ore: insomma trasmetteva felicità. Un bel giorno fu chiamato alla presenza del ricco signore, voleva vedere se riusciva a far sorridere sua moglie, erano diversi anni che ella sopportava una forte infelicità da quando aveva perso l’unico figlio. Neden chiamato dai genitori, entrò nel grande palazzo: percorrendo la strada verso la stanza maggiore, dove risiedeva il ricco padrone, vedeva tanti specchi di tutte le misure e di forme strane, avevano la capacità di riflettere una forma diversa quando ci si metteva davanti. Per lui questi specchi erano una forma di divertimento e man mano che percorreva il lungo corridoio si specchiava ridendo, rideva così tanto che quando arrivò davanti al padrone era tutto una lacrima. A vedere questo, il ricco preso quasi da rabbia gli chiese perché rideva così tanto. Neden rispose: "Padrone, com’è possibile non ridere quando la realtà  è alterata da queste immagini che gli specchi producono: mettendomi davanti, mi vedevo brutto e ridicolo ma nello stesso tempo mi piaceva. Mai pensare di diventare da grande, una persona così buffa e maggiormente deforme". Il ricco, nessuno sapeva il suo nome, rimase colpito da questa risposta, detta soprattutto da un bambino di appena sette anni, ma nello stesso tempo provava rabbia perché sua moglie nel vedersi agli specchi non sorrideva, anzi diventava ancora più triste e si rifugiava nella sua stanza, Neden rimase lì fermo davanti al ricco padrone, e con uno sguardo curioso cercava di capire come un uomo così ricco e felice, avesse una moglie triste: si ripeteva nel cuore questo pensiero così come era sicuro che il ricco non avesse un nome e perlomeno nessuno lo conoscesse, dopo pochi minuti il padrone lo destò dal suo pensiero, e gli propose uno scambio:
"Neden, io so che a te piace costruire piccoli oggetti, e conservarli; ti do tutto il materiale possibile per farli ma devi rendere felice mia moglie, così riuscirò a governare le mie ricchezze con piena lucidità" .

Neden lo guardò attentamente pensando poi:
- "Vedi, ricco padrone, non posso accettare questa proposta nonostante sia vero ciò che tu sai, cioè che mi piace costruire inventando come il mio piccolo mi suggerisce. Ogni tanto guardo il cielo ed immagino piccoli lavori, la mia fantasia è colpita da non so cosa, ma mi fa viaggiare e così trasformo questi stai d’animo nel mio lavoro. Ma posso dirti una cosa: alcuni dei miei lavori te li porterò e nel mostrarteli chiameremo tua moglie, così anche lei vedrà e chissà che i miei lavoretti possano renderla più felice".

Il ricco padrone acconsentì perché gli sembrava una proposta simpatica e poi non sapeva perché ma il ragazzo gli dava fiducia. Passarono alcuni giorni ed il ricco padrone, non vedendolo arrivare chiamò i suoi genitori per sapere dove era il loro figlio e se aveva pensato a lui e a sua moglie. Mentre attendeva una risposta, ecco entrare Neden con un piccolo carretto tirato dal suo cagnolino Gigiù, tutto bianco, sembrava un batuffolo di cotone. Sopra quel carretto vi erano collocati vari contenitori di vetro, con dentro piccoli oggetti; il padrone, con un gesto di concretezza, esclamò:
- "Finalmente il mio piccolo claun, del sorriso, stavo in pensiero perché pensavo che non saresti più venuto, ma finalmente eccoti qua, fammi vedere ciò che hai".

Neden lo fermò con la piccola manina, e disse:
"Attendi che il mio pensiero ed il mio cuore mi diano il suggerimento su quale di questi lavori ti debba far vedere. Il padrone rimase sbalordito della sua fermezza nel parlare, quando ecco entro la moglie, e vide Neden con il suo carretto e il cagnolino tutto bianco. Li guardò quasi indispettita, non capendo cosa facessero lì, era buffo vedere ciò. Ma ad un tratto venne attratta dai contenitori che il carretto portava, così scese le scale del salone (era in quel momento di sopra, dove vi erano le camere) e guardò gli oggetti incuriosita.
Il primo vaso conteneva una piccola sedia fatta di canna di bambù.
Il secondo vaso conteneva il sole costruito con carta colorata.
Il terzo vaso conteneva un piccolo uomo con in mano una spiga di grano.
Il quarto vaso conteneva una piccola croce fatta con ramoscelli di nido di rondini.

La moglie del padrone osservò attentamente, e prese atto che erano meravigliosi. Li incuriosiva erano perfetti, piccoli ma perfetti, fatti proprio da mani piccole; quanta fantasia doveva avere questo, e così disse:
- "Mi dovresti insegnare a costruire questi oggetti farebbero passare la mia infelicità così potrei riprendere a gioire come una volta".

Il marito rimase sbigottito da tale affermazione, ma non aggiunse altro; poiché era la prima volta dopo tanti anni di speranza che uscivano dalla bocca di sua moglie queste parole, guardò Neden, e pensò un attimo inginocchiato vicino al suo cagnolino poi si alzò; sorrise, e inviò la ricca signora l’indomani mattina a fare una passeggiata con lui, così avrebbe visto come riusciva a costruire gli oggetti. La mattina seguente, la signora uscì da sola dalla grande casa e si diresse verso Neden, che l’attendeva poco distante a cavalcioni di un muretto di un piccolo ponte, sotto il quale passava una limpida acqua. Neden batte le mani all’arrivo della signora esclamando:
"Brava mia dolce signora hai accettato la mia proposta, ora vedrai come la natura stessa dà il suggerimento ma soprattutto ora vediamo di costruire con gli oggetti che ti hanno attratto, una piccola scena.

La sedia (fatta di canna di bambù)
Il sole (fatto di carta colorata)
L’uomo con la spiga nella mano
Una piccola croce (costruita con ramoscelli di nido di rondine)
"Tu mia dolce signora, saresti capace di mettere questi quattro oggetti in modo tale da creare una piccola scena?".

La signora pensò, pensò ma non riusciva a costruire niente. Neden gli disse di distendersi sul prato e guardare il cielo, pensando a come creare qualcosa con questi quattro oggetti la signora annuì, e prese a guardare il cielo; prima con uno sguardo distante e distratto, poi con qualche piccolo interesse. Neden la chiamò dicendole di pensare a cosa poteva esserci oltre quel cielo, oltre la terra, e di costruirsi la visione che la fantasia le suggeriva; la signora cominciò a pensare profondamente, pensava a quando era bambina, ai giochi innocenti che faceva e alla felicità che aveva dentro. In quel preciso istante cominciò a piangere; vide il figlio suo in cielo circondato da due angeli. Sempre rapita guardava e ascoltava le sue parole:
- "Mamma sii felice, prendi la vita con felicità; la ricchezza non ti offre nulla, non ti libera dall’infelicità. Guarda Neden, è povero ma felice, costruisci piccoli oggetti aiutata dal cielo perché dentro di lui ha il cielo, si lascia trasportare dall’amore che il suo cuore bambino sente, un bambino di Dio e mai diventerà grande, mamma impara da lui io dal Paradiso ti osservo e ti benedico. Mamma ascolta Neden, vedrai che sarai felice".  

La ricca signora vide scomparire il tutto, ma da questa visione scaturì un forte luce che invase il suo viso. Si alzò con le lacrime agli occhi, e disse a Neden:
- "Grazie fanciullo del Signore, non avrei mai creduto che il cielo potesse tanto! D’ora in poi la mia vita sarà dedicata alla ricerca della felicità; quella felicità che tu figlio mio, hai da quando sei nato. Ora, posso comporre la scena che tu mi hai proposto: L’uomo con la spiga di grano nelle mani è seduto sulla sedia, guarda il sole e vicino a lui c’è la croce".
Neden lodandola, aggiunse:
- "Sai anche dirmi il significato della scena che hai composto?"
La ricca signora rispose:
- "Penso di sì; l’uomo nella vita deve crescere guardando la luce, crescere costruendo la felicità che non si consuma e alla fine maturare come un spiga di grano. Nell’uomo ci deve essere la volontà di seguire il signore e che tutto questo ci costruisca nell’unico nido che è la croce.
- "Brava! Hai visto che il cielo ti ha aiutato, ora sai come io costruisco i miei piccoli lavori. Sono nato per costruire finché il cielo me lo dirà: io non mi consumo d’invidia, di possedere la ricchezza; queste sono cose che lasciano un’apparente felicità, ma dentro si rimane spoglio d’ogni valore di crescita. Cara signora, ognuno deve vedere il cielo e poi inginocchiarsi davanti alla croce costruendo la felicità propria; lei crescerà perché così è, e così deve essere.

La ricca signora guardò Neden piangendo di gioia; finalmente si sentiva viva interiormente e per di più, suo figlio le aveva dato coraggio e speranza. Non era sola, aveva suo marito, e non un figlio perso ma, in Paradiso, dove lei e il marito avrebbero fatto di tutto per arrivare.
Ritornata con Neden alla grande casa, il marito vedendola così scoppiò a piangere di gioia, la moglie gli raccontò tutto. I giorni passarono sempre più felici, ma soprattutto felici per Neden e la sua famiglia, sapendo che Iddio aveva operato un miracolo tramite il figlio della ricca signora.

Neden diventò adulto, compì numerosi miracoli con i suoi piccoli oggetti, ma soprattutto il suo cuore era avvolto dallo Spirito Santo.


 
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