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Gesù e la terra - LA PORTA DI LUCE

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Gesù e la terra


Nel mio giogo d’amore busso ai cuori delle nazioni, mi faccio portatore della vita eterna, la mia stessa vita.
Uomo figlio mio che occupi lo spazio sulla terra e come le formiche, numerosi occupate il suolo in cui io mi sono dato alla morte, per donare la vita che aspetta anche all’uomo, creatura plasmata dallo Spirito Santo che soffiò in quel dolce sussurro, in quell’attimo, l’amore si fece grande.
La terra, la mia terra, la terra che il Padre mio conformò nel suo amore e collocò in lei l’essere che nacque a sua immagine e somiglianza.
La mia parola non trova l’ostacolo nell’incredulità umana, io permetto che un cuore possa dimorare dentro di me, possa raccogliere il mio dono dove il mio aiuto plasma il frutto in tutte le sue difficoltà della vita. La mia luce non è uno specchio in cui l’uomo ci si può guardare, ma bensì è l’attrattiva del perdono dell’amore, in cui io lo chiamo per entrare in quel sentiero irto di difficoltà, ma immensamente bello in cui lungo il cammino si possano raccogliere i suoi frutti.

Non vi è tempesta che possa fermare un mio figlio, egli sa perfettamente che io sono lì a sostenerlo, e lui sa che tutto si consuma nella mia volontà, ogni atto viene passato nel mio cuore, il mio cuore consuma l’azione per poi soffrirne o esserne contento, l’umore mio vuole camminare assieme al fratello , la semplicità della vita fa si che tutto ciò possa sembrare indifferente al mondo, ma non per me che sono misericordioso.

Mi avvalgo dell’onnipotenza, prendendo per mano quel cuore che mi chiama, nel silenzio del mondo. Quando la Terra sta dormendo oppure sta consumando ogni sorta di vizio; io cammino verso quel cuore, lo stringo a me prendendone cura. Quel cuore deve sapere che mai qualcuno lo potrà strappare a me (se lui non voglia), sono il Cristo Gesù, sono il figlio di Dio, in questa grande opera del Padre Mio voglio essere solo colui che prende l’anima per collocarla dove lei desidera essere: in quel mondo infinito, dov’è la bellezza dei canti, la purezza delle anime, e il delicato muoversi alato degli angeli servitori. Tutto questo i popoli debbono sapere, debbono capire che c’è un solo Dio, quel Dio che bussa alla porta dei potenti, ognuno può comprendere che l’amore costruisce la base di quel mondo perfetto, quella convivenza tra fratelli in cui dimori l’amore di Dio, quell’anteprima in cui la vita possa assaporare la felicità ancora prima di entrare in lei tra i cieli dell’eternità.

 
 
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