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EMILY E LA CANDELA - LA PORTA DI LUCE

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EMILY E LA CANDELA


Freschezza di profumo esce da quella casa, non si sa il perché.
In mezzo al paese lei risplende di luce propria (molta gente si domandava come era possibile) una candida casetta, dove tutto cresce senza fatica, dove ogni cosa è messa al punto giusto. Ordinata tutto intorno, costruita di legno robusto e reso liscio da mani sicuramente del mestiere. Il suo tetto a forma di cuore con il camino a forma di rosa che sboccia, e il profumo che si sente attorno, ti fa pensare al Paradiso. La sera in questa casa, la luce si spegne per far posto ad una candela appoggiata sul tavolo (questo è ciò che si vede dall’esterno). Le persone che passano di lì, si domandano:
- "Perché, in quella casa non si fa uso di corrente elettrica e si accende la candela?".
- "Perché quella strana persona, che da un anno abita la casa non si fa mai vedere?"

Queste domande oramai tutti i giorni erano nei pensieri della gente. I giorni passavano, ed il piccolo paese continuava a vivere la sua vita normale, ma un bel mattino Gabriele, un bambino che giocava a palla nel cortile di casa, diede un calcio forte e la palla andò a cadere nel giardino della casa piena di luce e di profumi. Aveva paura di andarla a prendere (non aveva mai visto la donna), e chiamò la mamma, ma lei non c’era, preso coraggio, scavalcò la bassa recinzione e si diresse verso il pallone; con timore si avvicinò al pallone e vide che si era rotto un piccolo vaso di gardenie.
Preso ancora di più dal timore, agguantò il suo pallone e cominciò a correre, ma una voce dolce lo chiamò:
- "Gabriele, perché scappi? Hai paura? Ma di chi? Vieni nella casa di Emily, vieni qua, nessuno ti farà del male, non ti devi far perdonare di nulla: la gardenia rinascerà più bella che mai. Vieni Gabriele, ti aspetto".
Egli, si sentì tranquillo, si voltò, guardò alla porta e alla finestra vide un bellissimo volto di donna che gli sorrideva. Gabriele allungò il passo e salì senza timore i piccoli scalini, arrivò davanti all’uscio, bussò piano, piano continuando a sentire il profumo uscire da ogni angolo; era quasi inebriato ma rimaneva lì in attesa. La porta si aprì ed Emily invitò Gabriele ad entrare, il bambino sussultò imbarazzato ed entrò: vide sul tavolo una ciottola, un cucchiaio, un bicchiere e un’anfora d’acqua. Gabriele si stupì ancora di più, perché questi oggetti erano fatti di legno, si girò e vide la donna seduta vicino alla finestra vestita tutta di bianco, aveva i capelli biondi rame e gli occhi azzurri con sfumature blu. Gabriele guardò intorno per capire, e la donna si presentò a lui dicendogli di chiamarsi Emily, e di vivere in quella casa da sempre anche se la gente non l’aveva mai vista, poi con molta dolcezza gli disse di sedersi che gli doveva dire alcune cose, farlo partecipe di alcuni piccoli pensieri. Disse Emily:
- "Vedi Gabriele, la mia piccola casa è umile perché voglio vivere con il Signore, la mia casa non ha bisogno di luce per essere illuminata dall’uomo, mi basta questa candela, lei è l’occhio di Dio, e lui tramite questa mi dà la luce. Gli abitanti di questo paese vedono tanta luce intorno alla casa, ma non sanno il perché e non si pongono la domanda perché hanno il cuore chiuso. Vedi tutto ciò che l’onnipotente dona è luce e misericordia, niente si spegne di tutto ciò che è suo dono. Tu, caro Gabriele, sei qui con me perché il cielo lo desidera; su di te ha cominciato a lavorare per renderti sicuro nell’anima, e poi nella crescita, nella vita.
Potrà succedere che il diavolo ti tenti, ma ricorda quest’incontro e ciò che detto nel nome del Signore: se tu rimarrai con lui, sarai da grande ciò, se ti comporterai bene, avrai la possibilità di offrire l’amore agli altri nel nome suo. La candela è sempre accesa, simbolo di devozione d’amore e Iddio permette che non si consumi. Ricorda Gabriele: non mettere mai avanti le mani per fare da solo, ma sappi che solo amando Dio le tue mani possono fare ciò che desideri. Tu sei un bambino buono e così devi rimanere; devi sempre rompere ogni indugio verso di lui, deve esserti compagno fino alla morte; per diventare figlio di Dio si deve solo amare e farsi amare senza ricambio, devi rimanere ultimo per vedere quante persone ti hanno chiamato o cercato nell’amore che distribuirai. Vai, piccolo Gabriele, gioca nella tua innocente infanzia, ma sappi sempre che a fianco a te hai l’angelo custode, e lui ti è testimone di quest’incontro. Chiamalo, quando avrai bisogno ti risponderà, si chiama "HAAB" (voce della verità). Vai, corri spensierato, ma ricorda sempre e quando il tuo cuore ti parlerà accendi la candela e guarda in cielo da dove Dio ti guarda. Vai, esci a giocare non parlare con nessuno di quest’incontro: "È un segreto fra te e Dio".
Gabriele non aveva mai aperto bocca, guardò Emily, la bella signora, ed ella si alzò dalla sedia e lo baciò sulla fronte. Gabriele si destò da quell’incantesimo irreale guardò Emily e corse fuori, saltò la piccola recinzione e ritornò nel suo cortile a giocare a pallone.

Passarono gli anni e Gabriele divenne grande, si sposò con Maria, ebbe due figli che chiamò Raffaele e Michele, divenne un bravo dottore che curò e guarì, trovando nella sua ricerca cure per tanti malati. Era sempre ricercato, ma soprattutto per come riusciva a curare con l’amore.
I suoi figli dopo la sua morte, continuavano il mestiere perché la candela non si spegnesse mai.          
   


 
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