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Egli (Dio) abbassò i cieli e discese...(Salmo 18,10-11) - LA PORTA DI LUCE

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Egli (Dio) abbassò i cieli e discese...(Salmo 18,10-11)


Egli (Dio) abbassò i cieli e discese, avendo sotto i piedi una densa caligine. Cavalcava un cherubino e volava; volava veloce sulle ali del vento…..(Salmo 18,10-11)
 
In questo salmo di Davide, espressione di lode per la liberazione in cui si tratta del palesarsi di Dio, si ripropone il concetto che gli angeli annunciano o realizzano l’intervento divino e che sono, in sostanza, l’anello spirituale di congiunzione tra Dio e l’uomo. Essi infatti vengono definiti <<mediatori tra Dio e il mondo>>, considerati <<i segni che avvertono della presenza del sacro>> e formano il <<Trono di Dio>>.

Secondo la comune corrente iconografica e interpretativa, l’angelo si configura in un essere soprannaturale, in immagine corporea alata, di grande, giovanile bellezza che appartiene ad una classe intermedia tra Dio e l’uomo e della quale Dio si serve per annunciare la Sua volontà.

Gli ebrei furono i primi a dare un’idea più precisa degli angeli. Sulla base di elementi raccolti e assunti da precedenti teogonie dei popoli dell’Asia Minore, ne completarono l’immagine. Gli angeli diventarono allora i messaggeri celesti che circondavano Jahvé [il Dio Unico], formavano la sua Corte (la Corte del Re dei Cieli) ed erano i suoi guardiani, nonché i suoi messaggeri; assunsero la fisionomia di esseri spirituali di natura luminosa, che in cielo lodavano e salmodiavano Dio, e in terra guidavano gli uomini al Suo volere. Questa costante presenza dell’angelo nei rapporti con Dio e l’umanità si ritrova nell’immagine dell’Angelo Custode>>   

Nella Bibbia  e nei Vangeli, ad eccezione di un passo del Vangelo di Matteo (XVIII,10) dove si fa un vago riferimento: <<Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli perché vi dico che gli angeli loro, nei cieli, vedono continuamente la faccia del Padre mio  che è nei cieli>>

La figura di questo essere soprannaturale divise a lungo i dottori della Chiesa nel tentativo di chiarirne con precisione la concettualità, collaborazione iconologica, compiti, attributi e funzioni. Furono i primi i Benedettini, a farne oggetto di devozione, e da essi si estese e venne rapidamente accettata da tutti. In effetti il sconvolgimento interesse per questo etereo messaggero divino, mezzo di congiunzione spirituale tra l’uomo e il suo Dio, che dà il senso della sua costante presenza, vicino a noi e in noi, ha alimentato miti, leggende e narrazioni mistiche, creando una riserva emotiva che spesso ha prodotto fenomeni non spiegabili altro che con l’intervento divino, accettati con atto di fede, o come possibili manifestazioni paranormali.


 
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