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don Alberto R. Omelia - 26.03.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 26.03.2017



(IV" domenica di Quaresima A- Gv 9,1-42)             

don Alberto        

«Lo hai visto: è colui che parla con te...››    

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla  nascita, sputò per terra, fece del fango con la saliva,  spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a  lavarti nella piscina di Sìloe», che significa "Inviato". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.  
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché  era un mendicante, dicevano: «Non e lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?››_ Alcuni  dicevano: «E lui››; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia››, Ed egli diceva: «Sono io!››.  Condussero dal farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del  fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato  la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni  dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece  dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?››. E c'era dissenso tra loro.  Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?››. Egli  rispose: «È un profeta!».  
Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?››. E lo cacciarono fuori.  
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio del/'uomo?››.  Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?››. Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla  con te››. Ed egli disse: «Credo, Signore!», E si prostrò dinanzi a lui.  

L'itinerario quaresimale in queste domeniche ci porta a confrontarci con la Parola di Dio a partire da  alcuni elementi naturali fondamentali: domenica scorsa con il vangelo della Samaritana Gesù si  manifestava come "acqua di vita", oggi invece il vangelo ci parla della grandezza di Gesù attraverso  l'immagine della luce!  
La luce è il dono grande che il cieco nato riceve attraverso un miracolo e come tutti i gesti miracolosi  di Gesù esso spinge sempre ad una conversione dei cuori, sia da parte di chi riceve la guarigione ma  anche di chi assiste a questi avvenimenti; tuttavia nel caso della guarigione del cieco nato, le reazioni  dei personaggi che assistono all'avvenimento sono varie e contrastanti.        

La prima reazione riguarda coloro che osservano con curiosità la scena ma senza approfondire ciò  che accade; a queste persone non interessa sapere la causa della guarigione del cieco e nemmeno  l'identità di Gesù. Ai nostri giorni questo è l’atteggiamento di coloro che restano indifferenti nei  confronti del vangelo senza voler entrare in rapporto con Gesù, non ne sentono la necessità e non si  sentono attratti dalle parole del vangelo.    

Poi ci sono i farisei che si interrogano sull'accaduto ma il loro attaccamento ostinato alla legge  impedisce loro di aprirsi alla novità delle azioni e delle parole di Gesù. Ai nostri giorni questo è  l’atteggiamento di coloro che si interrogano ma non credono, sono spesso coloro che credono  solamente in ciò che è sperimentabile, guardano alla realtà senza coglierne la presenza di Dio, con la  preoccupazione a ciò che è immediato.   

Diversa invece è la reazione del cieco guarito; quest'uomo si trova spinto ad un itinerario di vera  conversione in cui dopo aver constatato la grandezza dell'azione di Gesù arriva ad abbandonarsi ad  una fede nuova che sboccia dentro di Lui come risposta ad un invito nuovo: "Tu credi nel Figlio  dell'uomo"?  

Ai nostri giorni è l’atteggiamento di coloro che si riconoscono destinatari del grande dono della fede  e con umiltà cercano di rendere testimonianza attraverso il loro vissuto.  Come vivere dunque il vangelo di oggi?  
Ripercorriamo come il cieco nato un'esperienza di fede sincera: lasciamoci guarire da Gesù, che può  e vuole donarci la luce di Dio! Confessiamo le nostre cecità, le nostre miopie, e il nostro orgoglio.  Sarà come tendere una mano a Colui che per noi vuole e spera ogni bene. Allora con la nostra libertà  e con il cuore rinnovato potremo rispondere anche noi dal profondo del cuore: Credo Signore!  

 
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