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don Alberto R. Omelia - 22.01.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 22.01.2017




don Alberto        
Don Alberto

"Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini.."


[Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad  abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftalì, perché si compisse ciò  che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,  sulla via del mare, oltre il Giordano,  Galilea delle gentil  Il popolo che abitava nelle tenebre  vide una grande luce,  per quelli che abitavano in regione e ombra di morte  una luce è sorta››. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: <<Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino››,]  
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo  fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò  pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due  fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro  padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo  seguirono.  
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno  e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. (|v|t4, 12-23)        

Gesù già all'inizio del proprio ministero incontra una situazione che dice pericolo e paura: Giovanni è  stato arrestato e c'è da aspettarsi che ora se la prenderanno con lui. Egli vive questo momento di  persecuzione annunciando l'arrivo del regno di Dio e chiamando alcuni amici a condividere da vicino  la sua missione tra gli uomini, il tutto preceduto da un appello fondamentale: Convertitevi!  Siamo chiamati a conversione: soprattutto quando le cose non vanno come vorremmo noi o quando  addirittura siamo minacciati di soffrire, la conversione è ricentrare la nostra attenzione e il nostro  cuore alle cose più essenziali, quelle che davvero sono importanti e che forse è da un po' di tempo  abbiamo accantonato correndo dietro a cose passeggere.  
Ma quale conversione Gesù ci chiede precisamente? Di che cosa si tratta?  
Lo possiamo comprendere guardando alla vicenda di due coppie di fratelli, tutti pescatori, tutti  impegnati nel proprio lavoro. La voce che li chiama è una voce diversa, promettente ed affascinante,  per questa voce che chiama vale la pena lasciare tutto: il lavoro, le reti, il padre e le barche per  camminare dietro Gesù; ecco dunque un gruppo di uomini convertiti, rinnovati perché hanno trovato  la loro strada, quella che li realizzerà li renderà felici.  
Dunque guardando ad Andrea, Pietro, Giovanni, Giacomo impariamo anche noi l'importanza di  seguire quella voce che chiama, che ci invita a considerare ancora una possibilità di felicità, di stare  bene tra noi. A patto però di essere anche noi a fianco di Gesù, di riconoscere quindi la sua chiamata  e di seguirla con coraggio.  
Si è sempre pensato che la chiamata di Dio riguardi solamente poche persone, destinate alla  consacrazione o comunque ad una vita spesa per la causa della Chiesa e invece c'è una chiamata  personale che arriva in un momento preciso della nostra vita e che dobbiamo stare attenti a cogliere.  Gesù chiama, chiama più volte per dirci che c'è ancora una strada di felicità e di realizzazione per noi,  anche quando a noi sembravano esaurite ormai tutte le possibilità. Noi abbiamo la possibilità di  riconoscerla questa chiamata senza confonderci con altre suggestioni, essa può arrivare in tanti modi  e in vari momenti e lì capiamo che Gesù ci invita a intraprendere un cammino che non era previsto!  Lasciamo anche noi le nostre reti, abbiamo il coraggio di staccarci per Dio da tutte quelle cose che ci  legano al quotidiano, non perché non siano buone, ma per essere sicuri di avere il cuore libero nei  confronti di Dio.  
Se cosi faremo chissà in quale strada Egli ci condurrà, sicuramente una strada entusiasmante, dove  potremo come i discepoli conoscere davvero Gesù, camminare umilmente al suo fianco e diventare  anche noi dei pescatori di uomini, gente cioè capace di indicare a chi ci sta davanti una via di bene,  quel bene che noi abbiamo trovato e sperimentato là dove Dio ci ha chiamati.  



 
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