var _gaq = _gaq || []; _gaq.push(['_setAccount', 'UA-33489517-1']); _gaq.push(['_trackPageview']); (function() { var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true; ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s); })(); >

don Alberto R. Omelia - 19.03.2017 - LA PORTA DI LUCE

Vai ai contenuti

Menu principale:

don Alberto R. Omelia - 19.03.2017


(III domenica dì Quaresima A - Gv 4,5-42)          

don Alberto Rimbano        

"
Dammi da bere!"

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar; vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a  Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era  circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli  erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da  bere a me, che sono una donna samaritana?››. I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.  Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere", tu avresti chiesto a lui ed egli  ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque  quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il  suo bestiame?››.        

Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più  sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darà diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna».  «Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere  acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito››_ Le dice Gesù: «Hai  detto bene: "lo non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il  vero».  Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite  che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».     

Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò  che non conoscete, noi adoriamo cio che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa -  in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio  è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».           

Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice  Gesù: «Sono io, che parlo con te».        

In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che  cosa cerchi?››, o: «Di che cosa parli con lei?››. La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente:  «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?››. Uscirono dalla città e  andavano da lui     

Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello  che ho fatto». E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più  credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi  abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo››.

Un dialogo appassionato quello tra Gesù e la samaritana! Questa donna arriva al pozzo verso mezzogiorno, orario  in cui la gente è chiusa nelle proprie case, forse per non farsi vedere, per nascondere la vergogna di una vita vissuta  nell'immoralità. Il suo incontro con Gesù la stupisce perché egli conosce la sua miseria, sa che ha avuto cinque  mariti e questo per lei è un peso che la tiene in catena, Gesù non solo non la condanna ma le rivela chi è: Egli è il  Messia atteso, colui che può dare un'acqua nuova cioè lo spirito Santo, acqua che  non si attinge dal pozzo ma addirittura da noi stessi che ne diventiamo una  sorgente che zampilla se lo vogliamo.  
L'immagine di quell'anfora dimenticata dice il cambiamento profondo in atto in lei  che ora non può trattenere questa gioia per sé e core a raccontare ciò che le è  capitato, diventa cioè discepola autentica dell'incontro con Gesù. Ci può aiutare  questo racconto a vivere più in profondità il nostro rapporto con Dio ricordandoci  che egli ci invita anzitutto a fare esperienza di lui e così essere pure noi discepoli.  Come per la samaritana Gesù ci invita all'ascolto delle sue parole per calarle nel  nostro vissuto, fare memoria e raccontare ciò che ci è capitato, ciò che abbiamo  visto. Se guardiamo bene al nostro vissuto, ci sono stati i momenti in cui Gesù ci ha  aperto gli occhi, attraverso il suo vangelo o la testimonianza di un amico o anche  attraverso un momento di prova. Facciamo memoria di questi momenti come  episodi di grazia che hanno attivato in noi una sorgente di energia di vita. Gesù ha  sete di questi incontri, ha sete di noi, della nostra conversione autentica, di  condurci come la Samaritana a fare un percorso di vita nella pienezza e nella verità.  


 
Torna ai contenuti | Torna al menu