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don Alberto R. Omelia - 15.10.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 15.10.2017


Domenica 15 ottobre 2017

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-14.


don Alberto       

"La festa é pronta; tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze"          
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con  parabole ai capi dei sacerdoti e ai farisei e  disse:  Il regno dei cieli é simile a un re, che fece  una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i  suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze,  mo questi non volevano venire.  
Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine:  Dite agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio  pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati  sono già uccisi e tutto é pronto; venite alle  nozze!". Ma quelli non se ne curarono e  andarono chi al proprio campo, chi ai propri  affari; altri poi presero i suoi servi, li  insultarono e Ii uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e  diede alle fiamme la Ioro città.  
Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze é pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai  crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi  radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e Ia sala delle nozze si riempi di commensali.  


Prima o poi tutti viviamo |’esperienza singolare, a volte unica, di maturare nel nostro cuore idee e  ispirazioni che ci riempiono di vita; illuminazioni che consideriamo talmente buone e giuste che ci  sentiamo spinti a comunicarle a chi incontriamo con la convinzione che ciò che per noi si rivela come  "bello", lo possa essere alla stessa maniera anche per i nostri amici.  
E’ la condizione in cui si trova il protagonista della breve parabola raccontata da GESU nel vangelo di  oggi, un re che desidera mettere a disposizione la propria dimora e le proprie ricchezze per una festa  a cui tutti possano partecipare, e poiché si tratta di una festa importante e bella sarà logico invitare  tutti e aspettarsi una larga partecipazione.  
II re invece deve fare i conti con l'inaspettato: Ia sua festa non interessa! Le sue motivazioni non sono  comprese!  
Si tratta chiaramente di una parabola che allude alla storia della salvezza: il re é l’immagine di Dio che  invita il popolo dell’alleanza a partecipare al Regno del Figlio suo Gesù, un regno che é gioia e  fraternità, un regno che può essere pensato come una grande festa. Un Regno che da molti é stato  rifiutato non avendo riconosciuto in Gesù il Figlio di Dio ma addirittura avendolo messo a morte.        

E’ saggio e pieno di speranza l’atteggiamento del re che conosce bene il valore di questa festa da lui  voluta, non cede alla rassegnazione ma comprende che la festa é destinata ad altri, a persone  apparentemente più lontane ma con il cuore pronto a ricevere un invito nuovo, sorprendente e bello,  un invito adatto a loro.  Queste persone sono tutti coloro che colgono nel loro profondo che Dio sta toccando il loro cuore e  decidono di rispondere di si, a loro modo, senza clamori, solamente accettando di farsi coinvolgere.  Su||’esempio del re della parabola anche noi siamo chiamati a saggiare le ispirazioni che Dio depone  nel nostro profondo e a "prendere il largo", spingerci verso i pifi lontani, coloro che agli occhi di tutti  sono considerarti indegni, ma che forse attendevano proprio gente come noi in grado di riaccendere  nel loro cuore una speranza nuova.        

Queste persone lontane potremmo essere anche noi ogni volta ci sentiamo toccati nel profondo a  percorrere un cammino che Dio ci indica, un cammino in cui a volte non comprendiamo tutto fino in  fondo, un cammino che può costare fatica e anche sofferenza, ma con Ia certezza che il re ci sta  chiamando alla sua festa, Dio ci invita ad una festa che é per noi, se accettiamo di essere i suoi  invitati e con il cuore gli rispondiamo SI!  


 
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