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don Alberto R. Omelia - 15.01.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 15.01.2017




Don Alberto

"E io ho visto e ho testimoniato…"


In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco I'agnello di Dia, colui che  toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a  me, perché era prima di me". lo non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché  egli fosse manifestato a Israele».  
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e  rimanere su di lui. lo non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare ne/l'acqua mi  disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza ne/lo Spirito Santo". E  io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». (Gv 1, 29-34)        

Ascoltando le parole di papa Francesco spesso ci si sente scaldare il cuore dai messaggi forti di  speranza che egli lancia per la chiesa e per l'umanità, parole che quasi naturalmente invitano ad un  rinnovato impegno ad essere testimoni del vangelo e della gioia che si sperimenta nell'incontrare  Gesù. Nell'esortazione Apostolica Evangelii Gaudium cosi si esprime papa Francesco:  
"Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. (...) Se qualcosa deve santamente  inquietarci e preoccupare la nostra coscienza è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e  la consolazione dell'amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un  orizzonte di senso e di vita." (Evangelii gaudium, n. 49)  
Potremmo chiederci se davvero la possediamo in noi questa "santa inquietudine" tale da sentirci  stimolati ad uscire, a parlare, a testimoniare, o se invece stiamo bene così e pensiamo che la  testimonianza del vangelo sia una cosa da preti o da fedeli convinti!  
A tal proposito il vangelo di questa domenica ci pone davanti l'esempio di un testimone d'eccezione:  Giovanni Battista!  
La scena è simile ad un passaggio di testimone tra due atleti; da una parte Giovanni si trova al  culmine del proprio ministero: quel Gesù che con forza aveva annunciato, a cui aveva preparato il  terreno, ora è davanti a lui ed egli lo riconosce per quel che realmente è: il Figlio di Dio venuto a  cambiare il corso della storia. Dall'altra parte c'è Gesù che dà inizio al proprio ministero proprio qui  nelle acque del Giordano, dopo aver ricevuto il battesimo da Giovanni e aver ricevuto in dono lo  Spirito Santo.  
La conclusione solenne del discorso di Giovanni esprime bene il senso della sua testimonianza: egli  non parla di un'idea, non fa riflessioni, ma dà testimonianza di un incontro, di un'esperienza viva in  cui Gesù gli si è rivelato nella sua verità in modo da non lasciare dubbi.        

Come può aiutarci nella nostra vita il vangelo di questa domenica?  Riflettiamo su un fatto importante: la nostra condizione non è molto differente a quella di Giovanni!  Se abbiamo incontrato anche una sola volta Gesù nella nostra vita, se lo abbiamo sentito vicino  attraverso le parole di un amico, o se siamo stati raggiunti dalla sua Parola, o se lo abbiamo  riconosciuto in una situazione gioiosa o triste della vita, siamo autorizzati ad essere suoi testimoni,  ad aprire varchi, a preparare il terreno perché Gesù possa passare ancora, farsi conoscere, illuminare  le menti e i cuori così come ha fatto Giovanni Battista. Potremo obiettare: "Giovanni ha visto faccia a  faccia Gesù, noi invece noi", oppure: "Giovanni aveva una fede grande, la nostra invece è incerta e  piena di dubbi!". Ebbene, non dobbiamo aspettare rivelazioni particolari per essere anche noi  testimoni, è sufficiente cominciare ad uscire da noi stessi, fare un primo passo verso chi ci è accanto  e nel timido tentativo di annunciare il vangelo ci ritroveremo noi stessi evangelizzati più di prima.  Questo è il segreto di sempre e la novità del vangelo:  Gesù si lascia trovare da coloro che lo cercano ma  anche da coloro che lo annunciano, allora essere  testimoni non sarà solamente un incarico, sarà il  nostro modo di incontrare Gesù di fare esperienza di  lui per poter dire come Giovanni: "E io ho visto e  testimoniato che questi è il Figlio di Dio".  

 
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