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don Alberto R. Omelia - 13.08.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 13.08.2017


(XIX domenica del tempo ordinario - anno A — Mt 14, 22-33)        

don Alberto        

"Coraggio, sono io.."  
Dopo che Ia folla ebbe mangiato, subito Gesù) costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo suII’altra  riva, finché non avesse congedato Ia folla. Congedata la folla, sali sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la  sera, egli se ne stava Iassù, da solo.  
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: iI vento infatti era contrario. Sul  finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli  furono sconvolti e dissero: <<E’ un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò Ioro dicendo:  <<Coraggio, sono io, non abbiate paura!».  
Pietro allora gli rispose: <<5ignore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse:  <<Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù). Ma, vedendo che il vento  era forte, s’impuri e, cominciando ad affondare, gridò: <<Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo  afferrò e gli disse: <<Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».  
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a Iui, dicendo:  <<Davvero tu sei Figlio di Dio!».  

Il brano di vangelo che viene ad incontrarci in questa domenica fa seguito ad un  episodio noto e molto significativo riportato al capitolo 14 del Vangelo di Matteo: Gesù  mostra la grandezza di Dio moltiplicando pochi pani e pochi pesci e sfamando una folla  numerosa che lo aveva seguito per ascoltare la sua parola. Quei pani e quei pesci  saranno per molti la conferma che il messaggio di Gesù é la mano di Dio tesa verso  l'umanità, proprio per questo la folla stupita ed entusiasta voleva proclamare Gesù re di  Israele. Egli invece compie un gesto singolare: si ritira sul monte a pregare, in solitudine;  e un atteggiamento che Gesù più volte assume, quello cioè di pregare in una solitudine  che non è tristezza ma riempita dal rapporto con il Padre suo. Tuttavia questo ritirarsi in  disparte assume qui un valore più forte perché avviene dopo un fatto eclatante, e come  se Gesù volesse riportare il tutto al]'essenziale, a ciò che ha più valore: mantenere un  rapporto saldo con Dio per fare bene la sua volontà. E questo il primo messaggio che  possiamo accogliere: ricaviamoci pure noi spazi di silenzio, lontani dal chiasso delle  strade e delle attività, un silenzio che ci aiuti a far parlare il nostro cuore e metterlo in  ascolto di una parola semplice e tenera, la Parola di Dio nostro Padre, l'unica che  davvero pub riempire e consolare.  
Poi i discepoli si trovano sulla barca e vedono arrivare Gesù in due modi diversi: prima  pensando che sia un fantasma, poi realizzando che e proprio lui e vedendolo camminare  nelle acque. Come gli apostoli e come Pietro siamo anche noi spesso precipitosi di  definire le cose, di conoscere ciò che vediamo davanti a noi, ma Gesù ci chiede una fede  paziente, che sappia davvero riconoscerlo, solo cosi potremmo fidarci e come Pietro  andare incontro a Lui.
La nostra fede poi può essere sincera solamente se diventa un'esperienza a due: io con  Gesù! Ogni Volta che mi faccio forte di ciò che sono, della mia esperienza di vita, delle  mie idee, della mia posizione, prima o poi la vita mi mette di fronte delle onde alte che  arrivano alla gola e come Pietro rischio di affondare. Se invece riconosco l'invito di Gesù  a mettere la mia vita, il mio tempo, le mie aspirazioni fianco a fianco a Lui ecco allora che  tutto cambia ed anche nei momenti bui c'e una mano tesa verso di me che mi afferra  per riportarmi in vita.  
Possiamo in questi giorni tornare ad  affidarci con più decisione a Gesù, sapendo  che Lui pub dare non solo un aiuto al nostro  cammino ma un senso nuovo, diverso,  profondo.  



 
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