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don Alberto R. Omelia - 12.02.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 12.02.2017




don Alberto        

"Ma io vi dico.."

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e  dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.  Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma  io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.  Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per  desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.  Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi  giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì" no, no"; il di più viene dal  Maligno». (VI° domenica del tempo ordinario A - Mt 5, 20-22a.27-28.33-34a,37)        

Ogni volta che siamo richiamati a comportamenti da evitare, a ciò che non si deve fare, proviamo dentro di  noi un senso di ribellione; vogliamo decidere unicamente da soli ciò he è bene e male, forti di ciò che  pensiamo, di ciò che abbiamo imparato dalla vita. Anche di fronte alla Scrittura che indica le azioni da evitare,  ci possiamo trovare in difficoltà, sentirci limitati nella nostra libertà. Per non parlare poi dei tanti NO che la  chiesa ha maturato nella sua bi-millenaria tradizione sulle questioni morali; punti di vista che oggi sono fonte  di contestazioni aperte ma anche di dialogo sincero.  
Quando i precetti che la Scrittura pone o che la chiesa indica non sono riempiti dell'amore evangelico  divengono veri e propri muri, a volte insormontabili, ma altre volte possono diventare delle piste di crescita  umana, da percorrere nella verità, in dialogo con Dio e con sé stessi.      

Il vangelo di questa domenica apre una prospettiva nuova per aiutarci a distinguere il bene e il male nelle  azioni, Gesù si presenta come colui che è venuto a dare compimento alla legge antica; una legge di  prescrizioni e di regole da osservare per essere sicuri di camminare dalla parte del bene. Non si mette contro  la legge ma al tempo stesso dichiara che c'è qualcosa di prezioso che supera la legge e che sta nel cuore  dell'uomo.  
Egli afferma che il comando di non uccidere riguarda gli antichi, di coloro cioè che non hanno ancora  riconosciuto in Gesù il Figlio di Dio. Ma per noi che abbiamo conosciuto la legge del vangelo il comando di  non uccidere va oltre: chiunque alimenta dentro di sé rabbie e rancori, è già omicida perché non ama! Non  amare qualcuno è togliergli vita; non amare è un lento morire.        
 
Gesù poi richiama alla purezza del cuore chiedendo di fare chiarezza su dove vogliamo orientare i nostri  desideri. Ogni volta guardiamo il corpo di una donna o di un uomo per desiderarlo pecchiamo contro la sua  persona, diventiamo adulteri nel senso originario di adulterare: falsificare, inquinare e impoverire la persona.  Così facendo pecchiamo non tanto contro la legge, ma contro la profondità e la dignità della persona, che è  icona di Dio.        

Inoltre per chi rimane nella verità sforzandosi di dire le cose come stanno, non c'è la necessità di giurare: il  cristiano deve vivere nella trasparenza che è anzitutto semplicità di parola e di mente.  Con questi detti Gesù attraversa una legge fatta di decreti con uno stile nuovo basato sull'amore al prossimo  e ne ricava degli insegnamenti che sono esigenti perché richiedono la conversione del cuore.  Così Egli vuole che lo seguiamo: vuole dei discepoli con il cuore puro, semplice e libero dal  peso dell'egoismo, ci chiede di entrare nell'intimo  di noi stessi per capire cosa c'è nel nostro cuore e  prendere il coraggio di liberarci da ciò che non ci  lascia nella pace.  Gesù non ci mette davanti precetti da osservare,  ma traguardi alti a cui puntare, ci mette davanti il  traguardo dell'amore vero, quello che lui ha  vissuto per primo, ed è questo da sempre l'ideale  cristiano che cambia l'esistenza a chi ha  riconosciuto Cristo e ha deciso di mettersi in  cammino con Lui.  

 
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