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don Alberto R. Omelia - 08.10.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 08.10.2017



Domenica 8 ottobre 2017
XXVII Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo (Mt 21,32-42)        

don Alberto

" C’ era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna.."  

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:  <<Ascoltate un’aItra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La  circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei  contadini e se ne andò Iontano.  Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma  i contadini presero i servi e uno lo  bastonarono, un altro Io uccisero, un altro lo Iapidarono. Mandò di  nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma Ii trartarono allo stesso modo.  Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto  il figlio, dissero tra Ioro: "Costui é l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi Ia sua eredità!". Lo presero, lo  cacciarono fuori dalla vigna e Io uccisero.  Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».  Gli risposero: <<Quei malvagi, li farà morire miseramente e  darà in afiitto la vigna ad altri contadini, che gli  consegneranno i frutti a suo tempo».  Gesù disse loro: <<Non avete mai letto nelle Scritture:  "La pietra che i costruttori hanno scartato  é diventata la pietra d’angolo;  questo é stato fatto dal Signore  ed é una meraviglia ai nostri occhi"?  Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato  a un popolo che ne produce i frutti».  

Anche nel vangelo di questa domenica siamo invitati a meditare una parabola di GBSU che utilizza l’immagine della vigna, figura conveniente per descrivere il Regno di Dio, quel Regno che egli ha voluto costruire insieme agli uomini, dapprima scegliendo un popolo e facendo con loro un patto di Alleanza, poi inviando suo Figlio a rivelare definitivamente l’immagine di un Dio che ama e soffre per ogni uomo.
Viene in rilievo attraverso questa immagine la bontà dell’Opera creatrice di Dio: Egli crea il mondo con tutto ciò che serve perché possa progredire e crescere correttamente, secondo una logica di bene, in poche parole per essere il luogo dove l'amore si diffonde tra gli uomini. Proprio per questo Dio non solo crea il mondo, ma se ne prende cura, dispone bene le cose e le consegna all’uomo perché di lui ha fiducia.
La parabola tuttavia lascia intendere che l'uomo, forte della propria liberta non ha saputo sempre comprendere e corrispondere a questo disegno divino: i contadini sono quelle persone che pur appartenendo al popolo dell’AIIeanza, lungo la storia hanno rifiutato i profeti cioè i messaggeri di Dio, quelle persone scelte e costituite da Dio per parlare e guidare il popolo eletto, coloro che nella parabola sono rappresentati dai servi. Ma il rifiuto pm grave é soprattutto per coloro che non hanno riconosciuto GESU e lo hanno messo a morte; a questi GESU rivela che il Regno di Dio é ad una svolta!
Verrà consegnato e custodito da altri, da coloro che accoglieranno GESU, quell’uomo che agli occhi di molti é sembrato un perdente e che invece ha aperto una strada di salvezza per tutti in particolare per i più lontani.

Come vivere dunque le parole del vangelo di oggi?  Sentiamoci interpellati a lavorare per il regno di Dio! E’ un Regno che Dio fa crescere con il suo amore  e che a noi é affidato per essere custodito e diffuso.  Dio si fida di noi, Dio si fida di me, sa che posso fare della mia vita un capolavoro di amore e cosi il  Regno sarà una realtà presente e viva per me e per quanti avvicinerò. Concretamente questo  significa cambiare lo sguardo, vedere negli avvenimenti buoni e difficili che ci capitano, una  possibilità concrete di vivere il vangelo, vedere nelle persone che incontriamo dei candidati al Regno  di Dio che forse aspettano proprio un incontro, una parola nuova per rendersi conto di essere amati,  di essere nei pensieri di Dio. Significa soprattutto decidersi ad abbracciare la logica del vangelo che  Gesù per primo ci ha dimostrato amando gratuitamente fino a dare la vita.  don Alberto        


 
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