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don Alberto R. Omelia - 08.01.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 08.01.2017

 


Domenica 8 gennaio – "Battesimo del Signore"
Don Alberto

"…tu vieni da me?"

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per ƒarsi battezzare da lui.  Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu  vieni da me?››. Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni  giustizía››. Allora egli lo lasciò ƒare.  Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio  discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il  Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento», (Mt 3,13-17)

A conclusione del tempo di Natale il vangelo di questa domenica ci narra l'episodio del battesimo di  Gesù sul fiume Giordano per opera di Giovanni Battista. Si tratta di un "evento di manifestazione", in  continuità con le manifestazioni che sono avvenute nei pressi della grotta di Betlemme; tuttavia se a  Betlemme sono stati gli angeli a condurre i pastori ed è stata la stella a guidare i magi per  contemplare la gloria di Gesù, ora è la voce stessa del Padre che indica agli uomini la presenza nel  mondo del suo Figlio!
Inizia cosi la vita pubblica di Gesù di Nazareth, con un gesto singolare che prefigura il senso della sua  missione: egli compie un pellegrinaggio dalla Galilea tino al fiume Giordano nel territorio della  Giudea per ricevere da Giovanni Battista un battesimo di conversione mediante l'acqua.  Si trattava di un battesimo che prevedeva la confessione delle proprie colpe e la volontà di deporre la  vita passata per essere rinnovati ad una vita nuova.  Potremmo chiederci: Che bisogno aveva Gesù di un tale battesimo? Quali peccati e quali colpe  doveva rinnegare?
Probabilmente sono questi gli interrogativi che hanno attraversato la mente di Giovanni che vedendo  arrivare Gesù verso di sé e comprendendo la grandezza di quest'uomo a cui egli non è degno  nemmeno di sciogliere i lacci dei sandali si rivolge così a Gesù: "Tu vieni da me?"  Gesù chiede di lasciar fare perché ciò che sta accadendo diventerà chiaro solo alla fine, alla luce  dell'intera sua vicenda, della sua croce e risurrezione: Egli in tal modo dà inizio alla sua vita pubblica  prendendo il posto dei peccatori; accettando di essere battezzato Gesù dichiara la sua accettazione  piena alla volontà di Dio ed entra in piena solidarietà con gli uomini che si sono resi colpevoli ma  tendono verso la giustizia; il battesimo al Giordano diventa un' anticipazione della morte in croce in  cui Gesù si fa carico dei peccati dell'umanità.

Come vivere dunque queste parole che il vangelo ci dona?  Il vangelo porta con sé un messaggio che è polo di attrazione per ogni Figlio di Dio, pertanto con il  battesimo di Gesù si apre una via che è accessibile a tutti, una via che manifesta un Dio che apre un  varco per rendersi vicino a tutti gli uomini per dimostrare di volerne condividere pienamente la vita.  Se abbiamo ricevuto il dono del battesimo siamo invitati a comprenderne la stretta relazione che c'è  con il battesimo di Gesù: i cieli che si aprirono al Giordano sono il segno che Gesù ci ha aperto una  strada di salvezza nella quale siamo incamminati anche noi, una strada che possiamo percorre  proprio perché con il nostro battesimo siamo stati rigenerati "in acqua e spirito" e siamo uniti alla  famiglia dei figli di Dio dentro alla Chiesa. Siamo pertanto destinatari di un dono di grazia che Dio ci  fa; esso come tutti i doni di Dio è da amministrare e trafficare per il bene dei nostri fratelli ed è quindi  una responsabilità che ci vene affidata.
Vivere da battezzati significa rinnovare  continuamente il nostro proposito di seguire  Gesù, significa sentire rivolte a noi le parole  del Padre: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in  lui ho posto il mio compiacimento".


 
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