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don Alberto R. Omelia - 07.05.2017 - LA PORTA DI LUCE

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don Alberto R. Omelia - 07.05.2017

don Alberto Rimbano



(IVdomenica di pasqua A - Gv 10,1-10)        

don Alberto               

"entrerà e uscirà e troverà pascolo... "  In quel tempo, Gesù disse:  «in verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'a/tra  parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.  
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome,  e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore  lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via  da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».  
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.  
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti  coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. lo sono  la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.  
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e  l'abbiano in abbondanza».

In questa domenica il vangelo ci offre un'immagine meravigliosa che con semplicità Gesù utilizza per  annunciare il significato della sua missione tra noi; Egli è anzitutto il pastore buono e sicuro che si  rivolge all'umanità come a pecore perché lo ascoltino e lo seguano, attratte dalla sua voce, una voce  che infonde sicurezza. E allora finché questa voce continua ad essere presente non importa quanto ci  si deve allontanare per giungere al pascolo, si potranno percorrere strade nuove e sconosciute, con  la certezza di essere guidati.  
Quest'immagine si regge su due verbi importanti: ascoltare e seguire, ed è proprio quello che siamo  invitati a fare nei confronti di Gesù.  
Ascoltare la sua voce che ci parla e ci chiama in molti modi: attraverso un incontro sincero con un  fratello, attraverso le circostanze della vita, attraverso il nostro cuore.  Avere poi il coraggio di seguire Gesù, là dove ci sentiamo chiamati a operare affinché ciò che  facciamo sia più possibile una testimonianza concreta dell'amore di Dio per noi.        

Gesù poi prosegue il discorso anche attraverso l'immagine della "porta": è Lui quella porta che ci  garantisce verdi pascoli, che garantisce una vita in abbondanza, non solo una vita necessaria per  sopravvivere e tirare avanti in qualche modo, ma una vita ricca che sa trovare negli avvenimenti  buoni ma anche in quelli tristi, delle strade dove incontrare la grazia di Dio per camminare sicuri,  senza la paura di perdersi tra le preoccupazioni e le ansie che a volte ci assillano.  
Troviamo così raffigurata in questa immagine la Chiesa che Dio vuole dove si entra dalla porta  principale che è Cristo: essa non è un recinto chiuso e inaccessibile ma un luogo dove si entra perché  ci si sente chiamati a stare con Gesù e non si teme di spingersi in uscita per trovare pascolo verso le  periferie.

Come vivere dunque il vangelo di questo mese?  Pensiamo a Gesù come a quel pastore che ci chiama per nome, sforziamoci di comprendere il suono  della sua voce distinguendolo tra le tante attività che facciamo. Non sarà una voce chiassosa, sarà  una voce che con semplicità ci invita a scegliere i momenti per stare con Lui, momenti preziosi che  possono cambiare la nostra giornata e la nostra settimana.  Se ci alleneremo ad ascoltare questa voce faremo l'esperienza reale di non sentirci fermi ma condotti  a scoprire meglio noi stessi, a conoscere persone nuove, ci troveremo in strade che noi non avremmo  mai pensato ma che Dio ci apre perché noi le percorriamo dietro  a Lui con convinzione, senza paura      


Omelia del 07.05.2017
 
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