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Dizionario angelologico - LA PORTA DI LUCE

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Dizionario angelologico


ANGELIOCALE: Angelico.
ANGELICARE: Rendere angelico, spiritualizzare.
ANGELICARSI: Farsi angelico, spiritualizzarsi.
ANGELICITÀ: Qualità intrinseca dell’Angelo. L’essere angelico. Usato specialmente nel significato di bellezza spirituale, purezza innocenza.
ANGELICO: Propri degli angeli (Schiere angeliche, Cori angelici, Apparizione angeliche ecc.).
ANGELO: (Dal greco àgghelos=nunzio, messaggero. Termine usato dagli antichi traduttori greci dell’Antico Testamento per rendere l’ebraico mal’ak=messaggero, ministro. La parola si trasformò in seguito in àngelos=angelo, nell’accezione attuale). Essere sovrumano appartenente ad una classe ad una classe intermedia tra l’uomo e Dio e del quale questo si serve per annunziare agli uomini la sua volontà.
La religione ebraica conferisce agli Angeli una più precisa fisionomia di essere spirituali di natura luminosa, che circondavano il Dio unico Jahvé, erano suoi messaggeri e suoi ministri, numerosi come le stelle, che in cielo salmodiavano e lodavano Dio e in terra guidavano gli uomini ai voleri divini. Sono divisi in <<Triadi>> di ordini (o cori) secondo una gerarchia angelica (o celeste).
ANGELOTRIA: Il culto degli Angeli
ANGELOLOGIA: Settore della Teologia che studia la dottrina relativa agli Angeli.
APPARIZIONI ANGELICHE: Nella storia Sacra e nelle leggende e tradizioni viene spesso accennato ad apparizioni di natura mistica. Tra queste vi sono anche quelle degli Angeli. La più nota è quella dell’Arcangelo Gabriele, che annuncia a Maria Vergine che sarà la madre del Messia. Sempre di Gabriele, le Sacre Scritture riportano le due apparizioni al profeta Daniele e l’apparizione a Zaccaria, al quale preannuncia la nascita del figlio Giovanni Battista. Dal VI all’VIII secolo si segnalano diverse apparizioni dell’Arcangelo Michele, che hanno dato nome a varie località tra le quali, per esempio, la nota Mont Saint Michel in Francia. Apparizione legata ad una nostra leggenda mistica, invece, risale al 1500, quando si diffuse in Roma un’epidemia di peste: molte furono le manifestazioni di devozione religiosa affinché il flagello cessasse; lo stesso Pontefice Gregorio Magno decise di condurre una processione per invocare il ritorno alla normalità. Si dice che, mentre la testa del pio corteo percorreva le vie di Roma, e passò dinanzi alla Mole Adriana, sulla sommità di questa apparve l’Arcangelo Michele. Pare che la pestilenza cessasse di lì a poco e, da allora, la Mole Adriana assunse il nome di Castel Sant’Angelo. Anche l’Arcangelo Raffaele è apparso più volte; particolare rilievo hanno le sue apparizioni a Sara e a Tobia.
ARCANGELO: Ordine superiore di angeli. È il secondo ordine (o Coro) della <<Triade>> più alta insieme agli Angeli e ai Principati. Michele, Gabriele, Raffaele sono i tre Arcangeli rammentati nelle Sacre Scritture. (La parola deriva dal greco: archòs=capo, guida e àngelos=angelo).
CHERUBINO: Nell’Antico Testamento i Cherubini sono spiriti angelici, ministri di Dio, del quale manifestano la presenza e la potenza e del quale eseguono i voleri. Nella Genesi (III,24) un Cherubino con la spada fiammeggiante e roteante è posto è posto a guardia del Paradiso Terrestre dopo la cacciata di Eva e Adamo. Presso gli vi era un rigoroso divieto verso le immagini sacre e l’unica raffigurazione consentita fu quella del Cherubino, di cui vennero foggiate in oro battuto due figure, che con le ali distese coprivano il <<propiziatorio>>dell’Arca dell’Alleanza (la lastra d’oro fissata al coperchio dell’Arca dell’Alleanza, considerata il trono di Dio), a simboleggiarvi la presenza invisibile di Dio. I Cherubini sono al secondo ordine della loro <<Triade>>, della quale fan parte i Serafini e Troni secondo la Gerarchia Angelica o Celeste di Dionigi Areopagita Pseudo; gerarchia che fu seguita anche da Dante nel suo Paradiso.
CORO: Stesso significato di <<ordine>>.
DEMONIO:  Vedi – Diavolo.
DIAVOLO: Termine con il quale la più antica versione greca dei <<settanta>> traduce dall’Antico Testamento la parola ebraica Satan, con la quale viene indicato <<l’avversario dei servi di Dio>>, il capo degli Angeli ribelli precipitò dal Cielo all’Inferno, divenuto così principe del male che, con il suo esercito di diavoli, formato dagli Angeli suoi seguaci e con lui precipitati, tenta costantemente con ogni mezzo di allontanare l’uomo da Dio.
DIONIGI AREOPAGITA Pseudo: Sotto questa denominazione viene designata, insieme a molte altre, l’opera De caelesti Hierarchia, che la critica ha esaurientemente dimostrato essere falsamente attribuita a Dionigi Areopagita Ateniese dl primo secolo convertito al Cristianesimo dall’apostolo San Paolo (Atti degli Apostoli-XVII, 34) e che la tradizione vuole che fosse poi martirizzato in Atene stessa.
Nella De caelesti Hierarchia è esposta tutta la distribuzione delle nature angeliche, che vengono divise in tre Triadi di ordini o cori. Tale suddivisione è stata avvallata ed accettata dalla Chiesa.


 
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