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AVE, O PIENA DI GRAZIA - LA PORTA DI LUCE

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AVE, O PIENA DI GRAZIA


Dalla liturgia bizantina
Inno Akatistos alla Madre di Dio (7° secolo)


Dal cielo un eminente arcangelo è stato mandato a dire alla Madre di Dio: "Rallegrati!" E vedendo te, Signore, prendere carne al suono della  sua voce, esclamò il suo stupore e il suo rapimento:
Ave, per te la gioia risplende,
Ave, per te il dolore s'estingue,
Ave, salvezza di Adamo caduto,
Ave, riscatto del pianto di Eva.
Ave, tu vetta sublime a umano intelletto,
Ave, tu abisso profondo agli occhi degli angeli,
Ave, in te fu elevato il trono del Re,
Ave, tu porti colui che il tutto sostiene.
Ave, o stella che il sole precorri,
Ave, o grembo del Dio che s'incarna,
Ave, per te si rinnova il creato,
Ave, per te il Creatore è Bambino.
Ave, Vergine e Sposa.
La Tutta-pura, conoscendo il suo stato verginale, rispose  all'angelo Gabriele con fiducia: "Quale strana meraviglia la tua parola! Sembra incomprensibile alla mia anima; come potrei concepire senza seme, per partorire come dici?" Alleluia, alleluia, alleluia!

Per capire questo mistero ignoto, la Vergine si rivolge al servo di Dio e chiede come, nelle sue caste viscere, un figlio potrebbe essere concepito. Pieno di rispetto, l'angelo l'acclama:
Ave, tu guida al superno consiglio,
Ave, tu prova d'arcano mistero,
Ave, tu il primo prodigio di Cristo,
Ave, compendio di sue verità.
Ave, o scala celeste che scese l'Eterno,
Ave, o ponte che porti gli uomini al cielo,
Ave, dai cori degli angeli cantato stupore,
Ave, dall'orde dei demoni esecrato flagello.
Ave, la luce ineffabile hai dato,
Ave, tu il "modo" a nessuno hai svelato,
Ave, la scienza dei dottori trascendi,
Ave, al cuor dei credenti risplendi.
Ave, Vergine e Sposa.

La potenza dell'Altissimo stese allora la sua ombra sulla Vergine per portarla a concepire. E il suo seno fecondato divenne un giardino delizioso per coloro che vogliono mietervi la salvezza cantando: "Alleluia, alleluia, alleluia!"

 
 
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