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ANGELI E SIMBOLI - LA PORTA DI LUCE

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ANGELI E SIMBOLI


La creazione angelica sarebbe anteriore a quella umana per cui, a causa della cosiddetta caduta degli angeli, Eva sarebbe stata indotta alla disubbidienza dalla malvagità di uno di essi. Degli angeli si dice che siano un numero incalcolabile (Apocalisse, 5,11). <<l’antico dei giorni>> - cioè l’eterno Padre, nel suo trono di fiamme di fuoco ardente ne aveva attorno <<migliaia di migliaia che lo servivano e diecimila volte centomila stavano davanti a lui>>.
Lo Pseudo-Dionigi (Opere complete, Parigi, 1925) aggiunge che<<il numero delle legioni celesti fuoriesce per noi da qualunque misura>>, tantoché <<la moltitudine di tali armate sorpassa l’ordine ristretto dei nostri sistemi di numerazione materiale>>.  

GERARCHIA DEGLI ANGELI

Secondo Dionigi l’Areopagita la ripartizione angelica nella tradizione cristiana sarebbe ternaria e disposta in tre triadi. Iniziando dalla più elevata spiritualmente si avrebbe quella che comprende <<i Serafini, i Cherubini e i Troni>>. Seguirebbe la seconda con <<Dominazioni, Potenze e Potestà>> ed infine la terza con <<Principati, Arcangeli ed Angeli>>, ma sarebbero uniti direttamente a Dio soltanto i componenti la prima triade. Il termine <<Serafini>> significa <<quelli che ardono>> attorno a Dio; i <<Cherubini>> che  sarebbero <<coloro che diffondono la sapienza, mentre i <<Troni>> avrebbero un perfetto distacco dalla terra>>.   
Qualità del primo ordine angelico sarebbe purezza, illuminazione e iniziazione ai misteri divini. Nel secondo, le <<Dominazioni>>figurerebbero <<libere da ogni apprensione>>, le Potenze sarebbero al <<servizio di Dio>> e le <<Potestà>> avrebbero il <<dominio sui nemici>>.
Nel terzo, i <<Principati>> eserciterebbero la funzione di guide aiutati dagli <<Arcangeli>>, mentre agli angeli sarebbe affidata la cura di noi uomini. In quanto al problema della illuminazione relativa alle tre triadi o disposizioni, essa procederebbe in ordine della prima verso le altre.



Qualità e natura angelica

La natura di queste creature divine è variamente intesa a seconda delle loro categorie, dei culti e delle mitologie. Forniti di essenza immateriale, non hanno né forma né struttura; essendo puri spiriti, non possono <<rivestire degli uomini che le apparenze>>. Esiste poi una vetusta interpretazione iconograficamente diffusa che vuole soprattutto i Serafini ed i Cherubini forniti di sei ali, indicanti elevatezza spirituale, soprannaturalità e forte tendenza attrattiva verso Dio; ali che ha volte lasciano intravvedere appena piede e volto. Essi erano così rappresentati per incutere timore e rispetto e per sottrarre la loro visione ai fedeli.



 
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