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9 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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9 Novembre


LE PENE DEL PURGATORIO



La Chiesa, così cauta nel parlarne dice solo che i Defunti soffrono in Purgatorio; ma non dice quanto soffrono. Però il buon senso, i teologi e le rivelazioni delle stesse anime del Purgatorio ci fanno sapere che i defunti devono immensamente soffrire.
Devono immensamente soffrire, perché sulla terra coi loro peccati offesero Dio. Ecco il motivo delle loro grandi sofferenze. Offesero Dio. Ma, se per Divina Misericordia la pena non è infinita nella sua durata, come avviene per i dannati, deve essere quasi infinita nella sua intensità. Gravissime sono le offese, che i defunti recano a Dio coi loro peccati, e per conseguenza gravissime devono essere le loro pene.   

Ascoltiamo ciò che dice San Bernardino da Siena: <<le pene del Purgatorio non solo superano quelle di tutti i martiri, ma anche i dolori sofferti da Gesù nella sua passi0ne e morte>>. San Tommaso ci ricorda; <<la più piccola pena del Purgatorio sorpassa le più grandi pene della terra». San Cirillo di Gerusalemme: <<non vi è differenza fra i tormenti, che patiscono i dannati nell’Inferno, e quelli che soffrono i defunti in Purgatorio. L'unica differenza sta solo nella durata.  

Ma noi, che facciamo per i trapassati ? Ah noi, che siamo così sensibili davanti alle umane sventure; noi che metteremmo a repentaglio la vita per salvare da un incendio un povero infelice, facciamo tutto il possibile per le anime dei trapassati. Pensiamo che in Purgatorio si possono trovare anche i nostri parenti e i nostri amici. E, se rimaniamo indifferenti davanti a chi tanto soffre e ci appartiene per i vincoli del sangue e dell'affetto, daremmo prova di durezza di cuore e di vera ingratitudine.  

ESEMPIO: Un’ora sembra un anno.
Un giorno un pio fraticello, colpito da una grave malattia, fu costretto a rimanere a letto per lungo tempo. Stanco del continuo patire, spesso esclamava sospirando: <<mio Dio, fatemi piuttosto morire, che tenermi inchiodato su questo letto!». Una notte gli apparve un Angelo e gli propose la scelta o di morire e rimanere tre giorni in Purgatorio, o di continuare a vivere e a soffrire ancora per un anno nel suo letto. Il pio fraticello preferì morire. Non era trascorsa che un'ora dalla sua morte, quando gli apparve l’Angelo in Purgatorio per confortarlo nelle sue pene. I1 fraticello, al rivedere il Messaggero celeste, subito esclamò: <<Angelo di Dio, mi avevate promesso di farmi rimanere in Purgatorio appena tre giorni; e invece, eccomi qui a penare da lunghi anni!». L’Angelo gli rispose: <<No, anima dolente; voi vi trovate qui appena da un’ora. Per le vostre sofferenze un’ora vi sembra un anno; un anno vi sembra un secolo>>. Il defunto, sospirando, riprese: <<Ohimé, quanto fui stolto nella scelta! O Angelo di Dio, pregate il Signore che mi faccia tornare sulla terra! Preferisco soffrire dieci anni di penosa malattia, che essere un’ora in Purgatorio>>.
(
Annali dei Frati Minori, anno l285)  

PREGHIERA: E Tu, gran Dio, mira pietoso le anime, che tanto penano in Purgatorio! Pietà di esse! Sono creature tue; sono le spose del tuo Gesù; sono delle mistiche colombe, che un dì, trasvolando per i cieli, canteranno a Te inni di amore. Manda in Purgatorio i tuoi Angeli a confortare chi tanto soffre; a liberare e a condurre in Cielo le anime da Te create e redente; e più bella, e più grande sarà la tua gloria.   

SUFFRAGIO: Recitiamo più volte al giorno la giaculatoria: <<O Signore Gesù Cristo, concedi loro l’eterno riposo>> e applichiamone le indulgenze alle Anime che in terra dissero male del Papa e dei sacri ministri.  


 
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