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8 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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8 Novembre


COSA FANNO IN PURGATORIO?



Innanzi tutte i morti scontano in Purgatorio i loro peccati. Chiunque si macchia di colpe, me deve pagare il debito. Lo vuole la giustizia di Dio la quale da a ciascuno il suo, premiando i buoni e punendo i cattivi. Lo vuole la giustizia umana, che ha il dovere di colpire i malvagi, sia per farli emendare, sia per dare una lezione agli altri. <<Chiunque commette un'ingiustizia>>, dice Platone, <<va volontariamente incontro all'espiazione>>, quasi per punire la sua stoltezza, che lo ha spinto al male. Santa Francesca Romana dice che, per un solo peccato mortale, si resta in Purgatorio sette anni. Santa Maria Maddalena dei Pazzi ci fa sapere che una suora, per tre peccati veniali, fu condannata a 16 giorni di Purgatorio.  

Le anime del Purgatorio sono anime rassegnate al divino volere. Esse, rivolte verso il cielo, dicono sempre: <<Signore, sia fatta la tua volontà!>>. Sono anime pazienti, non si lamentano mai delle pene che soffrono. Simili a Gesù, portano con rassegnazione la loro pesantissima croce. Le anime del Purgatorio si rallegrano del bene altrui. Quando vedono che le loro compagne ricevono dei suffragi o vengono liberate dal Purgatorio, provano una gioia da non potersi descrivere.  

I defunti pregano in Purgatorio. E questo dovremmo fare anche noi. Dovremmo portare con rassegnazione la croce, in sconto dei nostri peccati; pensare a purificare e ad abbellire l’anima nostra nel dolore, e con la pratica delle cristiane virtù, e vivere di preghiere e di canti. Questo fecero i Santi; e questo dobbiamo cercare di fare anche noi. E, avendo considerato cosa fanno i morti in Purgatorio, coi nostri suffragi facciamo si che essi al più presto paghino i loro debiti alla divina Giustizia; al più presto si purifichino e diventino degni del Cielo; e mutino i loro flebili canti in inni di giubilo e sconfinata letizia.    

ESEMPIO: Non rubare.
Quanti defunti, che in vita si approfittarono della roba altrui soffrono pene terribili in Purgatorio e vorrebbero riparare il male fatto. Racconta il padre Rossignoli che un giorno un religioso, chiamato Agostino d’Espilloza, devoto delle anime del Purgatorio mentre se ne stava in orazione nell’orticello del suo convento, gli apparve l’ombra di un ricco signore, a lui ben noto, il quale così gli disse: <<Padre, vengo da voi per un favore. Vorrei che consegnaste questo denaro alle persone da me defraudate. In vita sono stato un grande usuraio e ora, se non riparo il male fatto sono costretto a soffrire molto in Purgatorio». Il religioso gli promise di sì. Il defunto allora gli consegno una borsa e un biglietto: e gli disse: <<restituite questo denaro alle persone da me derubate. I loro nomi sono indicati in questo biglietto>>. Così dicendo disparve. Il religioso si affrettò a fare quanto gli aveva detto il defunto. Questi poco dopo gli apparve di nuovo; lo ringraziò, e gli disse che per aver restituito il denaro male acquistato, era stato liberato dalle pene del Purgatorio. Quanti cristiani, che si approfittano della roba altrui, rubando o defraudando il prossimo, un giorno sperimenteranno i rigori della divina Giustizia!
(
Rossignoli, Le Meraviglie del Purgatorio, mer. 94)  


PREGHIERE: O Dio, fa’ che noi coi nostri suffragi veniamo in soccorso delle benedette anime del Purgatorio! Noi vogliamo liberarle dal carcere in cui piangono e sospirano. Sono anime a Te tanto care; sono anime che Gesù ha redento col suo preziosissimo Sangue. Fa' che con le preghiere e con altri mezzi, che sono nelle nostre mani, le anime dei fedeli defunti scontino, le loro colpe; e al più presto passino dal pianto al riso, dall’esilio alla patria, dalle tenebre del Purgatorio alla luce sfavillante dei cieli.

SUFFRAGIO: Recitiamo la corona dei cento requiem, in suffragio di quelle anime che forse fanno il purgatorio in casa nostra.


 
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