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6 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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6 Novembre


IL PURGATORI0 ESISTE


La Bibbia ci parla di offerte, che gli antichi Ebrei facevamo sulle tombe, e di sacrifici che compivano nel tempio per i defunti. Giuda Maccabeo, capitano delle truppe ebree, dopo una sanguinosa battaglia, raccolse tra i soldati superstiti una somma di denaro, e la spedì a Gerusalemme perché si offrissero sacrifici per i caduti in battaglia; poiché <<é cosa santa e salutare>>, conclude il Sacro Testo, <<pregare per i defunti; affinché siano sciolti dai loro peccati>>.  

Gesù Cristo fa allusione al Purgatorio, quando ci ammonisce di riconciliarci col nostro nemico, se non vogliamo cadere nelle mani del Giudice, che ci getterebbe in una prigione dalla quale non usciremmo, se non dopo aver pagato il debito fino all’ultimo centesimo.
Alla voce di Gesù Cristo  ha fatto eco quella degli apostoli e dei dottori della Chiesa. San Paolo, parlando di coloro che compiono opere imperfette, dice che anch’essi si salveranno, ma dopo essere passati per il fuoco.

Tertulliano, lo spirito più vasto dei Cristianesimo, così scrive: <<in certi giorni dell’anno, noi preghiamo per i defunti>>. Sant'Agostino, dice che pregare per i defunti, è pratica antichissima nella Chiesa. San Giovanni Crisostomo esorta a soccorrere i morti, non con le lacrime, ma con le preghiere, con le elemosine e con le penitenze. San Tommaso, parla più volte del Purgatorio. A proposito del fuoco, così scrive: <<i1 medesimo fuoco tormenta i dannati nell’Inferno e i giusti nel Purgatorio>>.  

ESEMPIO: Un’impronta sulla coperta.
Domenico Denza, nobile cavaliere del Santo Sepolcro, altamente stimato in tutta Roma, dopo aver più volte sognato una signora, la notte del 10 aprile 1863 fu svegliato da una voce, che lo chiamava: e vide davanti a se quella donna che più volte aveva veduto in sogno.
Le domandò chi fosse; e gli fu risposto che era la marchesa Laura Pappoli Astalli, morta da poco, e venuta da lui a pregarlo di far sapere a suo marito che aveva bisogno di duecento Messe. E, avendo il Denza fattole osservare che non sarebbe stato creduto, la defunta pose la mano sulla coperta e disse: <<fate vedere qui, dove adesso ho toccato». Così dicendo disparve. Subito si senti per la stanza un odore come di cosa bruciata. Il Denza si mise a gridare. Al grido accorse il fratello, che dormiva nella stanza attigua. Tutti e due osservarono la coperta; e, con grande stupore, vi notarono l’impronta bruciata di una mano. Il mattino seguente il Denza si affrettò a far sapere al marito della defunta la visione avuta, e la richiesta di duecento Messe, in suo suffragio.
L’impronta fu poi osservata e riconosciuta da molti cavalieri e dame, da prelati e da cardinali, dalla regina di Svezia e da Sua Santità il Sommo Pontefice. Il cronista, che riferisce il fatto, aggiunge che nell’impronta si notava la storcitura del dito mignolo, difetto della marchesa Astalli.
(
Lapponi, Lo Spiritismo, pag.45)  

PREGHIERA: Gran Dio, noi fermamente crediamo nel domma del Purgatorio, che Tu, verità infallibile, ci hai insegnato, e la Santa Chiesa di Cristo propone alla nostra credenza.
E Tu, avvalora questa nostra fede; non solo, ma fa' che noi, coi nostri suffragi, veniamo in soccorso delle anime, rinchiuse nel carcere del dolore, facendole passare dal pianto al riso, dall’esilio alla patria, dalle tenebre del Purgatorio alla luce sfolgorante del Cielo.  

SUFFRAGIO: Baciando le piaghe del Crocifisso diciamo più volte: Piaghe sacrosante di Gesù, pietà delle Anime condannate a rimanere più a lungo nel Purgatorio.


 
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