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23 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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23 Novembre


ELEMOSINA PER I DEFUNTI

La preghiera, la mortificazione e l’elemosina sono tre monete d’oro, con le quali possiamo  riscattare le anime del Purgatorio.
Bella è la preghiera: slancio del cuore che attira su di noi grazie e celesti benedizioni. Bella è la mortificazione: sacrificio che noi c’imponiamo e col quale plachiamo la divina Giustizia.
Più bella ancora è l’elemosina: atto generoso e gentile che, mentre reca il conforto ai nostri fratelli defunti, ci ottiene la misericordia di Dio.

Praticando l’elemosina, attiriamo sul nostro capo innumerevoli benedizioni del Cielo. Dice Gesù Cristo:<< date e riceverete>>. Noi diamo il soldo al povero; e Dio dà a noi le sue grazie. Sicché ben possiamo dire con San Leone Magno che chi soccorre il povero, soccorre sé stesso. Il soldo, che diamo al povero, non va perduto. Dio ce lo conserva negli scrigni del Paradiso; dove non arriva né la mano del ladro, né il dente della tignola; e da quegli scrigni lo fa cadere sopra di noi moltiplicato e benedetto.

Ce lo dice il consenso unanime dei padri della Chiesa, i quali affermano concordemente che l’elemosina giova ai defunti. Scrive Sant’ Ambrogio: <<Quando la morte vi rapisce un figlio o un parente, sappiate che non vi è altra cosa più utile ai defunti, che soccorrere i poverelli>>.
San Girolamo, in una lettera a Pammachio, così gli scrive in occasione della morte della moglie: <<Gli altri mariti spargono viole, gigli e rose sulle tombe delle loro consorti; il nostro Pammochio vi versa il balsamo delle sue preghiere e delle sue elemosine>>.

ESEMPIO: Il dono del mantello.
Una volta un sacerdote, mentre stava pregando nella chiesa di Santa Cecilia, in Roma, gli apparve la Santissima Vergine, seduta sopra un magnifico trono e in mezzo a un coro di Angeli, tra i quali spiccava la figura di Santa Celcilia, di Sant’Agata e di Sant’Agnese.
Mentre era tutto rapito in questa visione, ecco che vede avvicinarsi alla Santissima Vergine una povera vecchia coperta di un ricco mantello la quale, giunta ai piedi della celeste Regina caldamente la prega di aver pietà dell’anima del suo benefattore, Giovanni Patrizi, passato da poco all’altra vita.
La Santissima Vergine sembra non commuoversi alle preghiere alle preghiere della donna. Allora questa le dice che un brutto giorno d’inverno, mentre tutta tremante per il freddo stava sui gradini del tempio a Lei consacrato, Giovanni Patrizi, mosso a compassione, le fece dono del suo mantello, che aveva addosso.
A queste parole la Santissima Vergine sorride di compiacenza e dice alla donna: <<l’anima che mi raccomandi, per le sue gravi colpe meriterebbe un lungo Purgatorio; ma, per la carità che ti ha usato, donandoti il suo ricco mantello, gli accordo il mio patrocinio>>.
E, fattosi venire davanti l’anima di Giovanni Patrizi, ordina che sia condotta in Cielo in  mezzo alle schiere celesti.
(San Pier Damiano, opuscolo 33, cap IV)

PREGHIERA: O Dio, intenerisci i nostri cuori; rendili sensibili davanti alle miserie umane! Fa’ che mai neghiamo il soccorso al povero, che ci stende la mano. Vogliamo fare la carità per amor tuo; perché il povero è nostro fratello.
E la vogliamo fare a suffragio delle anime del Purgatorio, nella dolce speranza che l’elemosina cada sopra di esse quale celeste rugiada e le faccia ben presto volare alle indescrivibili delizie dei Cieli.

SUFFRAGIO: Facciamo l’elemosina ai poveri e nell’offerta agli Istituti religiosi che sostengono i Missionari in terre lontane di evangelizzazione, in suffragio di quelle Anime che in vita ebbero poco e furono abbandonate da tutti.  



 
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