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20 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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20 Novembre


OBBLIGO DI CARITÀ



Prima di Cristo non esisteva l’Amore. Infatti, nel mondo antico noi troviamo l'amore per i parenti, la benevolenza, la simpatia, l'ospitalità, ma non l'Amore per tutti. Zoroastro, che fondo la religione dei Persiani, insegnò la carità solo per i parenti e per gli amici, ma non per tutti gli altri. Confucio, che fondò la religione dei Cinesi, predico l'amore per gli amici e per i conoscenti, ma non per tutti gli altri. Budda, che portò la religione agli Indiani, diffuse l’amore egoistico, che mira a sopprimere il dolore col farci attaccare alle creature, ma non l’amore, inteso nel vero senso della parola.

Ma noi dobbiamo suffragare le anime del Purgatorio, anche per i vantaggi che si ricavano, usando loro la carità. Innanzi tutto veniamo a esercitare tutte le opere di misericordia. Infatti, discendere in Purgatorio, e recare a quelle infelici anime l’elemosina dei nostri suffragi, e in qualche modo visitare gli infermi. Anticipare il loro ingresso in Cielo e mandarle a Dio.  

Questa misericordia la vedremo sfavillare in tutta la sua luce sul letto di morte, quando Gesù ci ricambierà la carità, che avremo usato alle anime del Purgatorio, col chiamarci al Regno dei cieli. E allora? Anime generose, per portare la carità ai loro fratelli lontani, affrontano inauditi sacrifici. Legioni di missionari, lasciando le gioie del focolare domestico, si recano in lontane regioni per convertire i pagani, e fondare opere di beneficenza.  
Noi possiamo rimanere in casa nostra, e fare la carità alle anime del Purgatorio, con la preghiera, col perdonare qualche nemico, con l’accettare le croci che il Signore ci manda, con l’ascoltare delle Messe, con la santa Comunione. E la carità, che avremo loro usata, ricadrà sopra di noi in pioggia di celesti benedizioni.

ESEMPIO: Un grande avaro.
Viveva in Roma un ricco signore, il quale era molto avaro; e per la sua avarizia non faceva mai l’elemosina. La moglie gli diceva spesso di far celebrare delle Messe in suffragio dei loro parenti defunti e di altre anime del Purgatorio. Ed egli rispondeva: <<i morti non hanno bisogno di Messe». Un giorno il ricco signore morì e la pia consorte fece celebrare per lui un gran numero di Messe. Ora avvenne che una sera, mentre la donna faceva la novena in suffragio di suo marito defunto, un misterioso soffio di vento spense il lume. Ella lo riaccese; ma subito dopo un altro soffio di vento torno a spegnere il lume. La donna, tutta impaurita, interruppe la novena e andò a letto. Durante la notte udì per la stanza un fortissimo rumore, che la spaventò tutta. Il mattino seguente fece celebrare alcune Messe in suffragio di suo marito. La notte l’uomo le apparve e le disse: <<mia cara consorte, quanto soffro in Purgatorio! Le Messe, che hai fatto celebrare per me e altri suffragi, mi hanno poco giovato. Io in vita sono stato duro di cuore con le anime del Purgatorio; e ora il Signore è duro con me. Egli giustamente potrebbe dirmi: duro tu, e duro io. A ogni modo, continua a pregare per me». Così dicendo, disparve. Se noi siamo duri di cuore con le anime del Purgatorio, un giorno il Signore lo sarà con noi.
(
Marchi, I nostri morti, pag. 260)   

PREGHIERA: Si, gran Dio, la legge della carità ci obbliga a suffragare le anime del Purgatorio. Noi faremo il possibile per soccorrerle. E Tu accetta quello che facciamo per esse. Sono creature tue, sono anime fatte a tua immagine. Pietà delle anime del Purgatorio! Manda i tuoi Angeli a consolarle, a liberarle da quel doloroso carcere. Vedi come anelano di spiccare il volo a Te. Fa’ che vengano in Cielo; in modo che ti scioglieranno canti sublimi di lode e di amore.

SUFFRAGIO: Facciamo celebrate qualche Messa, in suffragio dei nostri genitori defunti o di qualche persona, che forse per colpa nostra soffre in Purgatorio.     


 
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