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19 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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19 Novembre


SUFFRAGARE I DEFUNTI

Per debito di giustizia siamo tenuti a suffragare alcune anime del Purgatorio. Ora, la giustizia ci obbliga a suffragare alcuni defunti; innanzi tutto, i nostri genitori. Sono le creature più preziose, più care al nostro cuore. Nessuno ha fatto per noi quello che hanno fatto i nostri genitori.
I genitori ci hanno donato la vita. Noi siamo al mondo, proprio per essi: senza di essi non esisteremmo. E per noi, quanto hanno fatto! Ora, se il babbo e la mamma si trovano a penare in Purgatorio, se di là invocano il nostro soccorso, possiamo rimanere indifferenti davanti alle loro sofferenze e alle loro preghiere? N0: la giustizia ci obbliga a soccorrere le anime dei nostri genitori defunti.

Anche i nostri Benefattori hanno diritto ai nostri suffragi. Essi ci hanno  fatto del bene, sia con la parola, sai con l’esempio, sia con l’aiuto materiale, liberandoci tante volte da certi casi disperati.
Ricordiamoci delle anime dei trapassati, che hanno diritto ai nostri suffragi! Dimenticandole, calpesteremo la giustizia: saremmo rei di tanta ingratitudine, e attireremmo sul nostro capo i divini castighi. Il Vangelo ci ricorda che <<un giudizio senza misericordia sarà fatto a chi non avrà usato misericordia>>.

Suffraghiamo le anime dei nostri genitori defunti; le anime dei sacerdoti, che hanno lavorato per la nostra santificazione; le anime dei tanti altri nostri Benefattori, e in modo particolare di coloro, che per colpa nostra si trovano in Purgatorio. Adempiendo a questo sacrosanto dovere di giustizia, avremo reso a ciascuno il suo e il Signore, sorridendoci dall’alto dei cieli, verserà sul nostro capo le sue celesti benedizioni.

ESEMPIO: Una figlia modello.
Santa Elisabetta, regina d’Ungheria, era l'angelo della carità. Trovava la sua gioia nel soccorrere i poveri e nell’assistere i lebbrosi. Dopo la morte del marito, vestì l'abito di San Francesco, in un monastero, dove risplendeva per la sua dolcezza e per la sua umiltà. Un giorno le morì la madre e la Santa non cessò di suffragarne l’anima. Per lei innalzava al cielo continue preghiere, faceva molte penitenze ed elemosine, fino a vendere il suo palazzo reale a favore dei poveri. Una notte le apparve la madre, la quale, piangendo, le disse: <<figlia, quanto soffro in Purgatorio! Per tutto quello che ho fatto per te, aiutami coi tuoi suffragi>>. La visione disparve. Santa Elisabetta, per suffragare l’anima della madre sua, si stemprava in lacrime ai piedi dell’altare, si flagellava le carni finché un altro giorno la rivide vestita di bianco e raggiante di luce nel momento in cui volava al cielo. e noi che facciamo per nostri genitori?
(
Surio, Vita di Santa Elisabetta)

PREGHIERA: Gran Dio, fa che possiamo sentire il sacrosanto dovere di suffragare quei defunti, che hanno diritto ai nostri suffragi! Che il babbo e la mamma nostra, che per noi hanno fatto tanti sacrifici, che i nostri benefattori e coloro, che per colpa nostra si trovano in Purgatorio, siano in cima ai nostri pensieri e ai nostri affetti, siano anteposti nelle nostre preghiere a tutti gli altri defunti. E Tu, buon Dio, accogli quello che facciamo a favore di quei defunti, che hanno diritto ai nostri suffragi; e fa’ che essi non abbiano a dolersi di noi, ma rallegrarsi, a benedirci e a desiderare di averci un giorno in loro compagnia, lassù, tra le fulgenti schiere dei cori angelici.

SUFFRAGIO: Prima di metterci a tavola, recitiamo in ginocchio cinque pater, ave, requiem, in suffragio di quelle anime, che un giorno forse sedettero a tavola con noi.   


 
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