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17 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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17 Novembre


I CREDENTI PENSAN0 AI LORO CARI?


I morti hanno cura dei vivi. Ma i vivi pensano ai morti? Questa domanda ci dovrebbe contristare e farci sentire la spina di qualche meritano rimprovero.
I vivi spesso non  pensano ai morti. Quale contrasto nella vita umana! Vi è chi ama, e non è amato; chi fa del bene, e riceve del male. Il padre e la madre affrontano inauditi sacrifici per i figli: e tanti figli, al contrario, non fanno nulla per loro genitori.
Gesù Cristo morì in croce per noi; e noi non facciamo nulla per Lui. Anzi vi sono tanti che lo ricrocifiggono coi loro peccati.

<<Quale scena di contrapposti, esclama San Cirillo Alessandrino, ci è tra il Purgatorio e la terra! Là i defunti soffrono ogni specie di tormenti: qui non vi è chi si muova a compassione di essi. Là le povere anime elevano alte grida di dolore, invocando il nostro soccorso con le parole del santo profeta Giobbe: Pietà di me, almeno voi, o amici! Qui non vi è alcuno, che presti orecchio ai loro lamenti>>.

Nel Medioevo, quando la fede nel mistero d’oltretomba era viva, si pregava per i morti. La sera le persone, riunite intorno al focolare domestico, recitavamo in comune il Rosario per i morti. E per i morti facevano celebrate molte Messe. Facevano elemosine e digiuni. San Nicola Tolentino e altri Santi, che credevano nel Purgatorio, affrontavano aspre penitenze a suffragio dei morti.  
Non facciamo passare giorno, senza rivolgere a essi un nostro pensiero. Un fiore gentile dei campi ha nome miosotide, cioè: non ti scordar di me. Questo fiore è l'eco fedele della voce dei nostri trapassati. Ascoltiamola questa voce. Essa può essere quella di un nostro caro che, invoca il nostro soccorso, dicendoci: <<non ti scordar di me!>>.  

ESEMPIO: Lamento di una Madre.
Otilia era una di quelle ragazze moderne, che amano i balli, i canti, i suoni. Non era cattiva, ma andava pazza per lo svago e per i divertimenti. Ma da qualche mese Otilia e cambiata. Ella ha dato un addio al mondo e si e dedicata alle pratiche di pietà. Perché questo suo mutamento? Ecco: da qualche mese avverte in casa strani rumori. Di notte sente, in un angolo della casa, dei piccoli colpi. Talvolta sente rotolare per il pavimento non so che cosa. Una sera ha sentito un soffio, che ha spento il lume a petrolio. Ella dice che é qualche spirito folletto che si diverte a turbare la sua quiete. Ma una sua vecchia zia le va ripetendo che è la madre sua defunta, che viene da lei a chiederle suffragi. Ed é cosi. Infatti, l’altra notte Otilia ha veduto in sogno la madre sua defunta e questa le ha detto: <<figlia, quanto soffro in Purgatorio! La divina Giustizia mi ha condannata a rimanere lunghi anni in questo luogo di sofferenze. In Purgatorio soffro mille tormenti. Tra questi ve ne e uno, non inferiore agli altri; ed è quello che soffro per l’abbandono, in cui tu mi hai lasciata. Tu pensi ai divertimenti, ma non pensi alla mamma tua, che tanto soffre in Purgatorio. Che spina è essere dimenticata dai propri figli!» Così dicendo, è sparita. Ma nel cuore di Otilia risuonano queste parole della madre: <<che spina è essere dimenticata dai propri figli!».
(Marchi, Il mese di Novembre, pag . 135)

PREGHIERA: Non ci dimenticheremo mai di voi, o care e sante anime del Purgatorio Vi avremo sempre in alto ai nostri pensieri e ai nostri affetti. Pregheremo sempre per voi. Al mattino, allo spuntar del sole, e di sera, prima di metterci a letto, eleveremo per voi al Cielo la nostra umile preghiera. E Tu gran Dio, accogli la nostra preghiera! Accogli i suffragi che faremo per le anime dei trapassati! E che li rivedremo nella luce e nella gloria dei cieli.  

SUFFRAGIO: Cerchiamo quest’oggi di evitare ogni peccato, in suffragio di quelle anime, che forse fanno il Purgatorio per colpa nostra

 
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