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16 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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16 Novembre


INTERCEDONO PER NOI?



Tanti nostri cari, che un dì formavano la nostra dolce compagnia, non sono più. Non sono più tanti e tanti altri, che come noi camminavamo per le vie di questa città e si godevano le gioie della vita e del loro focolare domestico.
Ora le anime dei trapassati dall’altro mondo in cui si trovano, pensano a noi? Hanno cura di noi? Sicuro!
I vivi si scordano dei morti, ma i morti non si scordano dei vivi e li aiutano nei loro bisogni. Se i Santi della terra si sono prodigati per i loro fratelli, che cosa non devono fare per noi le anime del Purgatorio? Esse splendono di un amore ben più grande di quello che ebbe per i miseri un  San Francesco Saverio, un San Camillo De Lellis, un San Vincenzo de’ Paoli, in Cottolengo.


Si, i morti hanno cura di noi, aiutandoci nei nostri bisogni. Ci aiutano nei bisogni spirituali. L’anima nostra e continuamente tentata dal demonio; ma nella lotta tante volte essa trionfa. Sono le anime del Purgatorio, che spesso corrono in nostro aiuto e ci danno lumi e consigli. Queste benedette anime ci aiutano anche nei bisogni temporali. Infatti, quante città vengono liberate dai terremoti, dalla peste, dalle guerre, dalla fame e da altri mali. Quante famiglie, che prima languivano nella miseria, 0ggi vivono bene e serene. Quanti individui trovano lavoro e pane, e spesso vengono liberati da pericoli. Quanti Orfanelli trovano un lieto avvenire per le preghiere dei loro Benefattori e genitori defunti. Diceva Santa Caterina da Genova: <<Io non mi sono mai raccomandata invano alle anime del Purgatorio; anzi vi dico che quello che non ho ottenuto dai Santi, l'ho ottenuto dalle benedette anime».  

ESEMPIO: Salvo per un opera di carità.
Spesse volte il Signore salva un’anima, solo per aver compiuto un’opera buona. Il Padre Lacordaire racconta questo fatto. Un giorno un sacerdote fu chiamato presso il capezzale di un moribondo. L’infermo era un vecchio ufficiale il quale era stato sempre lontano dalla Chiesa e da ogni pratica religiosa; e aveva condotto una vita tutt’altro che edificante.
Ciò nonostante, in quei suoi ultimi momenti, provava una gioia per la speranza di veder salva l’anima sua. Il sacerdote, al vederlo così placido e sereno, gli domandò se nel corso della sua vita avesse compiuto qualche opera buona. L’ufficiale gli rispose: <<sì, padre. Un giorno, stando in America, mentre attraversavo una foresta, m’imbattei in una donna che portava un fanciullino sulle braccia. Davanti a noi scorreva un ruscello. Alla vista di quella limpida acqua mi venne l'idea di battezzare quella innocente creaturina; e in realtà dietro esplicita richiesta della madre, la battezzai. E questa l’unica mia opera buona, fatta in vita mia e che in questo momento mi rende sereno e quasi sicuro del Cielo». Il Lacordaire chiude il racconto, dicendo che quel sacerdote, qualche tempo dopo, vide in sogno l’anima di quell'ufficiale che se ne volava al Cielo. Diceva bene Lucia del Manzoni all’Innominato: <<Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia».
(
Lacordaire, Conferenze sulla immortalità dell’anima)  

PREGHIERA: O care e sante anime del Purgatorio, sì, a voi ci raccomandiamo; e in voi riponiamo la nostra fiducia. E voi pregate per noi! Voi conoscete i nostri bisogni. Voi ben sapete quanto é arduo il nostro cammino in questa valle di lacrime. Pregate per noi il Signore, perche voglia darci le sue grazie. Ma pregatelo specialmente al momento della nostra morte.

SUFFRAGIO: Cerchiamo di fare oggi o non appena ci é possibile la via Crucis e offriamola in suffragio a quelle Anime che ci sono più care.

Chi fa la <<Via Crucis» lucra la indulgenza plenaria, applicabile alle anime del Pargatorio (Pio XI, 18 marzo 1932).  


 
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