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11 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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11 Novembre


LE PENE NON SONO LE STESSE



Le pene, che i defunti soffrono in Purgatorio, non sono le stesse: ma differisono tra loro per intensità e per durata. Anche in Cielo e nell’Inferno vi e diversità di premi a di castighi. Ognuno di essi differisce dall'altro, come ogni stella differisce dall'a1tra. Ogni Santo ha la sua veste di gloria. Il padre La Colombière rimase in Purgatorio ventiquattro ore. San Severino, arcivescovo di Colonia, stette in Purgatorio circa sei mesi; mentre Papa Innocenzo III e la sorella di San Vincenzo Ferrari erano stati condannati a rimanere in Purgatorio fino al giorno del Giudizio.  

In Purgatorio le pene variano per intensità e per durata; e anche per il modo con cui si subiscono. Santa Maddalena dei Pazzi ci fa sapere che i superbi si trovano in un luogo oscuro e tenebroso; gli avari si sciolgono come piombo in una fornace ardente; i lussuriosi sono rinchiusi in un carcere sudicio e di cattivo odore: i bugiardi, in uno stagno ghiacciato, gli scandalosi si trovano in una prigione risanante di questo grido: <<Signore, vendica il nostro sangue!».
La Santa parla di altre anime del Purgatorio, punite in altri modi.  

Ecco i defunti, che in Purgatorio scontano la pena proporzionata alle loro colpe; ecco ciascuno di essi sotto la sua croce. Vi é chi soffre molto e chi poco; chi sarà in Purgatorio per breve tempo, e chi per  molti anni. Quali furono le 1oro colpe, tali sono le loro pene. Con le pupille dello spirito contempliamo le immense schiere delle anime, penanti nel carcere del dolore! Moviamo in loro soccorso! Siamo noi le pie Veroniche, asciugando le loro lacrime; i pietosi Cirenei, aiutandole a portare la loro croce. Preghiamo per esse e coi nostri suffragi facciamo si che le anime dal Calvario delle loro sofferenze salgano più presto al Tabor della felicità eterna.  

ESEMPIO: Malachia, Re d’Irlanda.
Le pene del Purgatorio sono perfettamente appropriate alle colpe commesse. Malachia, re d’Irlanda, era assai buono, ma aveva alcuni difetti. Era cattolico, però non faceva mai la carità. Un giorno, per avere l’assoluzione da un grave peccato, corruppe il suo confessore, offrendogli un anello prezioso. Colpito da grave malattia, dopo un po’ morì; e subito dopo apparve al vescovo d'Irlanda, San Corpreo, mentre questi una notte stava pregando nella sua cameretta. Gli apparve con un vecchio mantello sulle spalle, e con un collare di ferro rovente. Il santo vescovo gli domandò chi fosse, perché portasse quel mantello sulle spalle e quel collare di ferro. L’ombra gli rispose: <<sono Malachia, re d’Irlanda. Porto sulle spalle questo sporco mantello in segno di confusione, per la carità che non ho fatto in vita, non curandomi dei poveri, che abbondano nel mio regno. Porto questo collare di ferro, affinché esso mi ricordi l’anello, che offrii al mio confessore, allo scopo di ottenere da lui l’assoluzione da un grave peccato. Così il mantello e il collare di ferro mi ricordano in Purgatorio i miei due più gravi peccati, da me commessi sulla terra. O santo vescovo, prega per me!». Così dicendo, l’ombra disparve. San Corpreo pregò a lungo per l’infelice Malachia. Pregò e fece pregare in tutta la diocesi. Dopo qualche anno lo rivide in sogno, e venne a sapere da lui stesso che, grazie ai suffragi ricevuti, la sua anima volava al Cielo.
(Schouppe, il domma del Purgatorio, pag. 87)  

PREGHIERA: E Tu, gran Dio, pietà ti prenda delle anime del Purgatorio! Se la tua giustizia vuole che siano in tante pene, la tua misericordia le conforti e le faccia venire a Te. Si, a Te: sono creature delle tue mani, sono figlie tue dilette. O Signore, chiamale a Te; e così sarà maggior festa in Cielo; così la tua gloria sarà più bella, più grande, più divina.   

SUFFRAGIO: Se abbiamo qualche nemico, perdoniamolo di tutto cuore, il tutto facciamolo in suffragio di quelle anime che maggiormente soffrono nel fuoco del Purgatorio.   





 
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