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10 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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10 Novembre


NON VEDER DIO



La pena più terribile, che i defunti soffrono in Purgatorio, è quella del danno. Non veder Dio è per essi un martirio così grande, che vince ogni immaginazione. Nel Giudizio particolare i defunti hanno veduto per un istante quest'Essere supremo; ma, per le macchie che li offuscano, sono costretti a vivere temporaneamente lontano da Lui. Sulla terra vissero lontano da Dio, connettendo un gravissimo errore, un incalcolabile <<danno>>; e in Purgatorio devono subire la pena di questo <<danno>>, col rimanere lontano da Dio, finché non avranno esp1etato le loro colpe.  
Milioni di martiri non esitarono di affrontare i più atroci supplizi, per andare prima al loro Dio. Innumerevoli falangi di apostoli e di confessori della Fede, eserciti di missionari e di suore affrontano sacrifici inauditi, solo per la speranza di andare un giorno a godere la vista di Dio.  

Le anime del Purgatorio per la loro lontananza da Dio, soffrono dolori da non potersi immaginare. Dice Santa Teresa che la privazione della vista di Dio supera tutto quanto si può pensare di doloroso. E Santa Caterina da Genova, nel suo Trattato sul Purgatorio, scrive che le anime, lungi da Dio, provano un tormento così grande, che nessuna lingua potrebbe esprimere e nessun intelletto potrebbe concepire.  

Nelle cronache dei Padri Cappuccini si legge che fra Antonio Corso, morto in concetto di santità, apparendo all’infermiere del suo convento, gli abbia detto che la maggior pena che si soffre in Purgatorio non è quella del fuoco, bensì la privazione della vista del Sommo Bene. Sì, tutti i tormenti sono ben poca cosa in confronto della pena del danno. Davanti alle anime del Purgatorio non vi è che Dio solo, e tutto il testo è nulla. Perciò le anime del Purgatorio, volgendo gli occhi al cielo, vanno gridando: <<Dio, Dio, mostraci il tuo bel viso! Fa’ che ti vediamo; che ci inebriamo di Te!>>.  

ESEMPIO: Due buoni religiosi.
Come sono terribili le pene del Purgatorio! Le poche ore sembrano secoli. In un convento di frati vivevano due buoni religiosi, che si volevano bene, e si esercitavano a vicenda nel santo timore di Dio. Un giorno uno di essi si ammalò gravemente e dal suo Angelo custode venne a sapere che ben presto doveva morire, e andarsene in Purgatorio; dove doveva rimanere fino a che non si sarebbe celebrata una Messa in suo suffragio. Il buon religioso subito fece venire a se l’amico; gli raccontò la visione avuta e lo pregò caldamente di celebrare per lui una Messa, subito dopo la sua morte. L’amico gli promise di si; e mantenne la parola. Infatti, appena morì il suo confratello, celebrò la Messa in suo suffragio. Ma non aveva ancora finito di spogliarsi dei sacri paramenti quando gli apparve l’amico, morto in quel giorno; il quale gli disse: <<Fratello, e la promessa? Mi avevate assicurato di celebrare per me una Messa, subito dopo la mia morte; invece avete fatto passare tanto tempo>>. <<No, caro mio» gli disse il confratello, <<io ho celebrato subito la Messa in tuo suffragio>>. Il defunto, come svegliandosi da un sonno, esclama: <<Come sono terribili le pene del Purgatorio! Là i minuti sembrano secoli. Non sono passate che poche ore da quando ho lasciato la terra, e mi sembra di essere in Purgatorio da lunghi anni».
(
Rossignoli, Le Meraviglie del Purgatorio, mer. 17)  

PREGHIERA: Signore, fa’ che noi non cessiamo mai di pregare per le anime dei nostri Defunti; e che la nostra preghiera dia le ali a queste mistiche colombe, affinché dai cancelli del Purgatorio possano spiccare il volo a Te e bearsi di Te per sempre nella luce e nella gloria del Cielo.   

SUFFRAGIO: Al termine della giornata troviamo qualche minuto per poter dire: Cuore Santissimo di Gesù, alle anime più abbandonate, pensaci tu donando l’eterno riposo.  


 
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